Essere intelligenti è una maledizione.
Capisci il gioco.
Osservi le menzogne.
Riconosci gli schemi.
Ma devi comunque fingerti stupido per sopravvivere.
Arthur Schopenhauer
#BuongiornoATutti
Dopo la clamorosa esclusione del documentario su Giulio Regeni, ritenuto dagli esperti nominati dal ministro Alessandro Giuli non meritevole di ricevere alcun finanziamento pubblico si sono dimessi due membri della commissione https://t.co/Xux5qIp0hX
Buonasera senatore, vorrei fallire come Bizzarri, il cui conto in banca credo sia superiore persino al suo. Però, lavorando. Detto questo, la ringrazio per le belle parole a difesa della Repubblica. Le spiego: mio padre, per colpa di quelli con la sua Storia politica, si è fatto un anno e mezzo in un campo di concentramento nazista. A me tocca al massimo prendere qualche insulto che la qualifica davanti a tutti. In democrazia. Che abbiamo tanta voglia di tenerci stretta. Un saluto cordiale.
ANCHE CROSETTO TIENE FAMIGLIA
La famiglia di Guido Crosetto si trovava a Dubai in vacanza. Il ministro della Difesa della Repubblica Italiana, venerdì 27 febbraio, è salito su un volo di linea da Roma per andare a prenderla. Sabato mattina Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran. Missili su Teheran, su Isfahan, su mezza regione del Golfo. Dubai compresa, con un impatto su Palm Jumeirah, quattro feriti, l’aeroporto chiuso, lo spazio aereo sigillato. Crosetto è rimasto lì, bloccato come un qualsiasi turista con il trolley in mano e il volo cancellato sul tabellone.
Questo è il fatto. Nudo, semplice, verificato da ANSA, Reuters, Fatto Quotidiano, Il Post. Adesso le domande.
La prima è ovvia: i servizi di intelligence italiani non avevano sentore di nulla? Un’operazione pianificata, secondo fonti israeliane citate da NBC News, “per migliaia di ore” tra Washington e Tel Aviv. Un attacco che lo stesso Crosetto, intervistato al Tg1 poche ore dopo, ha definito “non sorprendente, anche nelle tempistiche”. Fermiamoci un secondo su questa frase. Non sorprendente. Neanche nelle tempistiche. Lo dice l’uomo che ventiquattr’ore prima si è imbarcato per Dubai. O mentiva al Tg1 per darsi un tono, o sapeva e ci è andato lo stesso. In entrambi i casi il quadro è devastante. Il governo tedesco ha confermato di essere stato informato in anticipo. Salvini ha ammesso che l’Italia è stata avvisata “quando l’attacco era già iniziato”. Tajani ha detto di aver ricevuto la telefonata dal ministro degli Esteri israeliano ad attacco partito. L’alleato che ti avvisa a cose fatte. I servizi che non producono un’informativa abbastanza urgente da suggerire al ministro della Difesa di non salire su un aereo per il Golfo Persico alla vigilia dell’escalation più grave degli ultimi decenni.
La seconda domanda riguarda il giudizio, quello politico e umano. Anche ammettendo che l’intelligence non avesse certezze sulla data, chiunque segua la situazione mediorientale, anche solo leggendo i giornali, sapeva che l’attacco era questione di giorni. Trump lo aveva detto apertamente. Le trattative erano saltate. Il linguaggio diplomatico aveva lasciato il posto a quello militare da settimane. Il ministro della Difesa di un Paese NATO con contingenti in Kuwait, in Libano, nel Golfo, con navi nella missione Aspide nel Mar Rosso, decide che è il momento giusto per un weekend a Dubai a recuperare moglie e figli dalla vacanza. Ecco, questa è la misura dell’uomo e del politico. Anche Crosetto tiene famiglia, del resto. Le priorità sono chiare.
La terza domanda è sui mezzi. Le fonti governative si sono affrettate a precisare: volo civile, andata e ritorno. Prendiamolo per buono. Il che solleva un altro problema: il ministro della Difesa viaggia senza alcuna copertura operativa, senza un piano di rientro alternativo, senza un corridoio garantito? Se fosse scoppiata un’emergenza che richiedeva la sua presenza fisica a Roma nelle ore immediatamente successive, come sarebbe rientrato? Con un volo ITA da Dubai, lo stesso volo che è stato cancellato? La domanda non è retorica. È procedurale. Un ministro della Difesa ha protocolli di mobilità che prevedono scenari di crisi. Se li ha usati, perché non ha funzionato nulla? Se non li ha usati, perché?
Crosetto stamattina ha partecipato in videoconferenza al vertice di Palazzo Chigi. Ha scritto su X che segue la situazione “con la massima attenzione”. Ha parlato con il Capo di Stato Maggiore, con il Comandante del COVI. Tutto molto professionale, tutto molto da comunicato stampa. Il punto è un altro: mentre i missili iraniani colpivano la base che ospita i militari italiani in Kuwait (danni ingenti alla pista, soldati nel bunker, per fortuna nessun ferito), il loro ministro era in un hotel a Dubai a cercare di capire quando avrebbe riaperto l’aeroporto. Non c’è videoconferenza che possa cancellare questa immagine.
Non è una questione di forma. È sostanza, credibilità, serietà istituzionale. Un ministro della Difesa non può trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non in una fase come questa. L’immagine del responsabile della sicurezza nazionale bloccato a Dubai con la famiglia in vacanza mentre il Medio Oriente prende fuoco è qualcosa che nessun comunicato può aggiustare.
C’è poi un livello più profondo, che riguarda il rapporto dell’Italia con i suoi alleati. La Germania viene informata in anticipo. L’Italia no, o almeno non in tempo utile. Questo dato, da solo, racconta più di qualsiasi analisi geopolitica lo stato reale della nostra rilevanza nel quadro atlantico. Siamo alleati di serie B, tollerati, non consultati. Crosetto bloccato a Dubai è la metafora perfetta: il Paese che arriva sempre dopo, che scopre le cose quando sono già successe, che gestisce le emergenze in videochiamata dalla hall di un hotel negli Emirati.
Se questo governo avesse un minimo di decenza istituzionale, Crosetto dovrebbe quanto meno delle spiegazioni pubbliche, circostanziate, verificabili. Non un post su X con la formula “seguo con la massima attenzione”. L’opposizione, se esiste ancora, dovrebbe chiederle. Il Parlamento dovrebbe pretenderle. Perché qui non si tratta del weekend di un privato cittadino. Si tratta del ministro della Difesa di un Paese in guerra fredda permanente, con soldati sotto il fuoco in Kuwait, che si è fatto trovare dall’altra parte del mondo nel giorno peggiore possibile.
Nessuno gli ha detto niente. O qualcuno gli ha detto qualcosa e lui ci è andato lo stesso, perché anche Crosetto tiene famiglia. Scegliete voi quale delle due versioni sia più grave.
Ci sono pochissime persone nel panorama politico italiano attuale che genuinamente stimo e che dimostrano, ripetutamente, di essere eticamente persone di principio.
Una di queste è Sergio Mattarella, sempre dalla parte giusta. Tremo al pensiero di ciò che arriverà dopo.
La prossima volta (se ci sarà una prossima volta) andate a votare razza di idioti che anche la coalizione di centrosinistra più di merda che si possa concepire profuma di mughetto al confronto con questa roba qua
Condivido perché in un organismo privato partecipa il presidente del consiglio che rappresenta , ahimè , gli italiani senza un previo dibattito parlamentare ?
Chiedo: ma la premier #Meloni può decidere di far partecipare l' Italia ad un organismo privato come il Board of Peace senza un dibattito parlamentare? Non conta se sia paese osservatore o membro. Non è un fatto personale far parte di un Comitato di affari privato.
Sarebbe interessante capire perché , stando a quello che riferisce Fiorello, la Rai impedisce di pubblicizzare in Rai l’Iban dedicato dalla Regione Sicilia alla raccolta fondi per le popolazioni investite dal ciclone Harry ! ? Ma sto razzismo perche? #rai