And in the blink of an eye, the government have gone from “we need to reduce the carbon footprint to save the planet" to "we will build mega AI data centres that massively deplete energy and water supplies”.
Il disastro delle scuole calcio.
“Ma come possiamo oggi far crescere campioni in Italia se non sappiamo allenare i giovani?
Voi andate a vedere come allenano i bambini adesso...
Io ho portato mio nipote al calcio, me ne sono scappato subito!
Allenamenti alle sei e mezza di sera! D’inverno! Mio nipote ha sette anni!
Venti minuti di giri di campo, gli ostacoli, la corda... dopo un’ora che erano stanchi morti, gli hanno dato 10 minuti di pallone!
Oh! Questo si chiama gioco del pallone! Quindi bisogna dare il pallone ai bambini!
Abbiamo rovinato tutto! Tutto!
Dovevamo creare calciatori con i super fisici, come le nazionali del nord che sono forti fisicamente...
A noi sarebbe bastato continuare a giocare col pallone!
Mio nipote l’ho portato a casa e non l’ho più fatto andare agli allenamenti!
Pensate che i bambini pagano 350/400 euro all’anno per giocare a pallone... ma senza pallone!
Ai miei tempi si giocava davvero a pallone ed era gratis!” Sandro Mazzola.
Oggi ho letto di un orangutan di Sumatra che, ferito al volto, ha fatto qualcosa che dovrebbe far riflettere profondamente la nostra specie. Gli scienziati che lo hanno studiato lo hanno chiamato Rakus.
Questo straordinario primate dopo aver riportato una grave ferita alla guancia destra, è stato osservato mentre selezionava una specifica liana medicinale della foresta tropicale, la Fibraurea tinctoria (“Akar Kuning”). Ma non si è limitato a mangiarla.
L’ha masticata lentamente fino a ricavarne una pasta, quindi ha applicato con precisione il succo direttamente sulla ferita aperta, ripetendo il gesto più volte per diversi minuti.
Successivamente ha coperto la lesione con il residuo vegetale, come una vera medicazione.
Nei giorni successivi la ferita si è chiusa senza infezioni.
Lo studio, pubblicato nel 2024 su Scientific Reports dal Max Planck Institute of Animal Behavior, rappresenta il primo caso documentato di un animale selvatico che tratta attivamente una ferita aperta utilizzando una pianta medicinale appropriata.
E forse la questione più importante non è soltanto biologica. Perché episodi come questo incrinano ancora una volta l’antica arroganza dell’uomo di sentirsi “padrone” assoluto del mondo naturale.
Troppo spesso abbiamo immaginato gli animali come esseri inferiori, guidati soltanto da automatismi ciechi, dimenticando che la Natura custodisce forme di intelligenza molto più profonde, antiche e sottili di quanto il nostro orgoglio sia disposto ad ammettere.
Infatti l’orangutan non sta “imitando l’uomo”. Sta semplicemente vivendo secondo una sapienza inscritta nella vita stessa.
Forse è proprio questo che oggi ci emoziona tanto: scoprire che la distanza tra noi e il resto del vivente non è così assoluta come abbiamo creduto.
Gli animali non cercano di dominare il pianeta. Lo abitano.
E forse la vera superiorità non consiste nel conquistare la Natura, ma nel riuscire a restare in armonia con essa senza distruggerla.
La notizia più potente di questa tragedia non è soltanto il recupero dei cinque italiani morti alle Maldive.
È un’altra.
Gli speleo-sub finlandesi che hanno affrontato il buio della grotta… hanno chiesto di non essere pagati.
Fermatevi un attimo a pensare a questo.
Sono entrati in uno dei luoghi più pericolosi al mondo.
Hanno rischiato la vita tra correnti, profondità e oscurità assoluta.
Hanno visto da vicino ciò che nessuno vorrebbe mai vedere.
E quando tutto è finito, non hanno chiesto soldi.
Niente.
In un’epoca dove molti farebbero qualsiasi cosa per guadagnare visibilità, loro hanno scelto il silenzio.
In un mondo dove quasi tutto ha un prezzo, loro hanno dimostrato che esistono ancora persone che agiscono solo per umanità.
Sami Paakkarinen.
Jenni Westerlund.
Patrik Grönqvist.
Tre persone che ci stanno ricordando cosa significa avere una coscienza, un cuore, un’anima.
Perché riportare a casa quei cinque italiani non era un lavoro qualsiasi.
Era una missione umana.
Era permettere a delle famiglie distrutte di poter dire addio.
Era dare pace a chi era rimasto sospeso tra speranza e disperazione.
Era trasformare un vuoto infinito in un ultimo saluto possibile.
E certe cose non si fanno per denaro.
Si fanno perché dentro di te senti che è la cosa giusta.
Oggi viviamo circondati da gente che urla, ostenta, pretende applausi per qualsiasi cosa.
Poi arrivano persone così.
Persone che rischiano tutto… e non vogliono nulla.
E allora forse l’unica reazione giusta è questa:
stare in silenzio.
E dire grazie.
Grazie Sami.
Grazie Jenni.
Grazie Patrik.
Perché avete ricordato a tutti noi che l’umanità vera esiste ancora. 🌊❤️
- Resilienza
-ONNIVORO O VEGANO TI AVVELENERANNO A TUA INSAPUTA-
Italia ancora una volta trasformata in un laboratorio sperimentale per sieri genici e nuovi OGM.
Cosa arriverà nelle tavole degli italiani?
The Met Gala perfectly embodies everything wrong with our current economic system.
Every year, ghostly billionaires and Hollywood elites strut down the red carpet in outfits that cost more than many Americans’ homes, while millions of working people are forced to choose between paying rent and buying groceries.
Let’s stop pretending this is a “charity event.” The Metropolitan Museum of Art receives roughly $30 million annually in taxpayer funding from New York City and the U.S. government.
This year alone, $25 million in public money went toward major lighting upgrades. The truth is stark: Jeff Bezos’s fortune was built by Amazon warehouse and delivery workers.
The extravagant gowns and art installations are created by underpaid laborers. The museum staff who keep the event running are often paid poverty wages. Yet it is the ultra-wealthy like Bezos and his wife who show up to pose as generous patrons of the arts, using the gala to launder their public image. While Bezos has extracted hundreds of billions, many of his delivery drivers have been reduced to urinating in bottles to meet impossible quotas. The attendees of the Met Gala are not harmless celebrities they are the visible symbols of a predatory economic elite. We should treat them as such, and refuse to support or celebrate the industries and platforms they dominate.
Mick Jagger reveals how Robert Smith ended up on The Rolling Stones' new album:
"I turned up one day to do my vocals in London and there's this bloke standing there with his back to me with his long gown on, and when he turned around he was covered in lipstick.
"I've never met him before and I said, 'You are Robert Smith of The Cure.' And he said, he said, 'Yeah, we've never met.' And then I said, 'Well, while you're here then you'd better go and do something.' That's how collaborations work sometimes. Go out and sing the backing vocal."
During the Nuremberg Trials, Hermann Göring gave an interview to psychologist Gustave Gilbert and said:
“Of course the people don’t want war. Why would some poor farmer want to risk his life in a war when the best he can hope for is to come back to his farm in one piece?
Naturally, people don’t want war. No one wants war in Russia, England, America — not even in Germany. That’s obvious.
But in the end, it’s the leaders of a country who determine policy. And it’s always a simple matter to drag the people along, whether it’s a democracy, a communist state, a parliament, or a fascist dictatorship.”
Gilbert objected:
“But there is one difference in a democracy — the people have a voice through their elected representatives.”
To which Göring replied:
“That’s all well and good, but whether the people have a voice or not, they can always be brought to the bidding of the leaders. That is easy. All you have to do is tell them they are being attacked, and denounce the pacifists for lack of patriotism and for exposing the country to danger. It works the same in any country.”
— Nuremberg Diary, April 18, 1946
Doesn’t it sound familiar?
David Byrne at Coachella: "Not too long ago I read an interview with the actor and director, John Cameron Mitchell, and he said that love and kindness are the most punk things you can do right now.
"It was a little confusing for me; I thought, 'Oh, loud, angry music, love and kindness,' I didn't quite get the connection. And then I realized: yea, he's right. Love and kindness are a form of resistance."
📸: Kevin Mazur / Getty Images
OTD in 1964 Alan ‘Reni’ Wren was born. Without doubt a master on the drums, angelic backing vocalist, plus a multi instrumentalist and supreme song writer, his talent know no bounds.
Wishing him a very Happy birthday
Enjoy this isolated live take of Elephant Stone Valencia 89
LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO #CROSETTO.
Ten. Col. (ris.) incursore
Fabio Filomeni
8 Aprile 2026
Egregio Signor Ministro,
Mi rivolgo a Lei in qualità di Ufficiale delle Forze Speciali, attualmente in riserva. Ho avuto il privilegio di servire la Patria tra i migliori, uomini preparati al massimo livello operativo, affrontando ogni missione con dedizione e onore, consapevole dell’impegno assunto davanti alla Bandiera di Guerra, già del X Reggimento Arditi e poi del Battaglione Sabotatori. Con il Tricolore sul braccio, ho condiviso numerose operazioni insieme ai miei commilitoni e spesso in collaborazione con i militari statunitensi. Pur riconoscendo la superiorità tecnica e logistica degli americani, posso affermare con orgoglio che noi italiani non abbiamo mai sfigurato al confronto con quelli che la storia ha definito nostri “alleati”, termine che personalmente non mi sento di utilizzare. Lei sa bene che l’Italia ha già pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane nelle “guerre umanitarie” in cui gli Stati Uniti hanno voluto esportare la loro idea di democrazia o combattere il terrorismo che, paradossalmente, avevano contribuito a generare. L’esempio dell’Iraq, dopo la seconda guerra del Golfo e la morte di Saddam Hussein, è emblematico: uno Stato lasciato nel caos, insicuro, come ci ricorda la tragica strage di Nassiriya, dove 19 nostri connazionali hanno perso la vita. Questa ennesima guerra nel Golfo scatenata da USraele (USA+Israele) rischia di concludersi in modo tragico per il popolo iraniano la cui unica colpa è quella di aver voluto mantenere la sovranità politica e territoriale scegliendo di non sottomettersi alle potenze occidentali. È di stanotte la buona notizia di una tregua di due settimane. L’Italia ne approfitti per esprimere con fermezza la sua contrarietà a questa guerra dichiarando NEUTRALITA’ incondizionata anche nei confronti dell’utilizzo del patrio suolo per quanto concerne le basi militari USA. Nessuna azione di combattimento o di supporto alle operazioni deve avere come origine le basi americane insistenti sul territorio nazionale.
Signor Ministro, ieri, 7 aprile, ha presentato un’informativa urgente alla Camera dei deputati, affermando che il rispetto degli accordi con gli Stati Uniti relativi alle basi militari non implica automaticamente la partecipazione a un conflitto. Tuttavia, mi perdonerà, ma questa posizione è discutibile: qualsiasi operazione militare che venga ideata, pianificata o realizzata – anche solo dal punto di vista logistico – sul suolo italiano, ci rende di fatto parte attiva della guerra e, di conseguenza, potenziale bersaglio militare per l’Iran. Al contrario, uno Stato che si proclama neutrale – come dovrebbe fare l’Italia secondo l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra – ha il dovere di tutelare la propria sovranità (ad esempio impedendo ai Paesi coinvolti nel conflitto di violare il suo territorio), mantenere una posizione imparziale e non contribuire in alcun modo alle operazioni belliche. Lei ha inoltre evidenziato che da oltre 75 anni nessun governo italiano ha mai messo in discussione la continuità dei trattati che regolano l’uso delle basi militari da parte degli Stati Uniti. Ma, caro Ministro, niente è eterno! È arrivato il momento di rendere pubbliche le clausole rimaste segrete per decenni al popolo italiano. Si tratta di accordi firmati da politici ormai scomparsi, che non dovrebbero più gravare sulle nuove generazioni. Renderle pubbliche è anche un atto di giustizia nei confronti di chi ha pagato con la vita il tentativo di restituire sovranità alla nostra amata Nazione.
Questo è l’appello che da soldato e patriota mi sento di farLe.
Cittadini iraniani si stanno portando nei pressi dei maggiori obiettivi civili del paese, per "difenderli con i loro corpi", cioè, visto che ciò è tecnicamente impossibile, per fare sapere a noi cosa sono disposti a rischiare per difendere il loro paese.
Ecco, io non sopporto la retorica, non sopporto le mozioni degli affetti, ma di fronte ad un presidente degli Stati Uniti che dice: “Un'intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più," credo che sia necessario dire con chiarezza una cosa.
Il popolo iraniano, la Repubblica Islamica dell'Iran, oggi sta combattendo con immenso coraggio anche per noi, o quantomeno anche per tutti quelli tra noi che sono interessati all'umanità e alla civiltà.
Sono rare le situazioni storiche in cui c'è assoluta, perfetta, cristallina chiarezza circa dove stiano il Bene e il Male.
Questa è una di quelle.
Una volta di più, onore al popolo iraniano.
Andrea Zhok
Sadio Mane, a Senegalese soccer star, earns approximately $10.2 million annually. He gave the world a rude awakenng after some fans were flabbergasted when they saw him carrying a cracked iPhone 11. His response was awesome:
"Why would I want ten Ferraris, 20 diamond watches, and two jet planes? I starved, I worked in the fields, played brefoot, and I didn't go to school. Now I can help people. I prefer to build schools and give poor people food or clothing. I have built schools and a stadium, provide clothes, shoes, and food for people in extreme poverty. In addition, I give 70 euros per month to all people from a very poor Senegalese region in order to contribute to their family economy. I do not need to display luxury cars, luxury homes, trips, and even planes. I prefer that my people receive some of what life has given me.
This is what the internet was invented for
In 1996, a King Penguin named Lala became a local celebrity in Shibushi, Japan. After being rescued from a fishing net by the Nishimoto family, he refused to return to the wild.
He lived in an air-conditioned room in their home and was famous for walking alone to the fish market wearing a tiny backpack.
The fishmonger would feed him a fresh fish and place another in his bag for the trip home.
Mark Zuckerberg:
“Stopping climate change is something we can only do as a global community, and we have to act together before it's too late."
Meanwhile, here is his $300 million, 287-foot mega yacht, powered by four gigantic diesel engines and with 423,000-litre fuel tanks.
The greatest story ever told
seven stolen dogs escaped an illegal truck led by a small corgi, and ran 17 km across highways and fields, against all odds to find their way home.
Driven by loyalty and love