“Grazie ai giurati, siamo davvero grati di essere qui. Non è facile per noi”. Yuval Abraham e Rachel Szor accettano con gratitudine il Premio speciale della giuria guidata da Maggie Gyllenhaal, che va ad abbracciarli sul palco. Ma si capisce che la loro urgenza è un’altra. Naza, il loro documentario sull’uccisione dei civili palestinesi a Gaza, è arrivato al Lido all’ultimo momento e ne è diventato il caso politico e cinematografico: venticinque minuti di applausi, bandiere palestinesi e libanesi alzate in Sala Grande, quindi la contestazione dell’esercito israeliano, che mette in dubbio l’attendibilità delle fonti anonime e nega che l’intelligenza artificiale decida gli obiettivi, approvati, sostiene, da personale militare.
“Gli ufficiali dell’intelligence israeliana - spiega Abraham - ci hanno raccontato che questi attacchi sono sistemici, frutto di politiche fondate sulla disumanizzazione dei palestinesi. Voglio essere molto chiaro: questa verità è stata documentata e resa nota grazie ai giornalisti palestinesi. Più di duecento di loro sono stati uccisi, molti nelle proprie case. Le loro voci sono state negate e messe a tacere. Negare un crimine è ciò che permette di continuare a perpetrarlo”.
Su Repubblica l’articolo della nostra inviata Arianna Finos
#rep
Carlo #Calenda (#Azione): “La crescita dell’AFD, così come quella di tutti i partiti/candidati anti sistema ed estremisti negli ultimi anni, è figlia della percezione di un declino inevitabile dell’Occidente e dell’aumento delle diseguaglianze (-salari, -servizi).
Di tutto ciò sono incolpati, non a torto, liberali, popolari e socialisti che hanno gestito la prima fase della globalizzazione e semplificato l’idea di società multiculturale.
Le democrazie cadono quando le aspettative sul futuro sono fosche.
La cosa interessante da comprendere è però un’altra: come mai quando crescono le diseguaglianze (tema di sinistra) le persone votano a destra. Il punto centrale è quello dell’identità.
I progressisti per molti anni hanno parlato essenzialmente di diritti delle minoranze e così sono diventati minoranza.
Trump prende voti nella Rust Belt così come l’AFD in Turingia, perché riconosce una dignità alla rabbia dei cittadini in difficoltà. Riconoscere è rappresentare. Per riflesso automatico la sinistra risponde accusando di fascismo anche gli elettori e così radicalizza ancora di più il sentimento di rabbia e alienazione. Questo circuito va spezzato occupandosi delle ragioni della rabbia e parlando a quei cittadini senza demonizzarli.
Altrimenti la politica diventerà un conflitto di civiltà all’interno della nostra civiltà. E così perderemo la democrazia.”
@fabcet@ultimora_pol Diciamo che andrebbe ascoltato tutto l’audio: scoprirai che Azione si è spesa anche troppo per il campo largo. Ma tu hai la verità in tasca assoluta…
@antonio_bortoli@ultimora_pol Senti coso… forse stai commentando con troppa facilità… e forse bisognerebbe ascoltare tutto l’audio (rubato)… e forse non hai mai detto una frase spiacevole ad un amico o conoscente…
@La_manina__@CarloCalenda@Azione_it@pdnetwork Sono un tesserato di Azione in Basilicata ed è umiliante raccontare il trattamento del csx verso Azione (che in Basilicata fa il 10%). I veti li impongono i fascisti, questa vi il campo largo lo ha fatto la destra. La sx doveva aprire a tutte le idee
@Misurelli77 A parte che sono un tesserato di azione e non mi sento una sciagura (e non lo direi a nessun avversario politico) ma il campo largo ha imposto veti di ogni tipo pur di chiudere il famoso campo largo. La sx non ha voglia di vincere.