“Ha gridato che non mi avrebbe ammazzato solo perché io potevo essere suo padre”.
Queste le parole di uno dei due tassisti protagonisti di un episodio gravissimo di violenza alla stazione centrale di Milano nei confronti di un autista Uber.
Il conducente è stato inseguito, gettato a terra e picchiato a pugni e calci dai due tassisti unicamente per aver fatto il proprio lavoro e risposto alla chiamata di due turiste.
È inaccettabile che nel nostro Paese si arrivi a questi livelli di violenza per difendere un monopolio di fatto, protetto da decenni di politiche conservatrici e da governi incapaci di garantire concorrenza e libertà di scelta ai cittadini.
Le immagini e le testimonianze raccontano di un vero e proprio inseguimento in auto, di un’aggressione brutale, di clienti terrorizzate e di un lavoratore finito in ospedale con 30 giorni di prognosi.
Chi difende questa situazione, chi continua a rinviare una riforma vera del settore, si rende complice di un clima di intimidazione e violenza.
Il governo abbia il coraggio di aprire il mercato, garantire regole chiare e tutelare chi lavora onestamente. Non possiamo più essere ostaggi di questa lobby.
È divertentissimo leggere i no tutto (no ricerca farmaceutica, no innovazioni agroalimentari, no fonti energetiche rinnovabili, no identità digitale, no pagamenti elettronici, no raccolta differenziata ecc.) affermare che "se fosse per i no ponte vivremmo ancora nel Medioevo". 🤭
@bis_meli68094 Trova un altro termine perché anti semita non descrive per niente quanto mi fate schifo tu e quelli che ti vengono appresso.
Sei la feccia dell'umanità.