*Festa dell’Europa*
Oggi celebriamo l’Europa, non come un’astrazione burocratica, ma come la più grande conquista civile del nostro tempo: un continente unito dalla pace, dal lavoro, dalla libertà e dallo Stato di diritto.
Come Italia Viva Bergamo, crediamo negli Stati Uniti d’Europa come prospettiva politica necessaria per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: la transizione ecologica, l’intelligenza artificiale, la difesa comune, la politica estera.
L’Europa non è solo un mercato, è la nostra casa comune, l’argine più solido contro i nazionalismi, il protezionismo e i populismi che impoveriscono e isolano.
Da Bergamo, città che guarda al mondo, rilanciamo il nostro impegno per un’Europa più forte, più giusta, più unita.
#bergamo #festadelleuropa #9maggio
@GiorgiaMeloni Nei comuni capoluogo è finita 10-6 per il centrosinistra. Sulla politica internazionale non ci hanno invitato a Londra. Sulla politica economica peggiorano debito, stipendi, bollette e produttività. E tu ci dici “avanti così?” Chi si contenta gode, capisco. Ma così è troppo eh!
.@pinapic lascia il PD. Non mi preoccupano quelli che esultano a sinistra per l’uscita di una riformista. Mi preoccupano i filorussi che festeggiano la voce più netta e coraggiosa che il Partito Democratico abbia avuto in difesa dell’Ucraina, dell’Europa e della libertà.
Segnalo il Ministro dei Ponti, delle Ferrovie, dei caselli e dei panini al prosciutto, che era alla partita di basket tra Olimpia Milano e Brescia vestito da azzurrino del canottaggio.
Ovviamente il blu è il colore del Brescia che ha perso #spiaze@welikeduel@makkox#propaganda
Perché quando ad andarsene sono i riformisti e a sorridere sono gli amici di Putin, forse qualche domanda bisognerebbe farsela. L’Italia ha bisogno di più europeismo, più riformismo e meno ambiguità verso gli autoritarismi.
.@pinapic lascia il PD. Non mi preoccupano quelli che esultano a sinistra per l’uscita di una riformista. Mi preoccupano i filorussi che festeggiano la voce più netta e coraggiosa che il Partito Democratico abbia avuto in difesa dell’Ucraina, dell’Europa e della libertà.
@FratellidItalia Pensate di aver fatto una cosa figa, riutilizzando la campagna di @matteorenzi pro modo vostro. In realtà vi siete smascherati facendo uscire il fascismo che c’è in voi. Non ne fate una giusta
Esattamente dieci anni fa il mio Governo poneva la fiducia su un disegno di legge molto discusso e combattuto. Per anni si era litigato molto sul tema del riconoscimento delle unioni civili ma nessuno aveva portato a casa il risultato. Quel giorno – l’11 maggio 2016 – in Aula dicemmo che il Governo si giocava tutto e che se non fosse passata quella legge saremmo andati a casa. Era un azzardo politico, come tanti altri di quel periodo, ma era anche un dovere morale perché tanti nostri connazionali potessero essere famiglia, con i propri diritti e i propri doveri davanti alla società.
Non tutti gli azzardi politici di quella stagione sono finiti bene. Ma sono orgoglioso di aver rischiato tutto per un principio. E penso che le oltre ventimila persone che si sono unite civilmente in questi anni meritassero quel rischio. Inutile stare a ricordare chi ci attaccò alle spalle in quelle ore e oggi magari ci fa lezione sui diritti, inutile stare a pensare a quanto ci sia elettoralmente costato quella scelta. Era una cosa giusta da fare, l’abbiamo fatta. E dopo dieci anni possiamo dirlo: chi si ama non è mai un problema per la società. Per una società il problema sono quelli che odiano, non quelli che amano. Aver riconosciuto diritti (e doveri) a chi si ama è stato semplicemente giusto e sono contento di averlo fatto. Tutto qui. E quando trovo qualcuno che mi ferma, per la strada, in aeroporto, a giro per il mondo, dicendomi: “mi sono sposato grazie alla tua legge” confesso che mi spunta un sorriso dal profondo del cuore. Buon decennale a tutti!
E ricordiamocelo sempre: chi vuol fare politica e non rischia mai, forse sta al potere più di quanto siamo stati noi. Ma non produce risultati. E il potere senza risultati è solo occupazione di poltrone, non cambia la vita alla gente.
Mi stupisco perché la Meloni non abbia abolito il Ministero della Cultura. A cosa serve Sangiuliano o Giuli? Faceva più bella figura a non mettere nessuno.
“Cultura? Quale Cultura?”
Amministrative 2026
Domenica 24 e lunedì 25 maggio si voterà in diversi comuni dell’area metropolitana di Milano, e noi siamo pronti a fare la nostra parte.
Qui le liste che sosteniamo e i nostri candidati:
1/5