ROY DE VITA
🔴🔴🔴 Ascoltate con attenzione
il professor @RoyDeVita
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"FAUCI TACE: IL 5° EMENDAMENTO DELLA SCIENZA
Il 29 luglio 2026 è successa una cosa senza precedenti: Anthony Fauci si è avvalso del Quinto Emendamento per oltre 100 volte davanti al Senato degli Stati Uniti, rifiutandosi di rispondere sulle origini del COVID, sulle e-mail cancellate e sui finanziamenti al laboratorio di Wuhan.
A me non interessa la politica. A me interessa l’etica della nostra professione.
La scienza si basa su tre pilastri: trasparenza, verificabilità dei dati e dubbio. Se hai agito con rigore e in buona fede, ti difendi con i dati e rispondi a ogni singola domanda. Quando chi ha guidato la sanità pubblica si fa scortare dai legali e sceglie il silenzio per non incriminarsi, la credibilità della medicina subisce un colpo devastante.
Quando la scienza smette di rispondere alle domande e si trincera dietro la burocrazia del potere, cessa di essere scienza"
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LETTERA APERTA AL DOTT. LUIGI PATRONAGGIO, PM DI AGRIGENTO.
Egregio Dott. Luigi Patronaggio,
o letto le Sue dichiarazioni secondo cui una parte significativa dei reati commessi da immigrati sarebbe riconducibile al loro disagio e alla loro marginalizzazione.
Mi permetta di dissentire, con fermezza seppur nel rispetto del ruolo che Lei ricopre.
Il disagio sociale può certamente essere uno dei fattori che incidono sui comportamenti umani. Nessun giurista serio lo nega. Ma trasformarlo nella chiave interpretativa privilegiata della criminalità rischia di produrre un effetto devastante: spostare l’attenzione dalla responsabilità individuale alla giustificazione sociologica.
In uno Stato di diritto il reato non è mai “colpa della società”. È responsabilità di chi lo commette.
Milioni di persone vivono condizioni di povertà, esclusione e difficoltà senza rapinare, stuprare, spacciare o aggredire. Se il disagio fosse la causa determinante del crimine, dovremmo aspettarci che ogni quartiere povero fosse una centrale delinquenziale. La realtà dimostra il contrario.
Il problema è che da decenni una parte della cultura giuridica e politica ha sostituito il principio della responsabilità personale con quello della deresponsabilizzazione permanente. Il criminale viene descritto come vittima del contesto; la vittima reale finisce quasi per diventare un dettaglio.
È questa impostazione ideologica, più che il disagio, a generare un pericoloso cortocircuito culturale.
Quando un rappresentante dello Stato suggerisce che la criminalità sia spiegabile prevalentemente attraverso la marginalizzazione, il messaggio che arriva ai cittadini è che il diritto non guarda più innanzitutto al fatto commesso, ma alla biografia di chi lo ha commesso.
E questo mina la fiducia nella giustizia.
Naturalmente esistono politiche sociali che possono prevenire il disagio e favorire l’integrazione. Ma prevenire non significa giustificare. Comprendere non significa assolvere.
La legge è uguale per tutti proprio perché non distingue tra il dolore di una vittima italiana e quello di una vittima straniera, né tra il disagio di un imputato e quello di milioni di persone oneste che, pur vivendo le stesse difficoltà, scelgono ogni giorno di rispettare le regole.
Il rischio, altrimenti, è quello di introdurre una sorta di diritto penale differenziato, dove la responsabilità diventa proporzionale alla condizione sociale anziché alla gravità del fatto.
Io continuo a credere che il vero antidoto alla criminalità non sia la ricerca continua di attenuanti culturali o sociologiche, ma il recupero di un principio semplice: chi sbaglia risponde delle proprie azioni.
Il disagio non è il padre del crimine. Il vero padre è un’ideologia che ha confuso solidarietà con irresponsabilità, accoglienza con assenza di regole e integrazione con rinuncia a pretendere il rispetto delle nostre leggi. Chi oggi giustifica i reati con l’emarginazione dovrebbe interrogarsi su chi quell’emarginazione l’ha resa strutturale attraverso politiche migratorie prive di controllo.
E mi fermo qui; non voglio entrare nel merito delle ragioni che hanno determinato questa immigrazione incontrollata. Le evidenze depongono in favore di un serio tornaconto di una certa parte politica, ma questa è una mia personalissima opinione, sebbene condivisa da molti.
Cordialita