Con il governo Draghi avevamo fatto un buon lavoro sulle pensioni aumentando la platea dei gravosi e lavorando su Opzione donna. Quindi con il "banchiere" Draghi al governo si andava in pensione prima di quando si andrà con la "leader del popolo" Meloni.
Ieri a Sky Tg24 Economia
Lavoratori che non riscuotono lo stipendi da 15 mesi, a cui era stato promesso un piano di riqualificazione industriale, CON LE MANI ALZATE VENGONO BRUTALMENTE MANGANELLATI. DITEMI ANVORA CHE QUESTO NON �� FASCISMO. PORCOZIO
La profonda tristezza che si prova a leggere un tweet di Macron scritto in perfetto italiano in memoria di Sofia Corradi e non trovare neanche mezza riga da parte di meloni.
Secondo i dati SIPRI 2020-2024, gli #StatiUniti restano il principale fornitore di #armi per quasi metà dei Paesi affacciati sul #Mediterraneo, mentre il ruolo della Russia si riduce drasticamente dopo l’invasione dell’Ucraina.
Accanto a Washington, si muovono anche Francia, Italia, Spagna, Turchia e Israele, spesso attivi su singole filiere.
In un Mediterraneo segnato da competizione tra potenze, insicurezza marittima e minacce alle infrastrutture energetiche, la politica degli acquisti è – sempre più – politica estera e politica industriale allo stesso tempo.
Ne parla Lorenzo Borga nel #DATAGLOBE: https://t.co/JlAcJRSyG8
#DATAGLOBE fa parte del Global Watch #207, lo Speciale ISPI dedicato alla geoeconomia: https://t.co/LSbZUbawnk
#ISPIGlobalWatch #MED2025
la prima fonte di coperture sono i fondi del Pnrr, quel Pnrr che la destra al governo non sa mettere a terra quindi cari nazionalisti sappiate che senza UE Meloni la sua manovrina non sarebbe neanche riuscita a farla, i soldi li ha buttati nel canile albanese, armi,propaganda
Manganello libero contro operai disperati che stanno perdendo i
1.200 euro al mese per campare.
l'Italia è una repubblica fondata sul manganello libero (Questa sarà la nuova costituzione)
Da giorni i giornalisti del Sole 24 Ore sono in sciopero perché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preteso l’ennesima intervista cucita su misura da una collaboratrice esterna (Maria Latella), scavalcando la redazione. Lo denunciano nel comunicato sindacale: siamo arrivati al punto in cui «gli intervistati si scelgono gli intervistatori» e le redazioni vengono umiliate.
È l’immagine plastica di un potere che non sopporta domande, solo inchini. Meloni ha costruito la sua narrazione rifiutando i confronti ostili, vantandosene perfino davanti ai leader mondiali. Intanto chi prova a raccontare ciò che disturba viene intimidito, travolto da querele temerarie o costretto a difendersi in tribunale. E se non basta, come nel caso di Sigfrido Ranucci, si passa alle minacce, alle campagne d’odio, perfino alle bombe recapitate come avvertimenti.
Nel frattempo una larga fetta di giornalismo si adegua: c’è chi fa da megafono, chi da cerimoniere, chi da cameriere. C’è un giornalismo che appare nei video istituzionali come fondale, mentre la premier si auto-intervista tra applausi preconfezionati. La propaganda chiama queste cose “dialogo con gli italiani”. È solo monologo col potere.
Mentre i cronisti che resistono vengono lasciati soli, lo Stato che dovrebbe proteggerli applaude la premier che aggira le redazioni. E così il giornalismo italiano è messo davanti a un bivio: essere vassallo o essere bersaglio.
In questo clima, chi sceglie di restare libero deve sapere che non gli verrà perdonato. Ma è l’unico modo per non smettere di essere giornalisti.
Buon lunedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/vpzK6fVsdx
Non avrei mai creduto che i giornalisti del Sole24Ore dicessero che la libertà di informazione in Italia non è mai stata così schifosa e a livello storico così bassa. #Vergognameloni