Bene il ministro degli Esteri israeliano Saar che ha condannato con grande fermezza, annunciando provvedimenti disciplinari, il grave atto compiuto da un soldato dell’Idf che distrugge a martellate una statua di Gesù in un villaggio cristiano nel Sud del Libano. Un violento accanimento contro i cristiani che in Medioriente rappresentano uno strumento di pace. Un episodio inaccettabile che auspichiamo non si ripeta mai più. Profanare i simboli del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’Islam non è una manifestazione di forza ma solo di debolezza, contraria a tutti i principi in favore della libertà e del dialogo interreligioso.
❗️ Il Papa risponde a Trump: "Non ho paura di lui. Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui. Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo"
@Azione_it Ci tengo a evidenziare che l'On. @pinapic è da sempre attiva nel portare all'attenzione questo problema, malgrado riceva continui attacchi. Lei sì che va avanti con coraggio e merita per questo un vivo plauso.
Esprimo grande soddisfazione per l’arresto del latitante Roberto Mazzarella, uno dei più pericolosi camorristi in circolazione.
Grazie all’Arma dei Carabinieri, alla DDA di Napoli, al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli, allo Squadrone Cacciatori di Calabria, alle Aliquote di Primo Intervento e alla Capitaneria di Porto di Salerno.
Una grande vittoria per lo Stato e un segnale chiaro nella lotta alle mafie.
Il 25 marzo 2026 la Sezione ANFI Bruxelles-Unione Europea🔰🇮🇹 🇪🇺 ha incontrato il Direttore della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia e XLI Corso di Alta Formazione e donato una copia del libro del decennale di fondazione della Sezione.https://t.co/bXbu3VUQpL
Ieri ha vinto la Costituzione, che attribuisce al Popolo le scelte più importanti.
Ieri ha vinto la Democrazia, perché i votanti sono stati molti di più di quanti se ne aspettassero e la loro decisione é stata forte.
Ma nelle settimane e nei mesi scorsi, a mio modesto avviso é stato totalmente sconfitto lo spirito dei padri costituenti.
Quello spirito che rifondò l’Italia e la rese una grandissima democrazia era uno spirito di riunificazione, che voleva far terminare i conflitti, sanare le ferite aperte dal fascismo e dalla guerra.
Si confrontarono, rispettandosi, persone che si erano combattute, che sarebbero stati avversari per tutta la vita.
Ma avevano visto i drammi che l’odio e la contrapposizione ideologica possono generare e, facendo tesoro di quell’esperienza, seppero confrontarsi rispettandosi, ascoltandosi.
Così è nata la Costituzione, senza guerre, senza odio, senza violenza verbale.
Esattamente il clima contrario rispetto a quello che abbiamo vissuto e che forse ci accingeremo a vivere.
L’ho detto più volte nelle scorse settimane: il clima da ultras non è l’humus nel quale possono evolvere le società e le democrazie.
Il male genera solo altro male, la violenza verbale genera violenza prima verbale che poi rischia di diventare fisica, l’ingiustizia genera rabbia, la mancanza di imparzialità o oggettività genera radicalismo e polarizzazione.
Se tutti urlano nessuno riesce ad ascoltare chi prova a ragionare.
A me é toccata in sorte la sventura di occuparmi ogni giorno, come Ministro della Difesa, di ciò che la follia umana può costruire, alimentare, diffondere.
Ogni giorno vedo come l’odio costruisce solo odio e la violenza genera altra violenza.
Partendo dalle parole.
Il risultato di questo Referendum obbliga ognuno, chi ha vinto e chi ha perso, a delle riflessioni serie.
Perché chi serve le Istituzioni ha il dovere di capire, interrogarsi e agire.
Noi lo faremo, io lo farò, perché è giusto farlo e non ci siamo mai sottratti al nostro dovere.
Voglio però ribadire un concetto che è un pilastro di qualunque democrazia ed è insindacabile:
La Magistratura deve essere terza, sopra tutte le parti.
Esserlo ed essere percepita come tale.
L’ordine giudiziario non può e non deve essere a fianco di una parte politica o contro una parte politica né diventare attore del confronto politico perché altrimenti viene meno la sua altissima funzione di equilibrio ed i poteri delegati ai magistrati possono diventare uno strumento di altro che non ha a che fare con la Giustizia.
É un concetto che ho usato spesso in questi anni, anche scontentano alcuni della mia parte, quando ho ribadito la necessità dei rappresentanti delle Forze Armate di dover essere e di dover essere percepite come terze.
Vale per la Magistratura ciò che vale per le Forze Armate e le Forze di Polizia: i loro poteri sono quelli su cui si basa la forza di uno Stato e la difesa della democrazia e quindi devono essere apolitici, apartitici e terzi perché altrimenti mettono a rischio ciò che sono nati per difendere.
E la loro terzietà, la loro libertà deve essere sempre, come dice la Costituzione, preservata attraverso l’indipendenza.
In questo equilibrio di poteri, indipendenza, responsabilità e terzietà si gioca un equilibrio più grande quello tra tutti i poteri della Stato, che è il fondamento di una democrazia sana, libera e salda.
Questi sono convinzioni e concetti che non scrivo oggi ma che troverete in ogni mia parola pubblica e privata negli ultimi 40 anni.
Perché ci credo.
La partecipazione altissima al referendum è un dato importante e positivo. In un Paese segnato da crisi di rappresentanza e astensionismo, le file ai seggi, la voglia di discutere e di mobilitarsi sono una bellissima pagina di democrazia scritta dai cittadini italiani.
Ha prevalso il “No”.
Un No certamente politico, che riguarda il Governo Meloni, ma credo anche gli atteggiamenti tenuti durante questa campagna elettorale, che raramente è entrata nel merito di una riforma attesa da molti anni, e si è scelta invece la strada della polarizzazione. Si è passati da un populismo all’altro e, alla fine, hanno prevalso la voglia di proteggere, conservare e rifiutare ancora una riforma necessaria.
Dal canto mio, sono orgogliosa e per nulla pentita di aver fatto, nel merito, una campagna per una riforma che ho ritenuto giusta e necessaria, una riforma che il Partito Democratico ha più volte auspicato. E sono felice di aver accompagnato un popolo di progressisti e riformisti che si è schierato con passione e coraggio: Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Gian Domenico Caiazza, Claudia Mancina, Umberto Ranieri, Giorgio Tonini, Arturo Parisi, Emilia Rossi, Marco Taradash e tanti altri sono stati compagne e compagni di viaggio in un percorso che guarda a un Paese più giusto, non in balia di astratti furori e nemici stagionali.
#ReferendumGiustizia