Copernicano in Tolemaica patria, ingegnere, contabile, disegnatore, #Libertario#pragmatico. 🇵🇱. Più che il colore del gatto è importante quello del topo.
🔴🇬🇧 FLASH | Le Royaume-Uni instaurera une taxe kilométrique sur les voitures électriques à partir du 1er avril 2028.
Les véhicules 100 % électriques seront taxés à hauteur de 0,03 livre sterling par mile, contre 0,015 livre pour les hybrides rechargeables.
Pour 13 000 km parcourus par an, un automobiliste paiera environ 242 livres, soit près de 280 €, en plus de la taxe automobile classique.
Le kilométrage devra être déclaré chaque année et pourra être vérifié lors du contrôle technique. Cette mesure vise à compenser la baisse des recettes fiscales sur les carburants.
(Source : gouvernement britannique / OBR)
A Bruxelles serve un elettrauto, non un altro piano energetico
La Commissione Europea continua a scambiare un vettore energetico per una fonte di energia. Ed è questo l’errore di fondo dell’Electrification Action Plan presentato il 17 luglio.
L’obiettivo è trasformare in vincolante il target di elettrificazione, portando la quota dell’elettricità nei consumi finali dal 23,4% del 2024 al 32% entro il 2030, con un ulteriore target legale al 2040. Sulla carta sembra ambizioso. Nella pratica manca la domanda più banale: quell’elettricità da dove arriva?
L’elettricità non è una fonte. È un vettore. Le fonti sono gas, carbone, nucleare, idroelettrico, sole e vento. Puoi elettrificare anche il 100% dei consumi, ma se per produrre quell’elettricità continui a bruciare gas e carbone non hai risolto il problema: lo hai semplicemente spostato.
L’Italia è il caso più evidente. Il consumo energetico complessivo supera i 1.300 TWh, mentre l’elettricità rappresenta poco più di 300 TWh. Di questi, circa 50 arrivano dalla Francia, 50 dall’idroelettrico e circa 50 da fotovoltaico ed eolico. Il resto viene prodotto principalmente con gas e, in misura residuale, carbone.
In altre parole, la parte realmente generata con nuove fonti rinnovabili rimane limitata rispetto al fabbisogno energetico complessivo del Paese. E questo dopo oltre 200 miliardi di euro di incentivi e investimenti enormi nelle reti.
Lo ha ricordato anche Claudio Descalzi in audizione alla Camera: dal 2005 la rete elettrica italiana è passata da 35.000 a 76.000 chilometri. La Regulatory Asset Base è salita da 5 a 25 miliardi di euro. Eppure l’energia trasportata è scesa da 340 a 311 TWh. Più rete, molto più capitale investito, ma meno elettricità movimentata. Un dato che dovrebbe far riflettere chi continua a pensare che basti aggiungere cavi per risolvere il problema energetico.
La realtà è che una rete elettrica deve essere continuamente bilanciata. E in un sistema come quello italiano il bilanciamento continua a dipendere soprattutto dal gas. Se sale il prezzo del gas, sale inevitabilmente anche il prezzo dell’elettricità.
Bruxelles continua invece a fissare obiettivi di elettrificazione come se il problema fosse esclusivamente aumentare la domanda di elettricità. Ma senza affrontare il nodo della produzione, della programmabilità e della sicurezza del sistema, quei target rischiano di trasformarsi in esercizi burocratici scollegati dalla fisica.
Per capire questo non servono commissioni di esperti né modelli matematici sofisticati. Basta distinguere una fonte energetica da un vettore. A Bruxelles, più che un altro piano strategico, servirebbe un bravo elettrauto.
Chiaramente il fallimento della svolta europea verso l’auto elettrica (svolta voluta e imposta dal blocco industriale politico e finanziario tedesco) apre le porte ai fabbricanti cinesi che si accomoderanno in varie fogge nei mercati europei.
I propagandisti, dotati di mezzi soverchianti, hanno sconfitto anche il minimo buon senso, che avrebbe consigliato di non rendere obbligatoria una tecnologia di cui non si possiede nulla: materie prime, raffinazione, manifattura, manodopera. Tutto a costi pari a un terzo o anche meno di quelli europei.
Ancora una volta, seguire la Germania nei suoi sogni di conquista ha portato l’Europa nel baratro.
Chissà come sono contenti gli spettatori che hanno pagato migliaia di dollari per guardare l'allenamento dell'Inghilterra contro una squadra di 4 categoria. La Francia è vergognosa mancanza di professionalità totale dei giocatori
#FranciaInghilterra
Claudio #Descalzi, amministratore delegato dell'Eni, alla Commissione Attività produttive della Camera dei deputati.
Chiedo: quando inizierà la riflessione critica sulla #UE e le sue devastazioni? Per trarne le conseguenze credo che dovranno prima cambiare alcuni governi europei.
"Castellucci ha reso ricchi i Benetton ottenendo aumenti tariffari da ministri sempre compiacenti. Dal 2008 al 2019 Aspi ha ottenuto un aumento dei pedaggi del 27% mentre la spesa per investimenti è passata dagli 1,15 miliardi del 2009 ai 475 milioni del 2018, con le manutenzioni sempre sotto i 300 milioni l’anno. “Le abbiamo fatte in calare… così distribuivamo più utili…. e Gilberto e la famiglia erano contenti”, racconterà intercettato Gianni Mion, il manager (non indagato) che con Gilberto Benetton fu l’artefice della trasformazione del gruppo dei maglioncini in un impero finanziario e che nel 2006 portò Castellucci al vertice di Aspi". (Fatto quotidiano)
Riassunto dati energia 2025 secondo Energy Institut
1. I fossili coprono 86% del consumo totale di energia
2. Eolico e solare coprono 3,3 del consumo primario
3. Consumi totali mondo aumentatu di 1,7% nel 2025
4.CO2 negli ultimi 10 anni : UE meno 554 Mt, resto del mondo + 3.008
Per la serie: le grandi contraddizioni dell’EUropa. Costringe le acciaierie a convertirsi al forno elettrico ma non fa nulla per fermare l’emorragia di rottame ferroso (una delle poche materie prime di cui disponiamo) fuori dai confini Eu. Perché i trader olandesi non vanno danneggiati.
Dribbling mondiali, trasmettono la sintesi di Argentina Svizzera, si sente solo il commento di Rimedio, la vice di Adani è stata tagliata 🤣🤣, sta a vedere che la @rai ha compreso #mondiali#mondiali