@BeppeSala@ComuneMI Ma e’ possibile che in piazza del Duomo non ci sia uno strabenedetto Taxi e nemmeno un vigile a dare un ordine a questo chaos con 20 taxi fermi “fuori servizio”???? Cioe’ allucinante!!!
Tradotto per gli intelligentoni del #no: a voi tonti ho detto falsità per farvi votare contro al #referendum non perché la riforma fosse sbagliata ma perché l’ha scritta #Meloni e non noi, #Pd e #5scemi. In Italia comandiamo noi.
Avete fatto un danno incalcolabile, brachicefali!
Tommaso, anche tu no però eh.
Ad essere separate sono le FUNZIONI (neanche totalmente a dire il vero ma tralasciamo), non le CARRIERE.
Il concorso è unico tra Pm e giudici.
La formazione è unica tra Pm e giudici.
L’organo che decide TUTTO sulle carriere (promozioni, trasferimenti, assegnazioni di sede ecc) è unico tra Pm e giudici: cioè uno decide le carriere dell’altro.
Quindi per pietà eh, almeno oggi. Votino tutti come gli pare ma basta balle.
Già è stata la campagna elettorale più piena di balle della storia d’Italia.
Almeno oggi evitiamo, vi prego.
Le argomentazioni sentite in queste ultime settimane a sostegno del NO per la riforma della giustizia sono identiche a quelle che ho ascoltato nel 2016 contro il referendum costituzionale di Renzi.
In molti casi sono gli stessi giornalisti, gli stessi programmi televisivi e gli stessi politici che ripetono le stesse cose.
C’è un fronte trasversale del NO a ogni cambiamento che va sconfitto domenica e lunedì.
L’ho già visto in campo tante volte. Ma la politicizzazione di ogni cosa porta alla paralisi del paese e al suo declino.
È il punto sollevato da Sabino Cassese: riportare il Consiglio Superiore della Magistratura alla sua funzione di garanzia, superando logiche di appartenenza che negli anni hanno inciso sulla credibilità del sistema.
Al centro torna il merito.
Non le correnti, non gli equilibri interni, ma la qualità, l’indipendenza e la responsabilità.
Una giustizia più forte passa anche da qui: regole più chiare, meno appartenenze, più garanzie per i cittadini.