La parte finale del monologo di #Scurati, letta da @Pennacchiiiii. Leggiamolo, questo monologo, condividiamolo tutte e tutti.
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E grazie, Andrea.
La parte più meschina e rivelatrice della cancellazione del monologo di Scurati è il tentativo di farla passare per una cosa di soldi, 300 euro in più su cui non ci si è messi d'accordo, è questo il livello del dibattito in Italia, come i conti scritti a penna su una tovaglia unta. È chiaro che non è stata Meloni a far cancellare niente, forse è pure in imbarazzo, noi ci pensiamo come una provincia isolata dal mondo, che comincia e finisce a Saxa Rubra, ma siamo il paese che tra due mesi organizza il G7 e vederlo comportarsi come l'ultima delle autocrazie fa effetto.
Il monologo è saltato per quel misto di terrore e conformismo che si è sempre respirato in Rai e che si è adattato ai personaggi nuovi a cui rispondere. Il tratto caratteriale distintivo di questa destra non è nemmeno la volontà di reprimere, ma quei complessi di inferiorità trascinati per decenni, oggi trasformati in programma politico, in una personalità, in un modo di stare al mondo e guidare un paese. L'antifascismo, la Resistenza, la liberazione sono l'ultima storia nobile collettiva, una nobiltà dalla quale colonnelli, gabbiani e pipistrelli (i soprannomi dentro Fratelli d'Italia meriterebbero un bestiario a parte, monologhi che ascolterei) saranno sempre esclusi, per scelta e per storia. Quindi tendono ad agitarsi, quando arriva il 25 aprile, è più forte di loro, potrebbero ignorare tutto, ma non ce la fanno, non sono abbastanza intelligenti e certi tic sono troppo radicati.
E quindi si agita la Rai che, salvo isole di libertà costruite intorno a singole personalità, da tempo è diretta come una macchina che deve produrre obbedienza. L'esigenza di Meloni e dei suoi è di essere protetti dal loro stesso complesso di inferiorità, che non gli è passato nemmeno dopo un anno e mezzo di governo, che non gli passerà mai, anche perché non hanno altro da mettere al suo posto, estranei al passato condiviso come al futuro che sarebbero lì per costruire. «Lo scrittore antifascista voleva 300 euro in più» è perfetta per i tempi che corrono, potrebbe averla inventata Bulgakov, volevano cancellare la letteratura sul loro passato oscuro e ne hanno inventata di nuova sul loro presente un po' ridicolo.
La risposta di Antonio #Scurati alla Presidente Meloni, a proposito di ciò che ha scritto su Facebook.
Ecco il testo integrale, così che tutti possano leggerlo:
"Gentile Presidente,
leggo sue affermazioni che mi riguardano. Lei stessa riconosce di non sapere "quale sia la verità" sulla cancellazione del mio intervento in Rai. Ebbene, la informo che quanto lei incautamente afferma, pur ignorando per sua stessa ammissione la verità, è falso sia per ciò che concerne il compenso sia per quel che riguarda l'entità dell'impegno.
Non credo di meritare questa ulteriore aggressione diffamatoria. Io non ho polemizzato con nessuno, né prima né dopo. Sono stato trascinato per i capelli in questa vicenda. Io ho solo accolto l'invito di un programma della televisione pubblica a scrivere un monologo a un prezzo consensualmente pattuito con la stessa azienda dall'agenzia che mi rappresenta e perfettamente in linea con quello degli scrittori che mi hanno preceduto.
La decisione di cancellare il mio intervento è evidentemente dovuta a "motivazioni editoriali", come dichiarato esplicitamente in un documento aziendale ora pubblico. Il mio pensiero su fascismo e postfascismo, ben radicato nei fatti, doveva essere silenziato. Continua a esserlo ora che si sposta il discorso sulla questione evidentemente pretestuosa del compenso. Pur di riuscire a confondere le acque, e a nascondere la vera questione sollevata dal mio testo, un capo di Governo, usando tutto il suo straripante potere, non esita ad attaccare personalmente e duramente con dichiarazioni denigratorie un privato cittadino e scrittore suo connazionale tradotto e letto in tutto il mondo.
Questa, gentile Presidente, è una violenza. Non fisica, certo, ma pur sempre una violenza. È questo il prezzo che si deve pagare oggi nella sua Italia per aver espresso il proprio pensiero?"
@erclab_tweet Riporta Milan e Napoli come esempi che hanno vinto e sono stati un “ciclo” vincente di una stagione. Se sei fortunato una stagione la puoi anche portare a casa, ma poi l’anno successivo non ti ripresenti - vedi Napoli e Milan