E con l’intervento dell’ONU si sfonda la barriera del ridicolo (oltre a confermarsi la totale inutilità dell’ONU e dei suoi multipli relatori speciali)
Il n'y a pas de famine à Gaza. Il n'y en a jamais eu, selon un rapport de l'ONU. Tout le monde devrait s'en réjouir haut et fort. Et bien non. Des journaux qui, humanistes, ont dénoncé une famine à Gaza semblent déçus de ce coup de théâtre: ils ne veulent même pas en parler.
To be honest, I find it absolutely insane that the people of Gaza wasted so many years and billions of dollars building massive underground terror tunnels solely to kidnap Jews and yet many people around the world still believe that they are the victims.
Have people lost their moral compass?
Comunque (bisogna essere onesti) le divagazioni del prof @VEParsi1 sulle milionate di morti secondo le “stime” di The Lancet non è che fossero totalmente sprovviste di addentellati. C’erano fonti autorevoli, dalla sua parte 👇
🚨🪖🇺🇸🇩🇪🇺🇦🇷🇺 Adesso anche l'intelligence americana conferma ciò che tutti sospettavamo: dietro il drone carico di esplosivo scoperto pochi giorni fa all'aeroporto di Lipsia/Halle, in Germania, ci sarebbe il governo russo. A rivelarlo al Wall Street Journal sono funzionari statunitensi che hanno avuto accesso ai rapporti di intelligence relativi al caso.
Pedro Sánchez ha un talento: quello di predicare bene e razzolare male.
Nell'ottobre 2024, dopo un vertice a Bruxelles, il premier spagnolo dichiarava senza mezzi termini di non essere "a favore" del modello Albania di Giorgia Meloni, perché a suo dire "non affronta nessuno dei problemi" e anzi "ne crea altri nuovi".
Nel mentre, il silenzio regna sovrano su due centri per migranti a Nouakchott e Nouadhibou, in Mauritania, finanziati con fondi europei. Sulla carta, strutture di accoglienza temporanea per un massimo di 72 ore. Nella realtà, denunciata dallo stesso El País, testata storicamente vicina alla sinistra, centri di detenzione veri e propri, sotto la supervisione diretta della polizia nazionale spagnola, con agenti sul posto per prelevare impronte digitali e fotografie ai trattenuti.
E la coerenza del compagno Sánchez non si ferma qui: il leader che si professa paladino dei diritti umani, che a parole sostiene l'Ucraina, continua imperterrito a comprare gas russo.
È forse questo il modello a cui ambisce la sinistra italiana? Speriamo di no, sicuramente.
✍🏻 Roberto Riccardi
Guccini, chi lo canta oggi non ha titolo per piangerlo. Francesco apparteneva a un mondo che sbagliava quasi tutte le risposte e prendeva sul serio ogni domanda.
Quel mondo era già morto molto prima di lui, che si è spento a Pavana a ottantasei anni. La sinistra che oggi lo rivendica ha perso le domande e ha tenuto solo la posa.
Per questo il commiato più onesto non è un fiore sulla bara. È un conto aperto.
Le canzoni non si leggono qui come musica. Si leggono come date. Ogni titolo è una finestra sull'Italia che le cantava, non sul disco che le conteneva.
E l'Italia che cantava Guccini raccontava di sé cose che oggi nessuno vuole più sentire.
▪️1964. Un uomo di 24 anni scrive Auschwitz. Il bambino nel vento, il fumo che sale, il male assoluto nominato senza una sola equivalenza, senza un solo distinguo.
C'era una sinistra che sapeva ancora dire dove stava il carnefice e dove la vittima. Non le confondeva, non le scambiava, non le metteva in fila dentro un catalogo di oppressioni intercambiabili.
Sapeva che alcune vittime non hanno controparte. Quel bambino nel vento è la stele contro cui va misurato tutto il resto. Tenetela a mente fino alla fine.
▪️1965. Dio è morto. La RAI la censura, Radio Vaticana la manda in onda. Un Paese che si racconta laico e progressista adotta come inno un uomo che con il cielo non aveva chiuso.
Aveva aperto un contenzioso. Guccini litigava con Dio senza smettere di cercarlo e questo lo rendeva l'esatto contrario del militante.
Era un lessicografo da osteria, un uomo di dizionari e di vino, cattolico nel dubbio. La bandiera comunista gliela cucirono addosso gli altri. Non votò mai quel partito, votava socialista.
▪️1972. La locomotiva. Il macchinista anarchico lanciato contro il potere diventa catechismo di piazza. Ma fuori dalle osterie, in quegli stessi anni, la rivolta smette di essere metafora.
Comincia il decennio del piombo. E una parte della sinistra intellettuale coltiva l'ambiguità che ammazza, i compagni che sbagliano, il né con lo Stato né con le Brigate.
La canzone che esalta il treno scagliato contro il sistema diventa, a insaputa di chi la scrive, la colonna sonora di chi confondeva il verso con il proiettile.
Guccini canta sopra tutto questo. Testimone quasi riluttante di un Paese che si stava armando mentre credeva di cantare.
24 gennaio 1979. Guido Rossa, operaio comunista, viene ucciso dalle Brigate Rosse per aver denunciato un fiancheggiatore dentro la sua fabbrica.
Il Partito Comunista arriva tardi alla fermezza e ci arriva sulla propria pelle. Per anni aveva coltivato l'ambiguità, la comprensione per i compagni che sbagliano, il brodo in cui il brigatismo nasceva e reclutava.
Quando prova a correggere scopre che un “Contrordine compagni” non cancella in un attimo il vento che hai seminato.
Guido Rossa è il conto. E arriva a fermarli solo quando il morto è uno dei loro, un operaio, non un servitore dello Stato qualunque.
Lo stesso mondo che aveva avallato i carri armati a Budapest nel 1956. La coscienza morale a intermittenza, la fermezza a scelta. Il male si condanna quando colpisce i nostri, si comprende quando colpisce gli altri.
Guccini attraversa questa ipocrisia senza esserne complice, ma la sua musica ne è la colonna sonora involontaria.
▪️1976. L'avvelenata. Ed è qui che l'uomo si separa dai suoi cantori. Guccini si rivolta contro il proprio pubblico, contro i militanti che pretendevano da lui purezza ideologica e messaggi a comando.
Il gesto più libero della sua carriera è mandare a quel paese chi lo voleva bandiera. Chi oggi lo piange da sinistra è precisamente l'ascoltatore che lui rifiutava. Il fan che voleva il poeta al servizio della causa, non la causa al servizio della verità.
E arriviamo a noi. 2026.
Guccini scriveva Auschwitz, non la fluidità. Cantava l'anarchico, non i diritti del clandestino. Nominava il male assoluto, non lo diluiva in cento oppressioni da hashtag.
Era un maschio, italiano fino al midollo, che scriveva in una lingua ricca e non nel dialetto povero dell'inclusività. Per gli standard del progressismo di oggi sarebbe un reazionario. Un nemico da cancellare.
Perché la sinistra che ha fatto del bambino nel vento un inno generazionale oggi riempie le piazze senza più saper dire da che parte stia il male.
Tra antagonisti e pro-Pal la violenza è tornata nelle strade. Le stesse vetrine spaccate, gli stessi cortei contro un nemico astratto, la stessa incapacità di condannare chi colpisce per primo.
Chi cantava contro il fumo di Auschwitz oggi sfila con chi grida contro Israele e non trova una parola per gli ostaggi.
Il bambino nel vento del 1964 e i cassonetti in fiamme del 2026 sono la stessa canzone. Cantata da chi ne ha dimenticato le parole.
La locomotiva lanciata contro il potere merita un'ultima domanda.
Quell'anarchico, oggi, da che parte starebbe?
La sinistra erede di Guccini è diventata lo Stato, l'apparato, la centrale che distribuisce cattedre, redazioni e fondi. Il ribelle di ieri è il palazzo di oggi.
Chi cantava la rivolta contro il sistema adesso il sistema lo abita e lo difende.
L'anarchico è diventato funzionario. E il funzionario, quando la piazza torna a bruciare, gira la testa dall'altra parte.
La storia insegna una cosa sola e la insegna sempre invano. Si ripete.
Si ripete perché quella parte politica non ha mai voluto imparare la lezione la prima volta. Ha cantato Auschwitz per sessant'anni e non ha capito Auschwitz.
Ha esaltato la rivolta e non ha visto il piombo. Ha pianto Guido Rossa e ha continuato a comprendere chi lo aveva ucciso.
Francesco Guccini è morto. La sua colonna sonora resta.
Ma serve solo a ricordarci una cosa che lui, a modo suo, aveva capito e i suoi cantori no.
Chi non sa più nominare il male finisce per cantare dalla parte sbagliata.
E la storia, quella lezione, la ripete finché non fa di nuovo male sul serio.
Foto dell'Archivio di Stato. Funerale a Roma del segretario del Partito Comunista Italiano, Palmiro Togliatti 25 agosto.
Doppio stipendio per mille magistrati: la proposta assurda del Csm tributario. Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria ha proposto al ministero dell'Economia di attribuire uno stipendio aggiuntivo di circa 3 mila euro al mese ai mille magistrati che svolgono l'attività di giudici tributari a tempo perso.
Quel che si propone è che questi magistrati, oltre allo stipendio che percepiscono per fare i magistrati (dai 4.000 euro al mese in su) ricevano una seconda retribuzione aggiuntiva di circa 3.000 euro lordi al mese. Un’assurdità che creerebbe una categoria di magistrati privilegiati, i quali peraltro finirebbero per dipendere allo stesso tempo da due amministrazioni diverse. Insomma una proposta insensata che, si spera, sia soltanto dovuta al caldo.
Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️
Breve storia triste: a Genova la giunta progressista di Silvia Salis ha annunciato l’apertura di luoghi pubblici chiamati “rifugi climatici”, per proteggere i più fragili dal caldo estivo; i cittadini ci sono andati e li hanno trovati chiusi o senza aria condizionata. Fine.
Le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico sono da sempre la migliore esemplificazione del feudalesimo politico. Un meccanismo per consolidare consensi e linee di finanziamento e favori.
A me fa piacere che per via della vicenda Spin Time si siano scoperti certi intrecci ma sarebbe da idioti pensare che si tratti di un caso isolato: basta scandagliare le decine e decine di immobili ceduti in modalità e con valutazioni anti-mercato e poi affittati al pubblico che li cedeva, in tutte le principali città.
Solo a Roma abbiamo avuto immobili acquistati dai privati e poi locati al pubblico (che se li sarebbe potuti affittare da solo…) per cifre esorbitanti, permessi di costruire con code a mente delle quali il privato costruttore si impegnava a edificare immobili da mettere a disposizione senza canone alla P.A. (è finita che li hanno costruiti, sì, ma poi li hanno affittati) oppure i sub-affitti (il caso di Largo Loria, a Roma).
La stessa ipotesi di acquisto dell’immobile che ospita Spin Time rientra in una logica di questo tipo, altro che cantiere di rigenerazione sociale.
Là dentro a giugno 2021 venne tenuto un dibattito tra i candidati alle primarie a sindaco di Roma del centrosinistra
La riforma della Corte dei conti e il taglio dei ruoli apicali che agita le toghe
Riduzione del 22% del numero di ruoli dirigenziali nella magistratura contabile (da 104 a 81). È una delle disposizioni più importanti contenute nel decreto legislativo, varato ieri dal Cdm, che attua la riforma della Corte dei conti entrata in vigore a gennaio. A fronte di 636 magistrati contabili, infatti, oggi sono previste addirittura 104 figure apicali o subapicali: praticamente c’è un presidente ogni cinque toghe. Un numero spropositato rispetto alle altre magistrature (in quella amministrativa il rapporto è di uno a dieci). È anche legata a questa novità la resistenza del sindacato dei giudici contabili, che minaccia lo sciopero in autunno.
Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️
Spagna, licenziata in tronco la funzionaria che diede notizia dell'assalto a Ceuta.
La decisione del governo dopo la pubblicazione dei dati sugli ingressi irregolari: il post è stato rimosso poco dopo.
Hai capito che tipo che è Pedrito…
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