@francofontana43@AntonellaColoru Dopo Garlaaco il circo senza animali (Infante Nuzzi Panicucci e Co) avrà mica trovato una nuova telenovela da sceneggiare ?
#Minetti
È il periodo più caldo, e più bello, della stagione. Vorremmo godercelo anche noi ma puntualmente, come ogni anno, riceviamo anche alcuni (troppi) insulti frutto di ciò che volenti o nolenti è stato incentivato dall'uso dei social: la facilità di offendere chiunque, tanto chiunque resta sempre impunito.
Ecco una piccola parte di ciò che ci è stato dedicato soltanto negli ultimi dieci giorni:
- "Bast*rdi, perchè non dedicate un post a noi triestini e a quello che stiamo vivendo? Meritate di fallire"
- "Tessitori fa schifo. Siete una pagina di me*da manovrata da Milano e godete se la Virtus perde"
- "Perchè non fate battute anche sui Knicks invece di farle solo sugli Spurs branco di ritardati?"
- "Scrivete solo post sulla Virtus figli di pu**ana? Non so se lo sapete ma l'Olimpia ha vinto GODOOOO"
- "Ma adesso che Verona li ha spazzati via 3-0, siete in lutto? Godo!!! Fortitudini di m*rda!!!! AHAHAHAHAH"
- "FATE SKIFO COGLI*ONI HA VINTO OKLAHOMA GODO SPERO CHE VI CHIUDANO STA PAGINA DA HANDICAPPATIIIIII"
- "Mai una volta che pubblicate qualcosa sul basket femminile. Ma chi gestisce sto sito? Un bimbo di 15 anni misogino e ritardato?"
- "Non scrivete nulla sullo scandalo della squalifica tolta ad Hackett??? Siete dei luridi vermi al soldo della Virtus. Speriamo che la Reyer vi mandi a casa!"
Siamo nati nel 2012. Quattordici anni sono un'eternità sui social. Per me personalmente è stato finora un viaggio incredibile che mi ha permesso di coronare un sogno: parlare sui social del mio sport preferito, usando uno stile comunicativo diverso dal solito (allora), ed usando spesso l'ironia. Ironia che ho voluto sempre usare perchè credo sia possibile ridere a prescindere dalle dinamiche del tifo.
Negli anni abbiamo e ho ricevuto centinaia e centinaia di insulti, minacce, qualcuno ha scritto l'indirizzo di casa dei miei genitori commentando un post, ci è stato detto che siamo una pagina pro-Venezia, pro-Milano, pro-Virtus, pro-Fortitudo, pro-Sassari, pro-Cremona, pro-Trento, pro-Treviso, pro-Lakers, pro-Golden State, pro-New York, pro-Boston, pro-Miami, pro-San Antonio (e non mi dilungo perchè ci sarebbero almeno altre dieci squadre). Da un lato è sintomatico di quando evidentemente siamo imparziali, dall'altro a quel "pro" sono sempre seguiti insulti.
Dopo 14 anni, agli insulti, e al fatto che lo sport ogni tanto faccia uscire il lato peggiore di (quasi) tutti, dovremmo averci fatto l'abitudine. Ma questa minoranza rumorosa, non possiamo farci nulla, ci colpisce. E ci fa restare male.
Come sempre chi insulta, e chi è incivile, viene bannato. Ma ci piacerebbe un giorno non doverlo più fare perchè tutti, come comunità legata ad uno sport meraviglioso, accettiamo una semplice regola: si ride e si scherza su tutto e tutti.
E ci piacerebbe anche un po' più di rispetto per il lavoro che facciamo: se ci insultate perchè non parliamo di Milano nel giorno in cui abbiamo pubblicato un video-documentario su Quinn Ellis sul nostro canale YouTube, se ci insultate perchè non parliamo di basket femminile e due dei nostri ultimi video sono stati dedicati a Giorgia Sottana e Matilde Villa, ci cascano le palle.
Criticate quello che facciamo, quello che scriviamo, una battuta che vi fa schifo, un video che non vi piace, uno stile che non apprezzate. Ricordandovi che non è obbligatorio seguirci, auspichiamo da tutti quelli che invece scelgono di seguirci quello che ormai è diventato utopistico: educazione e rispetto.
Scusate lo sfogo.
Grazie di cuore alla maggioranza a cui non è dedicato questo post.
Da domani torniamo a parlare di basket.
@petergomezblog Metti l’articolo criptato solo per abbonati: ma pensi che qualcuno possa abbonarsi per leggere dichiarazioni che in sede processuale verranno disattese (la Graziella l’ha già fatto da un notaio). A volte la vostra intelligenza rasenta l’idiozia.
Ci teniamo a scusarci perché al momento non abbiamo ancora pubblicato nulla sulle Finals nonostante avessimo visto gara 1-2 live. Allo stesso tempo ci sta a cuore dirvi che pur senza incassare un singolo centesimo dal signore in foto per parlarne bene (logica applicabile a ogni singolo giocatore squadra tematica di cui trattiamo, a maggior ragione su chi spesso abbiamo criticato per attitudine)
1) è l’MVP e il miglior giocatore della serie al momento
2) sta dominando contro Wemby
3) sta difendendo da Dio
4) in attacco salvo davvero 2/3 episodi non ha sbagliato una scelta
5) i Knicks che da gara 3 contro gli Hawks hanno svoltato e cambiato del tutto modo di giocare poggia così tantissimo su di lui hanno forse messo in piedi il più dominante stretch nella storia dei Playoffs
6) tutto questo va detto ad alta voce se si è vista la partita senza il timore di passare per folli o servi dei poteri forti
7) l’intervista post gara 1 e il riferimento alla madre è uno spaccato di umanità, sensibilità e sofferenza da mandare in mondovisione e non da minimizzare o addirittura deridere in quanto portatrice di non si sa quale meglio specificato messaggio di buonismo
8) non era assolutamente scontato che alla sua età ci fosse uno switch del genere nella maturità cestistica e nel focus sui 48 minuti
Bella KAT. Tifiamo di cuore per te.
🎾 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗖𝗹𝗲𝗿𝗶𝗰𝗶, 𝗹𝗼 “𝗦𝗰𝗿𝗶𝗯𝗮” 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗼' 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗻𝗻𝗶𝘀 𝗶𝗻 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮
Da giornalista ho sempre avuto una passione incredibile per la competenza, professionalità e l'inconfondibile stile narrativo del maestro #GianniClerici, scomparso il 6 giugno del 2022.
Perchè a Bellagio, sul lago di Como, a 91 anni non ci lasciava solamente un esperto mondiale di questo sport, ma un intellettuale che aveva saputo raccontare il #tennis come pochi altri.
Clerici, da ragazzo, fu uno dei migliori prospetti italiani della sua generazione.
Vinse dei titoli nazionali giovanili nel 1947 e nel 1948 e partecipò alla prestigiosa Coppa De Galea nel 1950.
Non raggiunse i vertici assoluti da tennista, ma visse esperienze che avrebbero segnato tutta la sua vita.
Nel 1953 entrò nel tabellone principale di Wimbledon, il tempio del tennis mondiale, e l'anno successivo partecipò al Roland-Garros.
Esperienze che gli fecero comprendere quanto il tennis non fosse soltanto uno sport, ma una cultura, una storia, un linguaggio, un teatro umano.
Già nei primi anni '50 iniziò a scrivere.
Collaborò con la "La Gazzetta dello Sport" e poi con altre importanti testate italiane, fino a diventare una delle firme di punta de "La Repubblica".
Per oltre settant'anni raccontò il tennis, in maniera sublime, con articoli, reportage, libri e indimenticabili telecronache. Scrisse più di 6.000 articoli e numerose opere dedicate.
Il suo capolavoro, "500 anni di tennis", è considerato da molti una delle opere più complete mai pubblicate sulla storia di questo sport.
Clerici amava definirsi "lo #Scriba".
Non il protagonista, non il campione, ma colui che osserva e racconta.
E che portarono a piccoli racconti letterari con il tennis come sfondo.
Molti appassionati, come me, ricordano quelle cronache insieme ad un altro grande come Rino Tommasi, nelle quali si passava dal commentare un punto giocato a un aneddoto su un torneo degli anni Trenta o a una riflessione letteraria.
E nel 2006 ecco il riconoscimento più prestigioso della sua carriera: l'ingresso nella International "Tennis Hall of Fame" di Newport per aver custodito e tramandato la memoria del tennis mondiale.
Arrivando alla conclusione, posso dire che Clerici apparteneva a una generazione che vedeva il #giornalismo come un atto di conoscenza prima ancora che di informazione.
Per lui il tennis era un pretesto per parlare dell'uomo. Delle sue vittorie, delle sue fragilità, del tempo che passa.
E questo è il motivo per cui la sua figura continua a essere così amata, da appassionati di tennis e non solo.
Non raccontava chi aveva vinto una partita.
Raccontava perché quella partita meritasse di essere ricordata.
🗣️ 𝗗𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝘆
Il giornalismo sportivo di oggi riesce ancora a trasformare una cronaca in cultura, come faceva lo "Scriba" del tennis?
Foto Credits: Sky Sport
#LaStoriaDelTennis
Marotta, presidente dell’Inter, dichiara:”…voglio la Champions con l’Inter poi andrò in pensione…”
Ora capisco perché il governo tende ad allungare l’età pensionabile…
#autoironiainterista
Negli ultimi 5 anni a Milano sono cambiati 47 giocatori, 23 stranieri, una manciata di dirigenti, alcuni preparatori, 2 allenatori, 9 maglie, gli obiettivi, e i prezzi del gin tonic in centro.
Uno dei pochi punti fermi è stato un dottore in Matematica, laureatosi durante una trasferta di Eurolega e l'altra con una tesi dal titolo "Il piano proiettivo reale e la superficie romana di Steiner", che ogni estate lascia l'Italia per volare in Tanzania per occuparsi della sua associazione che costruisce scuole e alloggi per i ragazzi del posto, garantendo loro un'istruzione e un futuro migliore.
Uno che, al di là del tabellino, è più costante di un rimprovero di tua madre quando non rientri il sabato sera all'ora stabilita.
Uno che in stagione ha tirato col 70% da due, uno che nei playoff sta tirando col 100% da due e il 44% da tre, che difende per tre, e che fa il lavoro sporco per tutti.
Uno che poco fa ha conquistato l'ennesima occasione di giocare una finale Scudetto.
In matematica la costante è un numero reale o complesso fisso e ben definito che non varia al variare delle grandezze in esame.
All'Olimpia Milano è Pippo Ricci.
@parallelecinico Missione e’ la parola giusta; pensavo a un 4-1 a favore degli Spurs (squadra giovane con un futuro meraviglioso), rivedo il mio pronostico e dico Knicks 4-0.
Sarà una calda estate a New York City.