Che dolore! L’attacco al Pride di Berlino presenta modalità che richiamano subito gli attentati dell’estremismo islamico: il furgone sulla folla, il coltello, l’attacco alla
libertà. Solidarietà ai feriti e alla famiglia della vittima. Ma non basta la commozione: il fanatismo che abbiamo vissuto drammaticamente dieci anni fa ritorna prepotente a colpire l’Europa. Occorrono una più profonda attività di indagine, una maggiore presenza delle Istituzioni e delle forze dell’ordine e una grande battaglia culturale per contrastare il terrorismo ideologico che continua a colpirci anche oggi. Perché colpire il Pride a Berlino - come colpire una chiesa in Nigeria - significa colpire tutti noi. Tutto il nostro sostegno al cancelliere Merz e al popolo tedesco
È stato bellissimo partecipare all’inaugurazione della Library di Obama. E ho sottolineato anche oggi in una intervista a Repubblica il valore politico di questo evento, anche alla luce di ciò che sta facendo Donald Trump non solo in America. Ma lasciatemi confessare che per me è stato anche un momento molto bello sul piano personale perché l’ho condiviso con mia figlia Ester. L’impegno di Agnese con gli esami di maturità ha portato infatti nostra figlia a prendere il suo posto ed è stato molto divertente mettersi a rivedere con Michelle sul telefonino le foto dell’Expo di Milano 2015 e vedere quanto sono cresciute le nostre figlie. Perché la politica ha anche una dimensione di umanità e amicizia, che gli Obama hanno sempre difeso e condiviso. E che mi rende ancora più orgoglioso di aver collaborato con il 44’ inquilino della Casa Bianca. Quanto manca Barack Obama al centrosinistra, all’America, al mondo intero! Ma quanto è bello pensare che la nuova generazione, i ventenni di oggi, possa avere dei luoghi come la Fondazione Obama per tornare a sperare e sognare.
Tino è un professore in pensione, ha poco più di 80 anni, è un nostro militante di Bologna e noi di Italia Viva siamo fieri della sua passione civile. Ieri voleva partecipare al 25 aprile con una bandiera italiana, una europea, una ucraina. Lo hanno bloccato e allontanato. Quattro ragazzi hanno impedito a un cittadino di entrare nel corteo. Chi è stato? Chi ha violentato la nostra Costituzione? Le autorità civili e giudiziarie faranno qualcosa per identificare questi squadristi? Lo chiediamo non solo per Tino ma soprattutto per tutti noi. E lo chiediamo in nome dei valori che Bologna ha sempre promosso e protetto. Quei giovani hanno compiuto un atto di violenza che non può passare sotto silenzio. Perché chi viola la Costituzione non è credibile quando dice di festeggiare il 25 aprile. Tino ieri rappresentava la libertà, chi lo ha bloccato è figlio di un nuovo totalitarismo
Italo Bocchino, l’unico Fratello d’Italia che mi affronta in TV, dice oggi che se la nazionale ha perso è perché l’opposizione ha distrutto i valori del patriottismo anche tra i calciatori. Sembra uno scherzo, ma lo pensano davvero. Il volto televisivo della destra dà la colpa della sconfitta con la Norvegia alla sinistra. Questi non stanno bene.
Una mattinata storica. Sembra l’alba di un giorno nuovo per la Terrasanta. Quando vuole, la politica fa la differenza. Beati i costruttori di pace, davvero. E grazie a chi ha reso possibile ciò che sta avvenendo in questo momento. È solo l’inizio, è vero. Ma è l’inizio di una storia nuova
La Lista Giani Presidente – Casa riformista si prepara all’appuntamento di chiusura a Firenze, insieme a Eugenio Giani, ai candidati e ai sostenitori del progetto riformista.
Ti aspettiamo venerdì 10 ottobre alle ore 18.00 in Piazza Strozzi, a Firenze, per un incontro aperto, partecipato e ricco di idee per il futuro della Toscana.
Domenica 12 e lunedì 13 scegli Giani Presidente. Scegli la lista Casa riformista!
Ecco il simbolo con cui ci presenteremo alle regionali del 12 e 13 ottobre. La lista del Presidente Giani dà voce a chi si riconosce nei valori riformisti che hanno fatto della Toscana un modello unico in grado di coniugare qualità della vita e sviluppo economico. #casariformista
Con Pippo Baudo muore un pezzo della memoria di ciascuno di noi, qualunque sia la nostra etá.
È stato il festival di Sanremo, è stato la Rai, è stato, in fondo, il volto stesso di quella rivoluzione con la quale siamo cresciuti chiamata tv.
Ha incarnato insieme l'anima più profonda e popolare del nostro Paese e la sua cultura. È stato un grande divulgatore, un musicista raffinato, un conduttore impareggiabile. Con lui se ne va la memoria delle tante serate passate con mia mamma davanti alle sue serate dall'Ariston, quando ancora bambino, e poi per tanti anni, la costringevo a fare le pagelle di ogni canzone per poi stilare la nostra classifica familiare.
Ciao Pippo, buon viaggio.
La Festa dell’Unità della Lombardia mi ha consentito di abbracciare tanti amici. E di discutere a 360 gradi con Gianni Cuperlo. Considero una benedizione, non un problema, il fatto di poter dialogare anche avendo opinioni talvolta diverse. Nel tempo in cui tanti vivono di slogan e certezze granitiche, abbiamo provato a riflettere in profondità. Ha ancora cittadinanza la speranza di far politica con idee e cultura e non giocando la carta della paura e dell’odio. Ed è bello, molto bello, dare e ricevere abbracci di gente che conosce il passato e crede nel futuro
Dazi al 30% e dunque Trump dichiara guerra (commerciale) all’Europa.
Chi negli ultimi mesi ha esaltato quotidianamente l’importanza della “relazione speciale” tra Meloni e Trump oggi ha perso la voce. Muto all’improvviso.
E del resto stanno tutti zitti i sovranisti alle vongole, tutti zitti quelli che dicevano che i dazi sono una opportunità, tutti zitti quelli che dicevano “Tranquilli, ci pensa Giorgia”
Spero che gli imprenditori di questo Paese si sveglino dalla cotta che hanno preso per un Governo incapace e ininfluente. Spero che l’Europa si svegli, ora o mai più, uscendo dal letargo della burocrazia. E spero che chi per mesi ha occupato le Tv e i media con la litania del “Giorgia Meloni è l’amica del cuore di Trump” stiano facendo le valigie per andare in ferie. Qualche settimana al mare, certo. E soprattutto qualche mese lontani dalle redazioni, dai talk, dai social. Alle ultime politiche hanno vinto i sovranisti ma il sovranismo uccide l’Italia che produce. A noi servono la libertà, la globalizzazione, gli accordi commerciali. Il contrario cioè di quello che vogliono Trump e i suoi servi inutili italiani.
Dopo mille giorni di governo sovranista l’Italia di Meloni è più povera e ingarbugliata di prima. E chi lo nega mente #dazi
“È fondamentale che MERCOLEDÌ 16 ci siano tanti amici di ITALIA VIVA, e non solo, a organizzare la distribuzione del volantino “Giorgia ma quanto ci costi”. Meloni perderà consenso quando gli italiani si renderanno conto che questo esecutivo sta impoverendo il Paese. E questa sarà la grande battaglia d’autunno.“
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L’Italia ha registrato il calo più forte dei salari reali fra le principali economie: lo certifica l’Ocse non l’opposizione.
Gli stipendi calano, le tasse aumentano, il carrello della spesa è sempre più elevato. Il governo Meloni tartassa la classe media.
È ora di mandarli a casa
Sulla vicenda Almasri ormai è tutto chiaro: Giorgia Meloni ha mentito nel video da Palazzo Chigi, Carlo Nordio ha mentito al Parlamento. Non mi interessa la vicenda giudiziaria o l’avviso di garanzia: mi preoccupa un Governo che mente all’opinione pubblica e alle Camere. Un Governo che si fa ricattare dai torturatori libici. Un Governo che si fa umiliare sulla scena internazionale come ieri a Bengasi. Da mesi dico a voce alta e con pochi coraggiosi che su Almasri c’era molto di più. E oggi confermo che non finisce qui: Almasri, Paragon, il rifiuto di rispondere in Aula sono tutti segnali di un Governo debole e bugiardo. Piano piano la verità arriva. Servono coraggio, pazienza e tenacia. Chi mi conosce sa che su questi temi io non mollo, fossi anche l’ultimo a combattere per la verità.
Il Ministro Giorgetti annuncia un nuovo carrozzone pubblico per la riscossione dei tributi locali. L’ennesimo strumento per piazzare amici e parenti con la scusa di combattere l’evasione. Parlavano di pace fiscale e ora costruiscono una nuova Equitalia? Non potevano far funzionare meglio ciò che già c’è? No: a loro servono poltrone, stipendi, consulenti. Ecco dove finiscono i soldi delle vostre tasse: in nuovi, inutili, carrozzoni pubblici inefficienti. Ormai il governo Meloni è il Governo tasse e mancette.
Nel frattempo aumenta il debito pubblico e aumenta la pressione fiscale. E le famiglie soffrono in silenzio.
Il Governo libico ha respinto il Ministro dell’Interno della Repubblica Italiana. Massima solidarietà a Matteo Piantedosi. Profonda vergogna per come il nostro Paese gestisce la politica estera e le relazioni internazionali: non ci meritiamo certe figuracce globali
Con Meloni nel 2024 sono aumentati il debito pubblico, la povertà e la lista d’attesa sanitaria. Però, tranquilli, una cosa sono riusciti ad abbassarla: il salario reale delle famiglie. Ecco i DATI UFFICIALI #Istat
La CGIL vuole mettere il lavoro al centro del dibattito. E per farlo polemizza con le mie riforme (anche perché Meloni di riforme non ne fa). Ma sia chiaro: se passa il referendum non torna l’articolo 18, torna la legge Monti. Questa è la verità. L’Enews
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Trump ha dichiarato guerra. È una guerra commerciale, non militare. Ma è una guerra contro tutti. E soprattutto contro l’Europa. Bruxelles deve reagire subito. E utilizzare questa aggressione per ripensare profondamente l’Europa di domani.
Sveglia, Europa: ora o mai più.
Quanto all’Italia, Giorgia Meloni si conferma inadeguata al ruolo. Palazzo Chigi ha insistito per settimane sulla relazione speciale tra Roma e Washington. Abbiamo visto cosa è accaduto: Trump non ci ha neanche ricevuto alla Casa Bianca. E mentre ieri il mondo dell’agroalimentare veniva sconquassato dai dazi, le TV italiane venivano convocate per il Premio “Massari”.
I leader discutono dei dazi, noi facciamo gli show televisivi. È il solito schema: Meloni parla di cose che piacciono alla gente visto che non è capace di gestire i veri problemi delle aziende e dei lavoratori. È perfetta per MasterChef ma non per guidare il Paese. Ci attendono tempi duri, dovremo riscrivere le regole europee, aprire nuovi mercati, imporre contromisure agli americani. Una cosa è chiara: chi diceva che Meloni e Salvini avevano un rapporto speciale con Trump, mentiva. Quante fake news ci hanno raccontato in queste settimane. E quanti italiani ci hanno creduto! Questa destra fa male, fa male a tutti, soprattutto ai lavoratori e alle imprese: forse finalmente il mondo produttivo lo capirà.
Tuttavia rischiamo di pagare un prezzo durissimo: licenziamenti, inflazione, crisi aziendali. Il Governo sembra non rendersi conto della situazione e continua con le frasi fatte. Diranno ancora che i dazi sono un’opportunità? Sono una tragedia, altro che opportunità.
All’Italia serve la globalizzazione, non il sovranismo. Serve l’apertura al mondo, non servono i muri e le chiusure. Servono i politici perché i populisti fanno danni, qui come a Washington.