Friendflation... l'ennesima parola d'oltreoceano per dire che avere una vita sociale costa sempre di più. Ma stiamo parlando di un certo tipo di "vita sociale", perché la nostra società ha ormai diffuso degli standard di comportamento alquanto demenziali che hanno creato
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The energy and POV camera work in this skating scene from Strange Days is incredible. Shot back in 1995 with custom-built cameras before today's technology even existed, it’s an absolute cinematic masterpiece.
da difficoltà finanziarie croniche. Il capitalismo disumanizza tutti, trasformando i poveri in criminali e i piccolo-borghesi in assassini, pur di difendere la propria proprietà.
2004, paola barale e raz degan girarono il loro 'film privato' e lo vendettero a mediaset, che lo mandò in prima serata su italia 1.
prima dei social, prima di instagram.
L'arbitro olandese Bas Nijhuis era uno dei colleghi più vicini a Rob Dieperink, l'arbitro 38enne trovato morto in casa sua a Borculo, un paese dell'Overijssel. È stato intervistato in una trasmissione, e ciò che ha detto ha lasciato su di me un'enorme impressione.
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Cinque anni fa, oggi, se ne andava Libero De Rienzo. Credo che sia importante scriverne e ricordarlo per ragioni diverse. Innanzitutto per l'attore straordinario che era e che, grazie ai film in cui ha recitato, è ancora: questa sua indolenza leggera, mai morbosa, questa sua ironia sospesa e caustica; questa sua capacità straordinaria di evocare con un gesto, una strizzata d'occhio o una scrollata di spalle, una sofferenza enorme, inclassificabile, impossibile da contenere con le parole; e poi la saggezza pratica della messa in scena, dell'essere sé stesso mentre era chiamato a interpretare qualcos'altro.
De Rienzo era un talento raro, fumantino, irrequieto. Ed elegantissimo. Mi ricordo di certe chiacchierate, dopo una presentazione di diversi anni fa del primo Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, in cui si parlava di lui e del modo in cui fumava e teneva la sigaretta. Sembrano piccole cose, e forse lo sono. Eppure danno un'idea più o meno precisa del fuoco che si celava sotto i carboni ardenti e che lo riempiva. È importante ricordarlo e parlarne perché De Rienzo, con la sua carriera, era riuscito a tracciare un percorso preciso, forse per certe cose altalenante, fatto di libertà e consapevolezza, di carica emotiva e padronanza fisica.
Era un fuoriclasse, De Rienzo. Un fuoriclasse di movimenti e intenzioni, di poesia e ferocia. Potrei fare l'ennesimo elenco dei film in cui ha recitato e delle cose che ha fatto, ma non credo che sia il caso. E non perché siano film e cose che non meritano di essere citati. Ma perché oltre a tutto, oltre al singolo progetto e alla singola interpretazione, rimane sempre lui, sempre De Rienzo, sempre Picchio.
Un bravo attore è quell'attore che si infila tra le pieghe della storia, si affida alla regia e alla sceneggiatura, crede in quello che fa, e ciò nonostante riesce a rimanere sé stesso. Non completamente nascosto ma comunque riconoscibile. Perché ci mette del suo, in quello che dice e nei gesti che compie. Perché attinge alla sua vita prima ancora che al copione. E può sembrare un miracolo, una specie di magia. Ma alla fine la verità è solo una: la recitazione è un gioco. E De Rienzo era un grande, grandissimo giocatore.
Il presidente della Federazione senegalese: “Il nostro dottore che è con noi da 10 anni, e che è stato anche ai Mondiali, è un ginecologo e non ha i requisiti. Ce ne siamo accorti tardi” 😱😳