#IlCavalloELaTorre UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA. Uno dei due vicepresidenti della società organizzatrice la corsa ciclistica dove, a 144 metri dalla linea di arrivo, è morto mio Figlio Giovanni, è Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL). L’altro vicepresidente è Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), colui che, al fine di depistare, dichiara il falso ai giornali (180 metri di transenne). Consigliere di quella società ciclistica è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), colui che fa da supervisore all’installazione delle transenne (50 metri scarsi, meno della metà del minimo previsto obbligatoriamente dai regolamenti federali). Poi c’è il sindaco di Molino dei Torti Anna Fantato, il presidente della Provincia di Alessandria Gianfranco Toniolo ed altre Autorità poiché quella corsa ciclistica (che poi non si è mai più disputata) parte, transita più volte ed arriva proprio davanti al municipio di Molino dei Torti, proprio sotto il balcone del sindaco. Il padrino di quella corsa ciclistica è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, avvocato in Alessandria, ministro della salute sotto il governo Monti, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, professore universitario, collega e collaboratore della ministra della giustizia Marta Cartabia ecc. ecc.. Quel giorno sono presenti anche i NAS dei Carabinieri con il loro comandante Colonnello Biagio Fabrizio Carillo, criminologo di fama. I Carabinieri di Castelnuovo Scrivia, il giorno dell’evento mortale di mio Figlio Giovanni, non svolgono nessuna attività d’indagine, non fanno un rilievo stradale, non fanno neppure una fotografia con il cellulare, non sentono le decine di testimoni presenti, neppure gli altri corridori coinvolti nella caduta, ma sentono solamente sul posto una componente del collegio di giuria la testimone clamorosamente falsa Giulia Fassina. Il presidente del collegio di giuria Luca Botta, con mio Figlio Giovanni morto, steso a terra sull’asfalto, emette un comunicato con su scritto nulla da segnalare. Il giudice sportivo del Piemonte omologa quella corsa ciclistica mortale senza provvedimenti. Il presidente della società organizzatrice Ennio Ferrari dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro; il programma di gara di quella corsa ciclistica viene approvato senza i documenti relativi alla sicurezza obbligatoriamente previsti. Ciononostante la procura federale della Federciclismo, che sin dall’inizio va a braccetto con la procura della repubblica di Alessandria, insabbia la vicenda. Il presidente della commissione nazionale direttori di corsa e sicurezza della federciclismo Roberto Sgalla, nonché funzionario della polizia di stato, direttore della scuola di polizia, prefetto a.r., direttore del centro studi americani ecc. ecc., fa il consulente della procura federale della federciclismo, al contempo fa pressioni, tenta di condizionare il giudizio della corte sportiva di appello della federciclismo secondo i desiderata della federciclismo e poi fa il consulente per il pubblico ministero di Alessandria Andrea Trucano (commettendo, durante lo svolgimento dell’incarico, almeno due reati per i quali non è stato perseguito dalla procura della repubblica di Alessandria) il quale, all’esito di quella perizia, a dir poco fuorviante ed in contrasto con elementi obiettivi, archivia il procedimento penale relativo all’ omicidio colposo di mio Figlio Giovanni. E così la procura della repubblica di Alessandria, ignorando le evidenze, travisando la realtà, ricorrendo ad aberrazioni giuridiche fondate su menzogne, omettendo attività d’indagine, non vuole neppure celebrare un giusto Processo per accertare la Verità ed assicurare la Giustizia per la morte di un ragazzo di 22 anni. #veritaegiustiziapergiovanniiannelli #giustiziapergiovanni Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚 GIUSTIZIA PER GIOVANNI
Quanto aveva ragione Craxi in questa intervista che quasi nessuno ricorda?
Le bugie, la falsità, la viltà, la codardia e la pavidità hanno preso il sopravvento.
Siamo stati traditi da tutti.
È ora di prenderne atto.
Facciamo girare per non dimenticare.
@4pothe0sis @itsmeback_ Assolutamente d’accordo, non è stato facile per nessuno, l’unica cosa che mi rammarica è che la storia non insegna nulla… perché quello che è successo qualche anno fa’ era già successo…
@liliaragnar Mi permetto… leggo tanti commenti sulla bellezza dell’attrice. Ora non dovrebbe essere quello il punto. Uno può essere bello o brutto ma l’importante che sia un bravo attore. Il punto è che nera. Ma non perché sia nera, ma perché Giulietta e bianca…
Un insegnante prelevò un pesce dall'acquario presente in classe, lo posizionò sul tavolo davanti agli studenti e poi uscì dall'aula, lasciando l'istruzione che nessuno potesse allontanarsi dal proprio posto. Avvertì che chiunque avesse disubbidito sarebbe stato immediatamente espulso dalla scuola. Di fronte a questa minaccia, nessun bambino si mosse, e tutti osservarono il pesce agonizzare sul tavolo.
La paura di subire conseguenze impediva loro di intervenire.
Tuttavia, alla fine, una ragazza si alzò impetuosamente, si precipitò verso il pesce e lo ricollocò nell'acquario. Lei era l'unica che non poteva sopportare l'idea di assistere impassibile alla morte del pesce.
Al suo ritorno, l'insegnante spiegò che l'accaduto costituiva una lezione molto importante: la paura di essere puniti non dovrebbe mai ostacolare il nostro agire secondo coscienza. Evidenziò come, in certe circostanze, sia necessario contrapporsi all'autorità e alla conformità collettiva per perseguire ciò che è moralmente corretto.