@DBking85 L'IA non ha creatività, è un frullatore che mixa le informazioni Non ha nulla a che vedere con la genialità, con l'intuizione, con le sensazioni che sono prerogativa dell'uomo, dell'artista, dell'anima.
Secondo una leggenda, la Verità e la Menzogna un giorno s’incontrarono. La Menzogna disse alla Verità: “Oggi è una giornata meravigliosa!” La Verità guardò verso il cielo e sospirò, perché la giornata era davvero bella. Trascorsero molto tempo insieme, arrivando infine accanto a un pozzo. La Menzogna si rivolse allora alla Verità e disse: “L’acqua è molto bella, facciamo un bagno insieme!” La Verità, ancora una volta sospettosa, si accertò riguardo le condizioni dell’acqua e si rese conto che era davvero molto bella. Si spogliarono e iniziarono a fare il bagno. Improvvisamente la Menzogna uscì dall’acqua, indossò i vestiti della Verità, e fuggì via. La Verità, furiosa perché le furono sottratti gli abiti, uscì dal pozzo e corse dappertutto per trovare la Menzogna e riprendersi i vestiti. Il mondo, vedendo la Verità nuda, distolse lo sguardo, con disprezzo e rabbia. La povera Verità ritornò quindi al pozzo e scomparve per sempre, nascondendo in esso la sua vergogna. Da allora, la Menzogna vaga in tutto il mondo, vestita come la Verità, soddisfacendo i bisogni della società, perché il Mondo, in ogni caso, non nutre alcun desiderio di incontrare la Verità nuda. «Della Verità nulla sappiamo, perché la Verità è in un pozzo» – (Democrito)
Dipinto: Jean-Léon Gérôme, “La nuda verità esce dal pozzo“.
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FRANCIA:LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI E ALLEVATORI SALE IN TUTTA LA FRANCIA!
MIGLIAIA DI TRATTORI IN STRADA,È CHIARO CHE L'OBIETTIVO DELLA PROTESTA E BRUXELLES ALLA SEDE DELLA UE MARCIA E CORROTTA!
#MOVIMENTONESTI
Questo infiammerà la situazione! Gli agricoltori ci andranno a nozze ascoltalo!
➡️ Nel bel mezzo di una rivolta agricola, il Comitato scientifico consultivo europeo sul cambiamento climatico ha appena chiesto “una tassa sul carbonio di origine agricola”!
Vale a dire una nuova tassa per i nostri agricoltori! 🤦
“In nome del clima”…Che barzelletta, anche se l’UE sta moltiplicando accordi di libero scambio ultra-inquinanti con tutta la Terra!
(vedi: https://t.co/G7SBIBGUBT… )
Questi “esperti” dell’UE ritengono che “la PAC sia troppo volontaria” e che ora dobbiamo “limitarla” e reprimerla!
Sistema infernale che vuole uccidere la nostra agricoltura nazionale!
➡️ Distruggiamo l'UE prima che sia lei a distruggere noi, in fretta! #FrexitVite
Questa UE sta implodendo
Una storia che andrebbe raccontata in continuazione. Testimonianza di qualità umane e tecniche che purtroppo nel nostro Paese si sono attenuate nel tempo.
“È il 1962 e siamo ad Ivrea, in provincia di Torino, il capoluogo dli provincia del Piemonte. Il genio visionario Adriano OLIVETTI è già morto e la successione dell'azienda viene affidata a suo figlio Roberto. Nell'azienda c'è un ingegnere di nome Pier Giorgio Perotto, che ha un’idea geniale, degna del grande Adriano: costruire una macchina per elaborare dati che offra autonomia funzionale e che quindi abbia dimensioni ridotte in modo da poter stare in ogni ufficio. Una macchina programmabile, dotata di memoria, flessibile e semplice da usare.
Perotto mette su un team di giovani ingegneri: sono Giovanni De Sandre, Gastone Garziera, Giancarlo Toppiche. I quattro lavorano su questo progetto che qualcuno definisce “impossibile” per l'epoca, considerando che ffino a quel momento i computer erano grandi come stanze e utilizzabili solo da esperti programmatori.
Un anno dopo il team è riuscito a sviluppare un primo rudimentale prototipo che chiamano “Perottina”. Purtroppo la Olivetti sprofonda in una crisi finanziaria profondissima, entrano nuovi soci e non capendo le potenzialità enormi che aveva il reparto Elettronico dell'azienda, lo svendono all'americana General Electric con tutti i brevetti. Secondo loro nessuna azienda europea può entrare nel mercato dell'elettronica. Dicono che non fa per loro, che non sono in grado e per questo genere di progetti ci sono gli americani. Una visione decisamente miope e masochista.
Perotto, tuttavia, riesce a evitare il trasferimento e prosegue, dimenticato dal resto dell'azienda che oramai si occupa d'altro, con il suo progetto visionario, facendo progettare il design della macchina a Mario Bellini, un famoso designer dell'epoca.
È il 1965 e siamo a New York. Il prototipo definitivo della “Programma 101” è finalmente pronto e in occasione del BEMA, ovvero il Salone delle Macchine per l’Automazione dell’Ufficio, la fiera piu' importante dell'epoca, viene presentato al grande pubblico. Questo primo PC ebbe un successo pazzesco e stavolta, a giudicarlo, non erano pià i capi d'azienda, che ben poco capivano di elettronica, ma le persone comuni. Tutti si chiedevano dove fosse il cavo che collegasse quella bellissima macchina a un “vero computer”: nessuno poteva credere che era quello il computer stesso.
Il costo passò da 100.000 dollari dell'epoca di un computer tradizionale a poco più di 3.200 dollari. Tutti ne volevano uno e anche la NASA ne acquistò diversi esemplari.
Purtroppo però in Olivetti, a parte il gruppetto di Perotto, non c'erano più i tecnici e gli ingegneri elettronici indispensabili sia per progettare ulteriori sviluppi del prodotto, sia per organizzare una rete commerciale in grado di vendere un prodotto ben diverso dalle macchine per scrivere o da calcolo.
L’Olivetti cercò di richiamare tecnici e ingegneri che erano finiti alla OGE, ovvero alla General Electric, dove lavorano per gli americani, ma ci voleva tempo per ricostruire le competenze andate perdute, e l’industria americana, che aveva colto l’importanza delle novità introdotte dalla P101, non perse tempo per imboccare la stessa strada.
Il resto è storia.”
(Via @Frenkie_Woody )
"A 40 anni Franz Kafka, che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. La bambina e Kafka cercarono la bambola senza successo. Kafka le propose di incontrarsi di nuovo lì il giorno dopo, per tornare a cercarla insieme.
Il giorno seguente, non avendo ancora trovato la bambola, Kafka consegnò alla bambina una lettera "scritta" dalla bambola che diceva: "per favore, non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure."
Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka. Durante i loro incontri, Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.
Alla fine Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.
“Non assomiglia affatto alla mia bambola", disse la bambina. Kafka le consegnò allora un'altra lettera in cui la bambola scriveva: "i miei viaggi mi hanno cambiato”. La bambina abbracciò la nuova bambola e la portò a casa tutta felice.
L’anno seguente Kafka morì.
Molti anni dopo la bambina, oramai adulta, trovò un messaggio dentro la bambola. Nella breve lettera firmata da Kafka c‘era scritto: "tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo."
("Kafka e la bambola viaggiatrice”, di Jordi Sierra I Fabra)
#Kafka #letture #bellezza
Agricoltori: la terra per noi è vita le cavallette se le mangiano loro
Ho 60 anni e mi trovo a chiedere cosa ho sbagliato nella mia vita? Perché non vogliono il mio prodotto, non vogliono il mio latte, la mia farina, ma la vogliono SINTETICA
CI STANNO AFFOSSANDO È ALTO TRADIMENTO
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L'AUSTRIA FA SUL SERIO E VUOLE A USCIRE DALLA UE MARCIA E CORROTTA!
FRENETICHE TRATTATIVE SOTTO TRACCIA PER FARLI DESISTERE,MA GLI AUSTRIACI PARE ABBIANO DECISO! SE L'AUSTRIA ESCE LA GERMANIA LO SEGUIRÀ,SONO LO STESSO POPOLO! #MOVIMENTONESTI#MOVIMENTONESTI
Ti ho cercata ovunque,
consumando il giorno
che si spegne mesto,
ho guardato ogni dove
dentro l'oscurità
tra le fiamme della mia anima
pur di incrociare il tuo sguardo,
e mi sono perso
in un anfratto della sera
dove neanche la luna
può darmi la luce
#Buongiorno#18gennaio
Vi siete mai chiesti cosa significa Abracadabra?
Da bambini avrete certamente sentito questa parola. Non tutti sanno sanno però che deriva dall'aramaico Avrah KaDabra: «io creo quello che dico». Che cosa significa? Che le parole creano la realta. Non c'è pensiero senza parole. E senza pensieri non esistono pensieri critici. Pensate che cinquant'anni fa un ginnasiale conosceva in media 1600 parole; oggi non ne conosce più di 500. È una cosa grave, si domanderanno alcuni?
Ecco, ricordate le sirene del mito Ulisse? Con il loro canto seducono i marinai e li spingono a gettarsi in mare. Perché ci riescono? Perché le loro parole sono così persuasive che riescono ad ingannare gli uomini. O ricordate il latinorum di Don Abbondio, il linguaggio forbito dell'Azzeccagarbugli?
Tutti questi personaggi hanno una cosa in comune: distraggono, sviano, ingannano. Ma riescono ad avere la meglio sugli altri perché sanno parlare.
Quando prendo in mano un giornale o leggo un libro pubblicato recentemente, mi prende proprio una gran rabbia. Perché questi libri e questi articoli sono scritti come se noi lettori avessimo cinque anni e fossimo tutti preda di un istupidimento collettivo! Ma l'importante è che siano facilmente comprensibili! Sbagliato! Perché oggi, non mi stancherò mai di ripeterlo, i ragazzi hanno bisogno di conoscere più parole, perché non puoi esprimere ciò che hai dentro, non puoi avere un pensiero critico, non puoi dare voce al tuo dissenso se non hai le parole per farlo. E non soltanto i ragazzi ne hanno bisogno.
E a coloro che sostengono la necessità di semplificare il linguaggio e di abolire la punteggiatura, voglio rispondere con questa frase del poeta Julio Cortàzar: «Se l'uomo sapesse realmente il valore che ha, la donna andrebbe continuamente alla sua ricerca.» Però se adesso sposto la virgola dopo la parola donna, una semplice virgola che molti reputano inutile come lo studio della grammatica e della letteratura, guardate come cambia la frase: «Se l'uomo sapesse realmente il valore che ha la donna, andrebbe continuamente alla sua ricerca.»
Guendalina Middei
Demetrio Cosola, Il dettato
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