È un Paese in cui chi non fa una mazza vive come e meglio di uno che lavora 40ore la settimana: il primo ha tutto pagato tra sussidi e bonus, il secondo paga tutto, comprese le tasse per assistere il primo. Ora, onestamente, perché in Italia uno dovrebbe scegliere di lavorare?
✍🏻 @Islamicament
«Porto il velo perché sono libera di obbedire ad Allah.»
Ma scegliere di obbedire non dimostra, di per sé, di essere liberi.
Hegel aveva individuato una distinzione fondamentale: poter scegliere non significa ancora possedere una libertà piena. Nei Lineamenti di filosofia del diritto (§15) osserva che l’uomo comune crede di essere libero semplicemente perché può scegliere, mentre proprio questa semplice facoltà di scelta può nascondere la dipendenza da un contenuto che gli è già dato.
Applicato al velo islamico, il problema diventa evidente.
Se Allah ha già stabilito che la donna debba coprirsi, la donna non decide quale sia la norma: decide se obbedirle.
Può farlo spontaneamente.
Può esserne convinta.
Può desiderarlo sinceramente.
Può perfino rivendicarlo con orgoglio.
Tutto questo dimostra che la sua OBBEDIENZA può essere volontaria.
Non dimostra che obbedienza e libertà siano la stessa cosa.
La verifica arriva quando quella stessa donna dice:
«Non voglio portare il velo.»
Se il suo “sì” viene celebrato come esercizio di libertà, mentre il suo “no” diventa DISOBBEDIENZA ad Allah e peccato, allora la libertà riconosciuta alla donna ha una condizione molto particolare:
sei libera, purché tu scelga ciò che Dio ha già stabilito che tu debba scegliere.
Hegel ci aiuta quindi a distinguere ciò che spesso l’apologetica confonde:
volontarietà, scelta e libertà non sono sinonimi.
Si può scegliere volontariamente di sottomettere la propria volontà a un comando.
Questa può essere fede.
Può essere devozione.
Può essere obbedienza consapevole.
Ma non basta chiamarla “scelta” perché diventi automaticamente libertà.
La libertà di una prescrizione non si dimostra mostrando la donna che dice liberamente sì.
Si mette alla prova quando la donna dice liberamente no.
Praticamente la roba di Maldini è come se Bezos mi chiamasse per aprire una nuova filiale, chiede un autista di furgone e io propongo Verstappen, che rifiuta e allora il secondo nome è un peruviano senza patente con tre omicidi stradali sulle spalle. Me lo bocciano e mi licenzio.
@Ric_BamBam Concordo… aggiungo anche:
- Sottosfruttate alcune potenzialità, tipo Scilla e Cariddi avrebbero potuto essere molto più grandiose visivamente
- Duello finale troppo lungo e scena con i Lestrigoni generica. Meglio sarebbe stato inserire Nausicaa e Feaci
Vi ricordo di quella volta in cui la moglie di Fratoianni, tale Piccolotti, si lamentò di essersi alzata alle 6 e di essersi recata in Parlamento alle 8, per dover lavorare. Da postare ciclicamente.
La frase più terribile, antidemocratica, minacciosa è pronunciata da Bersani tra il secondo 48 e 56: i cittadini veneziani non hanno digerito i bengalesi in lista? "La prossima volta la digeriscono". Davvero incredibile, ed è uno dei migliori.
Qualcuno può spiegarmi perché se spari dei pallini di gomma ti arrestano per tentato omicidio mentre se prendi a bastonate un professore urlando “ti faccio saltare la testa” non c’è nessuna conseguenza penale?
È diseducativo non fare denuncia dopo un linciaggio simile e crea un pericoloso precedente: si ufficializza che i maranza del deserto hanno la totale impunità e possono liberamente picchiare anche professori e i compagni che rifiutano la sottomissione... Ma poi, scusate, perchè se un italiano dice una mezza frase scatta la denuncia d'ufficio e coi maranza no? Ormai c'è una doppia legalità: i nativi tartassati e perseguitati e loro sussidiati, delinquenti e impunibili. #Remigrazione
‼️Attenti, la storia dei paesi Baltici che vogliono invadere la Russia sarebbe da ridere se non fosse che Basile, Caracciolo Travaglio, Di Battista, Orsini e compagni ripetono all’unisono esattamente quello che in questo momento la propaganda del Cremlino sta spacciando per giustificare un eventuale attacco ai Baltici. Nell’ultima settimana questa narrazione della Russia e dei suoi proxy in Italia e in Europa si è rafforzata. Un pessimo segno.
Da spiegare perché se un disagiato che ammazza la fidanzata è probabilmente stato radicalizzato da incel e patriarcato, ma un disagiato che falcia la gente con la macchina e la insegue col coltello è invece sicuramente rimasto impermeabile alla radicalizzazione islamista.
Sono sicuro che gli italiani sarebbero molto più disposti a finanziare il cinema con le loro tasse se gli attori famosi prendessero - che so - 1200 euro al mese.
Invece no. Loro vogliono essere pagati a cachet di mercato (centinaia di migliaia di euro a film) ma senza dover affrontare il mercato.
La diva vuole il ricco cachet perché lei "è richiestissima", ma in realtà i suoi film al cinema li richiedono in pochi.
E allora ci vogliono 600-700 milioni all'anno, pagati da noi, per creare un mercato che non c'è.
Insomma: privatizzare i profitti, socializzare le perdite.
Non sono i primi a farlo, ma sono i primi a non voler nascondere il privilegio nelle pieghe dei documenti contabili.
Vogliono che gli si diano i soldi, e che gli si dica pure "grazie" perché li accettano.
Perché loro sono La Cultura™.
(**Goliarda Sapienza hanging out con giovane delinquentella** - la solita melassa semicolta, autoreferenziale, partigiana)
La verità?
I "fondi per la cultura" non esistono in funzione della cultura, è "la cultura" che esiste in funzione dei fondi per la cultura.
Due minuti di discorso strappalacrime per dire che vogliono i milioni pubblici per fare il solito film con Marco Giallini in cui dei borghesi romani parlano della loro crisi di mezza età su un balcone con vista Castel Sant’Angelo
Al 22 maggio l'Italia avrà bruciato quasi 1,5 miliardi per abbassare il prezzo dei carburanti. E il 23 saremo di nuovo alla casella di partenza: sprecare altri soldi o lasciare finalmente che il prezzo faccia la sua funzione di riduzione della domanda di un bene scarso?