Il TFR non viene sommato al reddito dell'anno in cui lo incassi, altrimenti ti farebbe scattare un'aliquota altissima e ti porterebbero via metà dei soldi. Viene applicata una "tassazione separata" basata sulla media del tuo reddito degli ultimi 5 anni.
Nel 2006, in occasione di una riforma fiscale che cambiava le aliquote, lo Stato ha introdotto la "clausola di salvaguardia". In pratica, quando un lavoratore si dimette o va in pensione, l'Agenzia delle Entrate fa due calcoli: uno con le regole attuali e uno con quelle in vigore nel 2006. Se il calcolo con le vecchie regole del 2006 fa pagare meno tasse, lo Stato applica quello. È stato un vero e proprio scudo per i lavoratori.
Cosa cambia dal 2027
Con il Decreto Legislativo 117/2026, il Governo stacca la spina a questo scudo. Dal 1° gennaio 2027 si userà solo ed esclusivamente il calcolo con le aliquote in vigore in quel momento. Il doppio calcolo di garanzia sparisce per sempre.
Le tre grandi "fregature"
1. Il cambio delle regole a partita finita (effetto retroattivo): Questa è la cosa più grave. La nuova regola non si applicherà solo ai soldi del TFR che metti da parte dal 2027 in poi. Si applica a tutto il tuo TFR se il tuo contratto finisce dopo il 1° gennaio 2027. Se hai lavorato 30 anni in un'azienda, mettendo da parte i soldi con la convinzione di avere certe tutele, ora che sei vicino alla pensione ti tolgono lo scudo su tutti i risparmi accumulati dagli anni '90 a oggi.
2. Chi prende la mazzata: A pagare il conto salato sarà chi ha un'anzianità lavorativa molto lunga e uno stipendio medio-alto. Per un impiegato o un quadro che ha lavorato 35-40 anni, lo scudo del 2006 generava un risparmio netto importantissimo. Senza, si parla di una tassazione che può salire di diversi punti percentuali. Migliaia di euro in meno in tasca.
3. La trappola del 31 dicembre 2026: Chi andrà in pensione o cambierà lavoro esattamente a fine 2026 si trova in un limbo assurdo. Se il contratto scade il 31 dicembre ma il diritto a incassare scatta formalmente il 1° gennaio 2027, rischia di finire direttamente sotto la nuova scure fiscale. 👏👏👏👏👏👏 ancora un applauso a questo governo dei migliori
Se guardiamo in faccia la realtà, c'è poco da girarci intorno: questo è un prelievo forzoso mascherato da burocrazia.
Vendere l'eliminazione della clausola di salvaguardia come una "semplificazione del sistema fiscale" è una gigantesca presa in giro. La verità è che il Governo, per trovare coperture finanziarie, ha deciso di fare cassa mettendo le mani nell'unico salvadanaio sicuro: la liquidazione dei lavoratori dipendenti. Sanno benissimo che sul TFR il cittadino non ha vie di scampo, la trattenuta avviene alla fonte e tu non puoi fare nulla.
Cambiare le carte in tavola al novantesimo minuto, intaccando soldi sudati e accantonati per decenni, è un tradimento della fiducia nei confronti di chi paga religiosamente le tasse ogni mese in busta paga. È il classico, ennesimo accanimento contro chi non può evadere un centesimo: un colpo basso a quel ceto medio che programma con ansia la propria pensione sperando in quella liquidazione, e che ora si troverà un assegno più leggero semplicemente perché lo Stato aveva bisogno di fare cassa facile.
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Insieme vendono 73 copie al giorno.
Prendono lauti stipendi grazie al sussidio all’editoria.
Maestri nel prostrarsi e nello strisciare per i propri padroni e pronti ad azzannare mediaticamente chi osa contestarli.
Tutti i giorni ci confermano che un bidè ha molta più dignità.
Ricordiamo gli arresti in Sicilia...
Sicilia, arrestato per corruzione il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo: è ai domiciliari
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@gasparripdl@SigfridoRanucci@report Ahahahah 🤣😂😂🤣😂 "Ranucci ha ormai una reputazione zero" dicono quelli che conoscevano la nipote di Mubarak!! Ahahahah 😂🤣🤣😂😂🤣 ridicoli
Elena Testi, per giorni inviata per la7 nei territori occupati, spiega al conduttore buffone, come Israele sia a tutti gli effetti uno stato di sadici malati di mente che fanno apartheid e come la legge sulla pena di morte riguardi solo ed esclusivamente i palestinesi.
Cuba. Sierra Maestra, 1957.
Un gruppo di giovani, armati di vecchi fucili e grandi ideali, entra in un villaggio.
Il capo dei giovani con i fucili chiede di acquistare del cibo.
Non mangiano da due giorni.
Gli abitanti del villaggio sono sorpresi, di solito i soldati di Batista il cibo non lo acquistano, lo requisiscono senza troppe storie.
La trattativa va a buon fine.
I ragazzi col fucile, sbucati chissà da dove, ricevono il cibo in cambio di denaro.
Il capo dei ragazzi con i fucili, per non disturbare più del necessario gli abitanti del villaggio, indica un luogo nel bosco per consumare il pranzo.
Alla fine del pasto, il capo dei ragazzi con i fucili bussa alla porta di casa del più anziano del villaggio, dice di essere un medico e si rende disponibile a visitare eventuali malati.
Dopo pochi minuti, tutti gli abitanti del villaggio si dispongono in fila per la visita.
"Tutti ammalati?" dice sorpreso il medico col fucile.
"No" risponde una ragazza "Siamo tutti curiosi. È la prima volta che vediamo un medico".
Il medico col fucile visita tutti, resta a lungo accanto a un'anziana donna in fin di vita alla quale somministra un antidolorifico, prende dallo zaino l'ultimo antidolorifico rimasto e lo consegna al marito poi ordina ai ragazzi con i fucili di ripartire.
L'anziano del villaggio ferma il medico col fucile, vuole restituirgli il denaro del pasto.
Insiste.
Intervengono altri abitanti del villaggio, vogliono restituire il denaro.
"È inutile, non riprenderà il denaro" dice un compagno del medico col fucile a quelli del villaggio.
Quel medico col fucile si chiamava Ernesto Guevara.
Nonostante sessant'anni di vile embargo, Cuba ha costruito uno straordinario sistema sanitario universale e gratuito con un'aspettativa di vita superiore a quella degli Stati Uniti.
I medici cubani, in sessant'anni, hanno curato oltre un miliardo di pazienti in tutto il mondo, quel mondo che oggi si volta dall'altra parte, sono accorsi in ogni angolo dell'America Latina e dell'Africa dove hanno creato dal nulla migliaia di strutture sanitarie.
Nel 2006, in Bolivia, un anziano quasi cieco fu operato da chirurghi cubani che gli restituirono la vista.
Il suo nome era Mario Terán, l'assassino di Ernesto Che Guevara.
Il lurido fascista, uccidendo il Che pensava di estirpare il seme della Rivoluzione popolare e invece, grazie a quel seme, riacquistò la vista.
Non si facciano illusioni i luridi fascisti americani e nostrani, quel seme non sarà estirpato.
È stato piantato da eroi.
@MarcoRizzoDSP @jobbe5036 Tutti pagano? NO! i politici non pagano. Quando farete un referendum per far pagare anche i politici che sbagliano e rubano, invece di cambiare la Corte dei Conti per non farli pagare, voterò si anch'io. Per adesso NO, SOLO NO, ASSOLUTAMENTE NO!!!