EOLICO OFFSHORE 🌊💨
Aggiudicate aste per due impianti eolici offshore in Danimarca 🇩🇰:
🔸1,8+ GW; fondazioni fisse; 7,8 TWh/y
🔸CfD a due vie per 20y
🔸Prezzi aggiudicati: 67,6 e 72,7 €/MWh (FER2 🇮🇹 ~160€)
🔸operativi entro 2032
#rinnovabili
⚡⚡⚡
https://t.co/NjVDIxR7V3
A luglio 2026 (2976 MTU) il prezzo è stato determinato in media...
🔸29,6% del tempo da impianti a gas (CCGT+Tg)
🔸22,5% da Market Coupling
🔸28,5% Idroelettrico (+13% vs giu'26)
🔸10,6% #Rinnovabili
🔸3,4% BESS
Con prezzi ALTISSIMI da gas EE per 29,6% del tempo vs 49,1% di giu‼️
10 repositorios de GitHub para generar y montar video con IA gratis
Guárdalos todos. Cada uno reemplaza una suscripción mensual de las caras. Este nivel de calidad normalmente exige un plan premium y límites de créditos.
🚨PUEDES USAR CLAUDE CODE GRATIS!
Un loco creó un repositorio en GitHub para usar Claude code completamente GRATIS y PARA SIEMPRE.
Su método: Redirige todo el tráfico automáticamente a 10 proveedores gratuitos como DeepSeek y Kimi.
Tardas 5 minutos en configurarlo.
Ya tiene más de 40.000 estrellas en GitHub.
È proprio così come dice @Leonardobecchet.
E aggiungerei un punto sulla narrazione: in Italia la transizione viene ancora raccontata come costo e sacrificio, quando i dati dicono il contrario: il divario con la Spagna è un costo che paghiamo oggi, e ridurlo significa bollette più basse.
Molto interessante anche il caso australiano. Con oltre il 40% delle abitazioni dotate di fotovoltaico, l’Australia si trova con un eccesso di solare a metà giornata e invece di trattarlo come un problema lo ha trasformato in un vantaggio per i consumatori: la nuova tariffa “solar sharer” regala fino a 24 kWh al giorno tra le 11 e le 14. Decisivo il ruolo degli accumuli: la diffusione delle batterie domestiche è cresciuta rapidamente e l’Australia è oggi tra i principali mercati mondiali per le batterie, il che permette di spostare il solare diurno verso le ore serali di picco. Una famiglia con casa elettrificata, accumulo e auto elettrica arriva a una bolletta annua complessiva di 500-1.000 dollari. E’ il bello del “market design”: tariffe orarie, batterie, accumulo idroelettrico, autorizzazioni rapide.
La lezione per l’Italia mi sembra proprio quella che indica Leonardo Becchetti: il collo di bottiglia sono la capacità amministrativa di selezionare, autorizzare e collegare. È un problema risolvibile, e i tempi sono compatibili con questa legislatura.
Per questo credo anche io che bisognerebbe urgentemente cambiare il messaggio. Non “a cosa dobbiamo rinunciare”, ma “che cosa aspettiamo?”
E soprattutto: non si tratta di colpevolizzare i cittadini per i loro consumi, ma di spronare legislatori e regolatori a fare la loro parte. Le famiglie rispondono agli incentivi quando questi ci sono (il boom australiano del fotovoltaico e delle batterie lo dimostra). Il vero ritardo è a monte, nelle regole e nei tempi delle istituzioni.
Terna ha 96 gigawatt di richieste di connessione da data center. Cinquecentoventi istanze, aggiornate al 30 giugno.
A fine marzo erano 82,6. In tre mesi ne sono arrivati altri tredici.
Ma il punto non è quanto sia grande quel numero. È che non significa quasi niente. E ve lo dice Terna stessa. 👇
Questo è un tema molto dibattuto in Italia (in Sardegna in particolare) e su cui spesso si parla senza avere evidenza. Questo articolo di Osea Giuntella @Osea82, appena pubblicato sulla rivista ECO, risponde a una domanda che in tanti si fanno: le pale eoliche fanno ammalare chi vive vicino?
Uno studio su PNAS, il più ampio mai realizzato (120mila famiglie americane seguite dal 2011 al 2023, 75mila turbine), non trova alcun aumento di insonnia, ansia, depressione o mal di testa dopo l'installazione degli impianti. Nessun effetto nemmeno sui consumi di sonniferi o antidolorifici.
Interessante anche il ruolo dell'effetto "nocebo": in esperimenti, chi crede che le turbine facciano male sviluppa sintomi reali anche con suoni fittizi.
Questo non chiude il dibattito su paesaggio, valore delle case ed equità nella distribuzione dei benefici, che restano questioni politiche legittime. Ma sulla salute, almeno finora, i dati non mostrano rischi.
https://t.co/17p6gS32lm