Uno Stato giusto non schiaccia chi produce reddito.
Ogni mese i contributi dei lavoratori finanziano le pensioni attuali. Ma i contributi non bastano per sostenere il sistema pensionistico: nel 2024 lo Stato ha trasferito all’INPS circa 180 miliardi (oltre i 300 che ottiene già dalle tasse sul lavoro).
Dove vanno questi soldi?
2 milioni di pensionati percepiscono un reddito totale non superiore a una volta il minimo.
14 milioni di pensionati sono sopra la soglia minima (ogni pensionato percepisce in media 1,4 prestazioni.)
€29.019 lordi è il reddito pensionistico medio, escludendo le pensioni sociali (prive di contribuzione) e gli assegni di reversibilità.
E il resto degli italiani non pensionati?
Secondo i dati OCSE, l’Italia è uno dei pochi Paesi sviluppati dove i pensionati guadagnano in media più dei lavoratori attivi.
Intanto chi lavora: stipendi bassi, precarietà, tasse record sul lavoro.
Chi è davvero fragile va protetto.
Chi in passato ha ottenuto vantaggi irripetibili deve contribuire.
Serve un ricalcolo graduale delle sole pensioni retributive, proporzionato all’importo percepito e al reddito familiare.
Nessun intervento sulle pensioni sotto la soglia di povertà assoluta regionale.
L'impatto è contenuto tra le pensioni medie (~2.100 e ~2.700 €/mese lordi). Progressivo oltre.
Così risparmiamo 6–12 miliardi/anno per abbassare le tasse sul lavoro e da reinvestire in istruzione, welfare e politiche per la famiglia.
Uno stato giusto deve difendere chi lavora oggi e chi lavorerà domani. Serve riequilibrio, ORA!
Non c’è bisogno di essere Vannacci: fior di giuristi liberali hanno criticato duramente la riforma che ha voluto irrazionalmente punire il femminicidio (pena base: l’ergastolo) come reato più grave di qualunque altro omicidio, anche il più orrendo (pena base: 21 anni). Il codice prevede apposta una serie di aggravanti, per connotare la peculiare gravità di un fatto omicidiario commesso per odio e disprezzo verso la libertà e la indipendenza della donna ed ottenere, se necessario, la pena più estrema. Altro è strumentalizzare questa giusta critica per vellicare ed alimentare -a fini di consenso elettorale- il peggio delle pulsioni misogine, populiste e fasciste, che sono purtroppo ancora vive nella nostra società. Qui c’è bisogno, senza alcun dubbio, di essere Vannacci.
Il fallimento di un sistema scolastico in pochi numeri.
Ve ne sarebbero molti altri (il tasso di abbandono, per esempio, quanti accederanno e poi completeranno gli studi universitari, le competenze in matematica o nell'uso di linguaggi di programmazione, eccetera) ma provate a riflettere su questi per iniziare.
Presidente Conte, mi spiega come avete fatto a montare mie espressioni sul video del suo intervento, considerato che in quel momento io ero al Quirinale e quindi non in Parlamento?
Lo chiarisco solo per ricordare a tutti quanto la vostra politica si fondi su mistificazioni della realtà e fake news.
VERSO UN PERCORSO CHE SAPPIA DARE LA DIREZIONE
Pesaro, Hotel Baia Flaminia - Via Parigi, 8
09:45 – 13:30
L'Italia affronta da tempo sfide economiche, sociali e istituzionali che meritano una riflessione seria e un confronto aperto.
Questo incontro nasce con l'obiettivo di creare uno spazio di dialogo tra persone, associazioni, movimenti e realtà culturali con storie, percorsi e origini anche molto diverse tra loro, ma accomunate dall'interesse per il futuro del Paese e dalla volontà di ragionare su un'alternativa credibile alle dinamiche politiche attuali.
Sarà un'occasione per discutere idee, priorità e possibili percorsi di cambiamento, mettendo a confronto esperienze e sensibilità differenti in uno spirito di ascolto, dibattito pubblico e confronto franco.
09:45 - 10:00 registrazione
10:00
(interventi liberi di 5 minuti)
Roberto Gambelli, ORA! - introduzione
Alfredo Venturini, Comitato G. Vassalli
Giovanni Crema, Movimento Socialista Liberale
Jonathan Targetti, lista civica l’Alternativa c’è
Giulio Prosperetti, Fondiamo un Partito di Centro
Oreste Pastorelli, Movimento Socialista Liberale
Emanuele Petrucci, Base Popolare
Federico Novelli, Risorsa Umbria
Luciana Sbarbati, Movimento Repubblicani Europei
Vicky Amendolia, Partito Socialdemocrazia
Michele Boldrin, ORA! - conclusioni
Ospiti:
Patrizia De Grazia, Radicali Italiani
Lucio D’Ubaldo, Associazione Nazionale dei Democratici Cristiani
11:30
Tavola rotonda:
Obiettivi e criteri generali per il percorso:
Posizionamento sulla politica estera
Michele Boldrin, ORA!
Vicky Amendolia, Partito Socialdemocrazia
Ivo Costamagna, Movimento Socialista Liberale
Emanuele Petrucci, Base Popolare
Claudio Signorile, Comitato G. Vassalli
Luciana Sbarbati, Movimento Repubblicani Europei
🇮🇹 Sto ascoltando un dibattito. L’opposizione insiste a dire: “chiedete agli italiani se stanno meglio rispetto a 4 anni fa”. Mi permetto un consiglio: non fatelo. Negli ultimi 4 anni (grafico), cioè durante il governo Meloni, i redditi reali sono *aumentati*. Aumentati, non diminuiti (quello era il governo Draghi e abbiamo visto il risultato). Non solo ma questo non tiene conto del record di occupati. Per la cronaca: il reddito disponibile delle famiglie non è *MAI* calato dal 2019 ad oggi se non marginalmente. E, secondo me, questo da solo spiega perché dopo 4 anni il consenso per il governo non è sceso.
Ieri a Civitanova abbiamo discusso del futuro dello sviluppo economico delle Marche. È stato bello vedere una sala piena di giovani, imprenditori e professionisti confrontarsi su produttività, innovazione, università, capitale e competitività del nostro territorio.
Dal dibattito è emersa una convinzione: le Marche soffrono di un deficit di produttività e capitale umano. E questi problemi non si risolvono con gli incentivi pubblici della ZES.
Serve fare ciò che la politica regionale non ha mai fatto fino in fondo, ossia concepire l'UNIVERSITÀ come motore dello sviluppo territoriale, capace di attrarre talenti, generare competenze, sostenere le imprese e costruire le filiere del futuro.
Per questo serve costruire un vero sistema universitario marchigiano integrato, che valorizzi le specializzazioni dei singoli atenei, favorisca la collaborazione invece della frammentazione e duplicazione dei corsi e orienti le risorse verso qualità, MERITO e impatto sul territorio.
Un grazie speciale alla Prof.ssa Spigarelli per il suo prezioso contributo e per la qualità del confronto. @ora_italia
L’economia italiana oggi si regge su due vergogne: lo sfruttamento dei lavoratori più deboli e i debiti scaricati sulle future generazioni. Il tutto per mantenere un sistema inefficiente.
Destra e sinistra governano da quarant’anni e hanno creato debito, bloccato la crescita e finto di non vedere.
L’unica alternativa è la creazione di un progetto immoderatamente riformista che crede in un futuro diverso dall'altrimenti inevitabile declino dell'Italia.
Il Campo Largo è tipo quando sei in un negozio di scarpe e ti provi una scarpa ma ti sta larga e però è l'ultimo numero rimasto e il negoziante tocca col dito all'altezza del pollicione e dice: ma no, ma va benissimo, al massimo mettiamo una soletta. E la soletta è Renzi.
Perché in questo paese - dove la "buona educazione" viene invocata ogni due per due come ipocrita criterio di selezione del vocabolario - è invece considerato normale fare casino in treno?
Musica, telefonate a voce alta o persino in viva voce, suonerie di ogni tipo, ragazzini che urlano e genitori che incitano, aspiranti manager delle vendite che fanno riunione aziendale in mezzo al corridoio ... un inferno.
Dal #Frecciarossa 9718 (in ritardo) è tutto per oggi.
Sul caso Minetti la figura peggiore la fa la Presidenza della Repubblica, che ha concesso la grazia in silenzio sulla base di una solida istruttoria della magistratura per poi metterla in discussione con clamore sull’onda di una campagna scandalistica basata su notizie false.
La differenza tra lo zingaro e il comunista è che lo zingaro ti ciula il portafoglio in metropolitana. Invece al comunista il portafoglio glielo devi portare tu in orario di ufficio accompagnato da apposito modulo con marca da bollo. Dopo di che ti ciula pure l'orologio.
Sabato ho scritto un lungo articolo raccontando come è andata a finire un’inchiestona trasmessa nel 2016 da @reportrai3 su una presunta truffa da parte delle banche sui diamanti da investimento: le denunce di Report, trasformate in accuse dalla procura di Milano, sono crollate in sede di giudizio in primo grado, in appello e infine in Cassazione. Tutti i giudici hanno stabilito che non c’è stata alcuna truffa e nessun “rigonfiamento” dei prezzi dei diamanti. Anzi, hanno censurato le indagini dei pm che si sono basate sul recepimento delle denunce di Report, senza verifiche tecniche. Denunce che a loro volta si basavano su errori grossolani (come confrontare il prezzo dei diamanti da investimento con il prezzo indicato nel listino Rapaport, che però è il listino dei diamanti all’ingrosso…). Intanto la società di un imprenditore è stata distrutta e quest’ultimo ha trascorso 11 mesi in carcere ingiustamente.
Bene, il conduttore di Report @SigfridoRanucci (che vive sotto scorta) ha definito la mia inchiesta “articolo killer”, aggiungendo che è stato scritto da un giornalista (il sottoscritto) “noto alle cronache”. A cosa si riferisce? In che modo un'inchiesta che spiega, carte alla mano, come sono andate le cose è un articolo killer (e di chi/cosa)? Ma soprattutto, a quali cronache sarei noto?
Sono sicuro che l’alfiere della libertà di informazione e di parola non avrà problemi a rispondere. In caso contrario dovremmo concludere che si è di fronte soltanto a un alfiere di allusioni dal tono diffamatorio.
L’inchiesta fuffa di Report sui diamanti da investimento, le accuse trasformate in indagine e l’assoluzione dopo 11 mesi di carcere ingiusto: anatomia di un teorema mediatico-giudiziario. L’articolo di Ermes Antonucci è sul Foglio del weekend. 8.20
https://t.co/wS3TdtSwTc