@FrenkieWoody Io a scuola non li ho mai visti, e dire che ho frequentato 13 anni, comunque andai volontario nella folgore perché ero già paracadutista civile a 18 anni, non per partito preso o altro, l’educazione la devono dare i genitori non lo Stato ne’ l’esercito.
Zero deficit per la sanità, miliardi per le armi: il paradosso della Manovra 2027.
Ci dicono che non ci sono soldi. Ci dicono che la nuova Legge di Bilancio deve essere improntata all'estrema prudenza, blindata dal dogma dello "zero deficit per le nuove misure".
Ma la verità è che l'austerità, in Italia, è una scelta selettiva.
Mentre si raschia il fondo del barile e si tassa il settore bancario per finanziare microscopici sgravi Irpef, mentre gli ospedali pubblici collassano per mancanza di personale e i cittadini rinunciano a curarsi, i finanziamenti al riarmo e alla difesa continuano a viaggiare su binari privilegiati.
Il debito pubblico ha sfondato la barriera dei 3.200 miliardi di euro, ma le priorità politiche sembrano scollegate dai bisogni reali del Paese.
Siamo prigionieri di una logica bellicista e di vincoli internazionali che ci impongono di inseguire il target NATO del 2% del PIL per le spese militari, proprio mentre l'economia reale arranca.
Ogni miliardo investito in sistemi d'arma avanzati è un miliardo sottratto alle scuole che cadono a pezzi, ai trasporti pubblici locali e alla transizione industriale di cui avremmo disperato bisogno per non perdere competitività.
La difesa della patria si fa innanzitutto garantendo la dignità sociale, la salute e il futuro dei propri cittadini. Continuare a finanziare la corsa agli armamenti in un contesto di rigida austerità non è lungimiranza geopolitica: è miopia sociale.
È tempo di invertire la rotta. Meno spese militari, più investimenti nel welfare.
L'Italia ha bisogno di una visione di pace e sviluppo, non di una contabilità da economia di guerra sulla pelle dei cittadini.
🇮🇹 FOGGIA, AGRICOLTORI E AUTOTRASPORTATORI IN PROTESTA. MA I TG NAZIONALI DOVE SONO?
Il caro carburante mette in ginocchio chi lavora. A Foggia agricoltori e autotrasportatori protestano, bloccano le strade e chiedono risposte concrete.
Eppure, sui grandi telegiornali nazionali, questa protesta sembra trovare ben poco spazio.
Quando protesta chi produce, trasporta e manda avanti il Paese, il silenzio dell’informazione fa ancora più rumore.
La politica ascolti, i media raccontino.
Solidarietà a chi lavora e non riesce più a sostenere i costi.
Condividiamo la loro protesta:
non lasciamoli soli. 🇮🇹 👇
@231Bonneville@FrenkieWoody Quando ero a Pisa io ne sono morti 3 in un anno, c’è chi non è fatto per la vita militare, a parte gli imbecilli ci sono anche quelli fragili.