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Il grado di civiltà di un Popolo si misura dalla sua capacità di non lasciare mai nessuno indietro, di soccorrere chi é in difficoltà ed aiutarlo a continuare il suo cammino nella vita.
Non é "misericordia" é Impegno.
Ve la metto molto semplice.
Facciamo che Roberto Saviano non vi piaccia.
Anzi, facciamo proprio che vi stia sulle scatole.
Così tanto che sognate di non vedervelo più apparire in televisione.
(Discutibile, ma oh, facciamo che…).
Bene.
Il suo programma “Insider” per Rai 3 è stato cancellato: peccato che siano già state registrate quattro puntate.
Quattro puntate già pronte. Cioè costate, anche, soldi del canone Rai pagato dalle cittadine e dai cittadini.
Sì, quattro puntate buttate via, per le quali avete pagato anche voi, ai quali Roberto Saviano non piace.
E indovinate di chi è la colpa?
Ecco. Vi hanno derubato ancora, e in cambio di niente.
Contenti?
#RobertoSaviano
@robertosaviano
@Mas38477466@davidefaraone il signore in questione non è un pacco che si porta a casa di qualcuno. È uno studente che cerca un alloggio a pagamento. È una persona, il requisito importante dovrebbe essere che sia educata e rispettosa.Punto
Nella pancia dell’Agenzia delle entrate ci sono, miliardo già miliardo meno, qualcosa come 1.100 miliardi di euro di crediti non riscossi. Di questa cifra enorme si pensa – lo pensano anche quelli dell’Agenzia – che solo 110 miliardi siano realmente “esigibili”, ovvero che ci sia la reale possibilità di recuperarli.
Quasi 50 miliardi di quei 110 sono stati sono stati cancellati con le ultime rottamazioni. Si sta parlando quindi di qualcosa come una sessantina di miliardi di euro che rimangono sul piatto. I numeri – che hanno l’enorme pregio di non poter fare propaganda – ci dicono che il 70% dell’enorme mole di debito con lo Stato riguarda l’1,3% dei contribuenti (anzi, di quelli che avrebbero dovuto contribuire) più ricchi: persone che mediamente hanno debiti superiori ai 500 milioni di euro. Non proprio bruscolini. Sicuramente non piccole partite iva strozzate dal fisco, come si dice dalle parti del governo.
Rimanendo sui numeri osserviamo che per l’ultima rottamazione (chiusa il 30 giugno) 60 miliardi si sono ridotti a 40 per effetti del beneficio della rottamazione. Rimangono fuori quindi 20 miliardi che stavano nel bilancio dello Stato da qualche parte e che fisicamente non ci sono più. Le ultime rottamazioni tra l’altro sono andate molto lontane dal risultato previsto: di 45 miliardi programmati ne sono entrati 17. Conta anche l’aspetto psicologico, naturale reazione alla narrazione del governo: chi avrebbe dovuto rottamare e non ha rottamato sapeva – e non si sbagliava – che avrebbe avuto altre occasioni per farsi condonare i nuovo.
A questo aggiunge che gran parte del gettito fiscale italiano proviene dai dipendenti tassati alla fonte. A questo aggiungete la tradizionale pigrizia dello Stato a tassare i grandi profitti. Il risultato è semplice.
Buon venerdì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
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La notizia è che è stato siglato l’accordo con la Tunisia sulla gestione delle rotte migratorie ma nessuno, a parte i firmatari, ne conosce il contenuto. I signori ritratti in questa foto, attraverso l’ennesimo accordo stipulato con un paese non democratico, stanno destinando i migranti in transito in Tunisia a tortura e morte. Non solo, come accaduto per la Libia e la Turchia, non sapremo mai i soldi messi a disposizione dall’Unione europea che fine faranno, come verranno spesi, che percorso avranno. Diamo soldi a fondo perduto senza sapere quale sarà il loro utilizzo: vi sembra normale?
«In Tunisia i cittadini dell’Africa subsahariana sono in serio pericolo di violenza e trattati quasi come schiavi», queste le parole di un operatore della ong Sos Humanity: «A bordo abbiamo raccolto testimonianze di persone che in Tunisia hanno subito violenze per le strade che non hanno avuto al possibilità di entrare nei negozi o di salire su un autobus per via del colore della pelle».
I migranti vengono deportati dai militari tunisini ai confini con la Libia e l’Algeria, lasciati nel deserto a morire senza cibo né acqua: è a questo paese che stiamo chiedendo di fermare le partenze, è questo il paese che ci rallegriamo di finanziare. Non mi sembra ci sia nulla di cui gioire.
L’Europa paga, come ha fatto con la Turchia e la Libia, senza preoccuparsi, se non a parole, dei rispetto dei diritti fondamentali degli esseri umani.
Se tutto questo vi sta bene, fate pure come se io non avessi scritto nulla. Se invece quel che accade vi lascia sgomenti, sappiate che avviene anche con la vostra legittimazione. Meloni è convinta di aver avuto carta bianca… è convinta che avendo vinto le elezioni possa usare ogni mezzo per raggiungere i suoi fini e le promesse fatte in campagna elettorale, tra queste: zero partenze e zero sbarchi.
Ma non esiste un modo che sia umano per fermare le partenze e gli arrivi. Per impedire che le persone partano dall’Africa, le devi fisicamente rinchiudere e questo è illegale. Fermare esseri umani si può, ma violando sistematicamente i loro diritti, che sono diritti inalienabili.
@arluargi@davidefaraone quindi: non devono venire, se ci sono non devono avere la cittadinanza… però devono pagare le tasse mentre gli italiani possono evaderle. primagliitaliani e la loro originale interpretazione di diritti e doveri.
Matteo Salvini ha lanciato l’idea di una “grande e definitiva pace fiscale in favore di milioni di italiani ostaggio da troppi anni dell’Agenzia delle Entrate”.
Oggi ha risposto un grande Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che meritoriamente Giorgia Meloni ha confermato qualche mese fa nel suo ruolo: “Il contrasto all'evasione non è volontà di perseguitare qualcuno. L'Agenzia è una amministrazione dello Stato, non un'entità belligerante, è uno strumento di giustizia per tutti coloro, e sono la stragrande maggioranza, che le tasse le pagano, anche a costo di sacrifici e nonostante l'innegabile elevata pressione fiscale”.
Se vuoi far pagare meno tasse, che sono effettivamente troppo alte in Italia e sei al Governo, tagliale. Metti in campo politiche che riducano la pressione fiscale, non legittimare l’evasione.
“Svolgiamo un lavoro essenziale per il funzionamento di tutta la macchina pubblica”, continua Ruffini, “perché se vogliamo garantire i diritti fondamentali della persona indicati e tutelati nella nostra Costituzione, come la salute dei cittadini, l’istruzione dei nostri figli, la sicurezza di tutti noi, servono risorse e noi siamo chiamati a raccoglierle a vantaggio di tutti. Anche di chi si sottrae al loro pagamento”.
Legittimare l’evasione senza ridurre, invece, la pressione fiscale porta a due possibili effetti: o carichi di maggiori tasse quelli che già le pagano onestamente, o tagli i diritti garantiti dalla Costituzione come l’istruzione, la sanità e la sicurezza.
Quale delle due strade intendono imboccare i “nostri eroi” al Governo?
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