Kylian Mbappé.
📌He grew up in the banlieues and is not ashamed of it.
📌He stands against the far right.
📌He does not hold back when speaking out against racists.
📌He refuses to appear in betting advertisements.
“Chiunque abbia prestato servizio nelle forze armate israeliane a Gaza dall'ottobre 2023 dovrebbe essere considerato indagato per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e crimine di genocidio".
Chris Sidoti, Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Palestina.
Inclusi i mille cittadini italiani che si sono arruolati nell’esercito criminale israeliano.
La complicità dell’Italia va oltre la fornitura di armi.
Filistin'de bir Ortodoks Yahudi:
"Osmanlı İmparatorluğu döneminde Filistinliler bizim en iyi komşularımızdı; birlikte huzur içinde yaşardık, yemek pişirirdik.
Siyonizm bu barışı yok etti."
La Chiesa dà una bella strigliata all’Unione Europea: sulle “guerre giuste” intraprese e sul doppio standard che consiste in sanzioni e armi contro i nemici, ma non per gli alleati “che fanno guerre anche peggiori”
La notizia non è da poco, ma passa quasi inosservata sulla grande stampa
Il Fatto Quotidiano ha il merito di metterla in prima pagina
@CucchiRiccardo Anche i TG italiani le definiscono ipocritamente "Operazioni" oppure "Nuovi raid" anziché massacri deliberati di civili innocenti.
L'importante è minimizzare, farle sembrare cose normali o addirittura necessarie.
E lo spettatore così passa oltre, meglio il caso Garlasco.
Oggi #Israele ha colpito una tenda di sfollati a Deir Al-Balah, nel centro di #Gaza. Tre le vittime, tra le quali un bambino di otto anni.
L' esercito israeliano ha ammesso "l' operazione" senza fornire dettagli.
#29giugno
Il dottor Liav Goldstein è il direttore sanitario del Servizio penitenziario israeliano. È stato la figure chiave nella supervisione e approvazione dell’uso della fame, torture e stupri sistematici dei prigionieri palestinesi.
E soprattutto nel diniego di cure mediche dopo le torture, gravi abusi barbarici che hanno provocato la morte di 86 detenuti palestinesi.
Sotto la sua direzione ai palestinesi sono stati amputati i loro arti senza anestesia, e perfino i medici palestinesi, come il primario Adnan Al Bursh, sono stati stuprati con un bastone arrugginito, che ne ha causato la morte.
Questo medico israeliano è stato definito dai medici internazionali: “L'angelo della morte" del XXI secolo.
Questa è una parlamentare di fdi
Poi veniteci a dire che questo non è un governo di fascisti nostalgici😡
Naturalmente nel silenzio assordante del @Quirinale
Chiesi al mio comandante cosa fare con i bambini che sentivo piangere. Mi rispose: non fare la femminuccia”. “Uccidevamo tutti, uomini, donne e bambini”. Questa è una delle tante testimonianze di soldati israeliani che hanno prestato servizio non nell’attuale genocidio in corso, ma nel 1967, durante la cosiddetta guerra dei Sei giorni. Un vero e proprio secondo atto della Nakba, dove Israele ha espulso oltre 300mila palestinesi da Gaza, Cisgiordania e dalle Alture del Golan.
“Le vite dei palestinesi non avevano importanza. Potevi uccidere, anzi: ti incoraggiavano a farlo”. Queste parole sembrano descrivere esattamente quello che accade nella Striscia dal 2023. Eppure no, risalgono a decenni prima.
E ancora: “All’inizio - racconta un soldato - non ero propenso ad uccidere gli arabi. Poi però siamo giunti alla conclusione che dovevamo farlo. Abbiamo smesso di vederli come esseri umani. Abbiamo ucciso anche la nostra umanità”.
Ce n’è un’altra, particolarmente attuale:
“Di notte, sparavamo ai palestinesi che attraversavano il fiume Giordano nel tentativo di tornare nelle loro case”. Esattamente quello che fa oggi l’esercito israeliano con chiunque attraversi la linea gialla a Gaza.
L’ultima: “Abbiamo trasformato il Sinai in un campo di sterminio”. Sono le esatte parole che utilizza un soldato israeliano in una lettera indirizzata alla sua fidanzata.
Tutte queste testimonianze sono state raccolte e pubblicate già nel 1970, in un libro di Avraham Shapira. Ma il loro contenuto non ha mai trovato spazio nella coscienza nazionale israeliana. “Israele - annota il giornale israeliano Haaretz - ha riscritto totalmente quanto accadde nel ’67”.
La verità è che ciò a cui stiamo assistendo oggi è solamente l’ultimo capitolo di una lunga pulizia etnica, che dura da ottant’anni. È il suo terribile proseguo.
E mentre milioni di palestinesi - si legge su Middle East Eye - sono chiusi in un campo di concentramento, anche l’Occidente ha le sue prigioni. Senza sbarre visibili, sono “prigioni di ignoranza e complicità, o di conoscenza e impotenza”.
«Le leggi sono sempre utili a chi possiede e dannose a chi non ha niente; ne segue che lo stato sociale è vantaggioso agli uomini solo quando tutti possiedono qualcosa e nessuno ha troppo.»
Ricordando Jean-Jacques Rousseau, nato il #28giugno 1712.