@patriziaandreoz@BenzioGuerriero Perché le multinazionali si tengono le proprietà immobiliari come farebbe un artigiano invece di affidarle a società immobiliari apposite e pagare l'affitto?
@terra_cava Forse per te che sei bianco i neri sono tutti uguali e l'Africa intera è un territorio omogeneo come il Molise. Può invece essere che quei "fratelli" appartengano a etnie o tribù diverse e siano in guerra tra di loro, che si massacrino fino all'ultimo bambino come hutu e tutsi.
@lciucciovino@giubileif@isabellaab61379 Controlliamo con gli ispettori il rispetto rigoroso di tutta la normativa sugli appalti e di quella sulle graduatorie delle fasce dei precari, la formazione obbligatoria dei dipendenti e le scadenze dei mandati di pagamento.
@Infinity_999@LeofaccoTweet Infatti. Una ideona sulla quale si potrebbe basare una nuova carriera da serial killer. Invitare a casa propria ogni giorno una persona diversa presa dalla strada e ucciderla. 360 uccisioni all'anno. Perfettamente legale per il nostro simpatico troll.
@vishtash@LeofaccoTweet Oppure ad es. potrebbe rinunciare a rubare e cambiare mestiere o magari potrebbe iniziare a pensare che rubare in Italia non è poi così furbo e programmare di andare a rubare ad es. in Austria o in Slovenia.
A mio parere se fai un appello a "non politicizzare il caso Henry Nowak" dopo che ti sei inginocchiato per Floyd e ci sono 30 video diversi di te che lo fai sei semplicemente un idiota.
Smettetela di dire per ogni cosa che chiunque di noi negli anni ‘80 si sarebbe potuto permettere: “Costa troppo!” Siete in pieno nella trappola della Legge dell’offerta e dell’offerta.
Dovete dire: “I nostri stipendi sono troppo bassi!” E per “troppo bassi” intendo che il netto dovrebbe essere almeno tre volte quello attuale. Se non lo capite o rispondete “Eh sì, figurati!”, siete parte del problema.
@AlfBianchi@RiccardoDeias Oltretutto si fa classismo. I cittadini islamici di origine straniera non hanno diritto di voto perché pagano le tasse e lavorano nel cantiere navale. Hanno diritto di voto in quanto cittadini, che lavorino o delinquano, che abbiano volontà di integrarsi o di imporre la shariia.
-إذا تزوجت الثانية في تونس 🇹🇳 ستعاقب وتطلقها فورًا
-في المغرب 🇲🇦 لن تتزوج الثانية حتى توافق الأولى ولها حق الاعتراض وسلب أموالك بالقانون
-في الجزائر 🇩🇿 لكي تتزوج الثانية يجب أن ترضى عنك الأولى مع إثبات القدرة والعدل
-وفي مصر 🇪🇬 إذا تزوجت الثانية فالمأذون يرسل لزوجتك الأولى بأنك تزوجت يعني مفضوح مفضوح والآن يدرسون قرارًا يجعل زوجتك تفسخ العقد دون إذنك بعد أن تجربك لمدة ستة أشهر ولم تعجبها
وننتظر القرارات الجديدة وهي العصمة الكاملة للمرأة والزواج بأربعة رجال دفعة واحدة
@BoroTalco16@DanieleScalea Avranno in seguito tutto il tempo per radicalizzarsi. Quando saranno più grandicelli ed avranno le prime difficoltà di inserimento lavorativo.
Perché il contesto sociale spiega ogni gesto criminale ma per Modena vale solo la nuda soggettività del mancato stragista?
Perché se un italiano insulta una donna esiste un problema di patriarcato che investe tutti gli italiani maschi che devono sentirsi in colpa e farsi rieducare ma se un immigrato commette un crimine è semplicemente "un uomo" che non implica nessuna analogia con nessun altro?
Perché se l'integrazione manca è colpa degli italiani anche se le seconde generazioni di immigrati dichiarano esplicitamente che non vogliono affatto integrarsi e quando vengono candidati alle amministrative fanno i manifesti in cingalese o in arabo?
Come è possibile accettare una tale quantità di contraddizioni e riversarle negli editoriali dei media novecenteschi?
Si tratta di follia, stupidità, deliberata provocazione o mancanza di strumenti culturali?
Niente di tutto questo. L'unico interesse da preservare sempre e comunque per chi fa parte del Parastato gramsciano è quello del Parastato stesso. È più della propria azienda, è più della propria religione, è più della propria missione, è più della propria ragion di vita, è più della fonte del proprio sostentamento, è più del mezzo del proprio successo, è più dell'ambiente culturale di riferimento, è più della rete di protezione sociale, è più della fonte dei criteri etici.
È più di tutte queste cose perché è tutte queste cose insieme. E dunque va preservato e difeso sopra ogni altra cosa: per chi ne fa parte è letteralmente la propria vita.
E la politica esiste per salvaguardare ed espandere il Parastato gramsciano, non viceversa.
La questione non è quante generazioni ci vogliono per integrarsi. La vera questione è legata alla volontà di integrarsi. E integrarsi significa accettare completamente (e senza riserve) cultura e valori di un paese. Integrarsi significa fare propri i suoi usi e costumi, rispettarne la religione e le usanze.
Dunque, non è una questione di generazioni, ma una questione di credere nel paese ospitante, di pensare che quel paese sia la propria patria e che, per questa ragione, si è disposti a difenderla contro tutto e tutti.
Il che significa che l'integrazione non si può misurare in generazioni. Invero, il processo di integrazione è (e deve essere) un processo esigente, persino ostile e difficile da raggiungere. Un vero e proprio esame di fedeltà e di comprensione. Sicché quando, eventualmente, fallisse significherebbe che l'interessato non aveva davvero alcuna volontà di integrarsi, ma solo di usare il paese ospitante per questioni di lavoro, salvo tenere a debita distanza la sua cultura, i suoi valori, le sue usanze e i suoi costumi.
Un paese che progredisce, è un paese che presenta una coerenza culturale, religiosa e sociale altissima. Il multiculturalismo, in questo senso, è solo un feticcio. Nelle società multiculturali, si finisce per creare città ghettizzate e ghettizzanti, nelle quali domina la discriminazione etnica, la criminalità e spesso il degrado.
Alcuni cercano di "risolvere" il problema, invertendo causa ed effetto: si assegna la cittadinanza e poi si pensa a integrare. Ma è solo un sistema che mira a nascondere il problema. E' un sistema pernicioso che inganna e non risolve nulla. Anzi, lo acuisce: esacerba gli animi e crea scontri etnici e culturali. Soprattutto, alimenta l'odio e trasmette un messaggio di disfatta e arresa culturale per il popolo ospitante, considerato meritevole di essere sacrificato sull'altare dell'integrazione forzata, considerata ineludibile e persino auspicabile.
Molti prendono a esempio di società multiculturale, gli Stati Uniti. Mai esempio fu più sbagliato. Gli USA sono un paese fortemente disfunzionale. Le loro città sono ghetti etnici dove troppo spesso imperversa la malavita, il razzismo e la guerriglia tra gruppi etnici.
Negli USA l'integrazione perfetta esiste solo nei film e nelle serie TV, che però sono solo uno strumento di propaganda. Di guisa che locuzioni tipo "siamo cittadini del mondo" o "siamo parte del villaggio globale", sono solo inganni semantici per allocchi. Il mondo non è una nazione, il mondo non ha coerenza culturale e di valori. Il mondo è una babele di nazioni, di usi, culture, costumi diversi. E dico grazie che sia così: la ricchezza culturale è importante, ma è anche vero che deve essere goduta e apprezzata dove è nata e fiorisce naturalmente.
Il che mi porta a evidenziare che c'è un aspetto che molti non prendono mai in considerazione quando si parla di integrazione e migrazioni: l'aspetto economico e politico. Non si può parlare di migrazioni e integrazione senza una disamina attenta delle cause più profonde che alimentano questa ossessione moderna per l'integrazione forzata e le migrazioni.
Ebbene, queste cause - che piaccia o meno - sono legate al globalismo economico-finanziario. Il sistema globale messo su dal capitalismo finanziario (almeno fin dagli anni '90) è il più grande sponsor delle società multiculturali e delle migrazioni forzate dai paesi del terzo mondo. Lo scopo non è dare occasioni di nuova vita ai poveri e ai diseredati, ma è abbattere il costo del lavoro nei paesi industrializzati ed erodere i diritti sociali acquisiti dai lavoratori di quei paesi. Come direbbe Kalecki: ripristinare anche in occidente la cosiddetta disciplina nelle fabbriche.
Ma non è tutto. Le nazioni multiculturali sono ricche di divisioni, di barriere culturali che impediscono la coesione sociale, impediscono la presa di coscienza di classe e alimentano i cosiddetti conflitti orizzontali: africano contro europeo, indiano contro cinese, islamico contro cristiano e così via. Manna per il grande capitale, che può meglio controllare le masse e l'economia, imponendo provvedimenti autoritari in nome della sicurezza e dell'integrazione. La massima latina del "divide et impera" non è mica stata coniata a caso.
Perciò, l'integrazione non è questione di generazioni. Potrebbero volercene dieci, oppure nessuna. Integrazione significa "letteralmente" innamorarsi di un paese, della sua lingua e della sua cultura, e farli propri. Altrimenti, a prescindere dalla generazione di appartenenza, si è solo un ospite di quella nazione, e null'altro.
Fatemi capire: uno stato é in grado di rapire i figli a due persone colpevoli di averli cresciuti in modo alternativo, ma non puó revocare la cittadinanza a chi cerca di compiere una strage?
State capendo che é un sistema malato e perverso?
Capite che é un girone infernale?