👑🔥 AGAIN A WOMAN‼️ A QUEEN THAT STANDS UP.
Spanish MEP Irene Montero just torched the room in Strasbourg.
While EU leaders posture and celebrate, she looked them dead in the eye and asked:
What exactly are we celebrating?
Prevented a genocide in Gaza?
Stopped the illegal US-Israeli aggression on Iran?
Broke relations with Israel?
Ended the occupation of Lebanon?
No. We cannot celebrate any of these things.
Then she dropped the line that’s echoing across the internet:
“Happy Birthday, Mr. Genocide.” aimed straight at Trump.
The men in suits stayed silent or complicit.
She spoke.
Thank you, @IreneMontero.
Thank you, Spain 🇪🇸.
This is what moral courage looks like when institutions choose cowardice.
La destra vuole trasformare parchi, aree protette e perfino spiagge in luoghi dove si può sparare. Con la riforma della caccia il governo Meloni colpisce la biodiversità e il patrimonio naturale del Paese, ignorando anche i richiami dell’Europa sulle direttive Habitat.
Javier Bardem, messo nella lista nera di Hollywood,risponde ai mostri:
“Da mia madre ho imparato a far sentire la mia voce contro l'ingiustizia verso chi non ha voce.
Per questo, continuerò a denunciare il genocidio a Gaza e la brutale violenza dei coloni in Cisgiordania”
#Uomini
La verità è che non pensavamo di avere tanti fascisti, tanti razzisti, tanti omofobi e tante persone cattive tra di noi.
Sono usciti dalle fogne, si sentono legittimati e si sentono forti.
Sono volgari, pericolosi e violenti.
Ci siamo fatti sorprendere e trovare impreparati.
Record di persone costrette a chiedere aiuto alla Caritas, bollette che non si pagano, spesa che non si fa, pensionati e famiglie sempre più in difficoltà.
Dopo anni di propaganda sul Paese che cresce e va a gonfie vele, la realtà presenta il conto: più poveri, meno tutele e nessuna risposta concreta per chi resta indietro.
Il risultato è un'Italia più fragile e più povera, il fallimento è sotto gli occhi di tutti.
Che orrore, i fascisti che festeggiano l’approvazione del Regolamento Rimpatri al Parlamento UE al grido di “send them back”.
La miseria umana di una certa parte politica sembra davvero non avere fondo:
esultare per la deportazione di persone innocenti.
Gioire non perché la vita di qualcuno migliora, ma perché quella di qualcun altro – considerato diverso, inferiore, meno degno di diritti – peggiora.
È questa la loro idea di società.
Ed è proprio così che il fascismo, con la complicità di molti sedicenti liberali, si insinua nelle istituzioni democratiche.
Oggi nel mirino ci sono soprattutto le persone migranti e razzializzate – il caprio espiatorio per eccellenza della becera propaganda delle destre.
Ma domani, continuando di questo passo, toccherà a sempre più persone.
A chi fa parte delle classi popolari, alle attiviste e ai dissidenti, fino a colpire chiunque non si conformi all’ordine che vogliono imporre.
Quando anche i diritti più fondamentali iniziano a diventare un privilegio e la negazione dell’umanità dell’altro viene normalizzata, nessuno può più dirsi davvero al sicuro.
El actor estadounidense De Niro:
“Me duele decirlo, pero amar a nuestro país empieza a sonar como si una víctima de maltrato dijera que ama a su agresor.
No puedo amar a un país que inicia guerras estúpidas e inhumanas, matando a miles de inocentes e indirectamente causando la muerte y el sufrimiento de millones más.
No puedo amar a un país que priva a millones de personas de atención médica y usa ese dinero para enriquecer a sus amigos de la clase Trump-Epstein.
No puedo amar a un país que envía milicias enmascaradas a disparar a ciudadanos en las calles, torturar a nuestros vecinos y separar familias.
No puedo amar a un país gobernado por un tirano racista, misógino y xenófobo.
Y déjenme decirlo sin rodeos: no puedo amar a un país gobernado por Donald Trump y su Congreso servil.”
Salvini introduceva Vannacci sul palco sulle note di Generale di De Gregori. Vannacci ha scelto come inno Futura di Lucio Dalla
A destra hanno seri problemi di comprensione del testo
Nel giorno del suo ottantesimo compleanno Trump ha chiuso l’accordo con l’Iran. La firma ufficiale arriva il 19 giugno in Svizzera, ma la sostanza è già tutta lì. Una resa. Una delle peggiori sconfitte militari americane dai tempi del Vietnam.
Ha attaccato il 28 febbraio, operazione Epic Fury. Ha bruciato decine di miliardi, si è messo contro il Congresso.
La situazione non è solo tornata a prima della guerra. È peggiorata. Gli Stati Uniti tolgono il blocco navale, ritirano le forze dall’area, sospendono le sanzioni sul petrolio iraniano, sbloccano venticinque miliardi di beni congelati e si impegnano a presentare piani di ricostruzione per l’Iran da almeno trecento miliardi. Le riparazioni le paga chi una guerra la perde. Qui le paga chi l’ha cominciata.
Il regime di Teheran ne esce più forte e più ricco. Fine delle sanzioni, petrolio che torna sul mercato, fondi liberati, soldi americani per ricostruire. Il governo iraniano incassa pure il consenso interno: ha retto l’urto e ha portato a casa tutto.
Il confronto con Obama è impietoso. Nel 2015 chiuse un accordo nucleare senza sparare un colpo, senza un morto, senza umiliare nessuno. Ottenne dall’Iran molto di più, tetti veri all’arricchimento e ispezioni. Teheran accettò. Questo fa un politico serio. Le cose le fai per bene, non le fai esplodere per poi firmare la pace dei vinti.
L’unico che esce peggio di Trump da questa storia è Putin. Lo stretto di Hormuz riapre, gli Emirati Arabi Uniti dal primo maggio sono fuori dall’OPEC, il cartello ha perso disciplina e forza per reggere i prezzi. Adesso ci si mette anche il petrolio iraniano che rientra sul mercato. Il greggio è destinato a scendere in fretta. L’ultima entrata vera con cui Putin tiene in piedi l’economia russa sta per valere molto meno. Il punto di collasso si avvicina.
30.000 antifascisti in piazza a Roma per un corteo cittadino, senza nemmeno delegazioni nazionali.
2.000 persone al corteo nazionale per la remigrazione, con pullman e delegazioni arrivate da tutta Italia.
A quanto pare, per riempire una piazza ci sono movimenti che hanno bisogno di un’intera nazione in trasferta, e altri che ci riescono semplicemente con una città.
#Meloni non ha trovato il tempo per dare solidarietà ai lavoratori #Electrolux che rischiano il posto e non ha detto nulla su una manifestazione di neofascisti pronti ad assaltare il Parlamento, ma ha attaccato l'antifascismo. Il fascismo non è un'opinione. È un reato. #Schlein
Today, my wife & I joined Donald Trump’s hit list. He has directed his Department of Justice to investigate us. They have not found a crime - they are simply trying to find one.
He isn't coming after me because of mean tweets, but because I am considering running for President.
He hates that I consistently call him out. He is simply the most corrupt President in American history.
We have nothing to hide.
Mr. President, come after me. I am not going anywhere.
The country is watching.
Dopo il meridionale che vota Lega e il metalmeccanico secondo livello che si batte contro la patrimoniale abbiamo una nuova categoria di superminchioni: le donne che votano vannacci.
Israele afferma che non lascerà il Libano né la Siria né la Palestina.
Lo Stato genocida e coloniale israeliano dichiara apertamente le proprie intenzioni di occupare illegalmente tre nazioni senza che ciò susciti una risposta politica, delle sanzioni o la sospensione degli accordi di associazione UE 🇪🇺- Israele.
Nelle fosse comuni a Gaza sono sepolte la civiltà occidentale e alcune democrazie liberali.
Il punto non è una fiera libraria, il punto è una premier che in una Repubblica nata dall'antifascismo governa senza il "patentino antifascista", e che ha spergiurato sulla Costituzione repubblicana antifascista. Ed è un problema di sostanza, non di forma.