Hace unas horas Israel asesinó a Imad Miqdad. Su crimen fue tener una estación solar de centro de carga de teléfonos celulares para ayudar a los gazaties a tener algo de contacto con el mundo. Enviaron drones a asesinarlo y destruir todo. Hace tres años les cortaron la electricidad, hoy quieren quitarles todo.
Israel es la auténtica personificación del mal.
Malditos.
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled.
"La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.
Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele.
E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche.
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.
L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.
Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.
La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
#AHORA Thiago Ávila, coordinador internacional de la Global Sumud Flotilla, se encuentra demorado en Aeroparque bajo la amenaza de ser deportado. Fue separado arbitrariamente de su esposa y su hija. Las propias autoridades reconocen que no existe impedimento administrativo alguno: se trata de una decisión política.
Esta situación viola toda la legislación vigente y vulnera garantías constitucionales básicas como la libertad de expresión, de circulación y de reunión. También contradice la normativa nacional e internacional que prohíbe la discriminación por razones políticas.
Estamos ante un hecho grave de persecución y censura, y un precedente antidemocrático: utilizar el control migratorio para perseguir activistas y obstaculizar la organización política. Exigimos su ingreso inmediato, el pleno respeto a sus derechos y el cese de este atropello.
En el mundo crece el rechazo a estas políticas y la denuncia del genocidio en Gaza no se detendrá ante ningún acto intimidatorio por parte de gobiernos de derecha aliados a Estados Unidos e Israel, como el de Javier Milei.
El Estado de Israel mató a toda la familia de la periodista Fátima Ftouni, en su casa. En el video, ella está reportando la muerte de su familia.
Hoy el Estado de Israel la asesinó a ella. Niveles de crueldad inimaginables
Siamo l’unico paese in cui la magistratura non è sotto diretto controllo del potere politico ed e’ una cosa estremamente positiva e da difendere, un dono dei costituzionalisti per evitare il ritorno del fascismo ossia della dittatura
Votiamo NO
TRA CIVILI INNOCENTI
“Israele aveva diramato un ordine di evacuazione su El Fawar, ma poi ha bombardato qui. Senza preavviso.”
Per colpire un target, è stata distrutta la metà di un palazzo. E il #Libano assomiglia sempre più a #Gaza#Sidone. Con Ivo Bonato
Verificado: varios hospitales y escuelas destruidos por los misiles y bombas de Israel y EEUU en Irán. Parece que lo de que los destruian porque había túneles y usaban a los chicos como escudos era mentira y el objetivo es destruir hospitales y escuelas. https://t.co/XOvWkUp7o1
Marco Rubio 'explicó' ayer que EEUU inició una guerra con Irán en 'preparación' para los ataques de Israel. Literalmente. Una admisión inesperada de cómo Trump es manejado por Netanyahu. Y qué Netanyahu es esta foto.
Guardate che approvare l'attacco di Israele all'Iran significa giustificare l'occupazione russa in Ucraina.
Tutti gli occupanti parlano di difesa preventiva.
A meno che non siate convinti che solo Israele ha diritto all'esistenza, alla barbarie giustificata.
Coloni israeliani, notoriamente razzisti e islamofobici, danno fuoco a una moschea a Nablus e invadono quella di Al-Aqsa a Gerusalemme, profanandola con rituali talmudici
A Beit Furik un adolescente è stato ucciso dall’esercito di Israele durante un raid
Proteste da parte della Ue e del governo italiano?
Non pervenute
@oss_romano
Ministre, entre une attaque et l’autre:
les villages palestiniens en Cisjordanie DISPARAISSENT sous la terreur de colons et soldats. Voici ce qu’il reste de Burj alMalik (photo @IlanVolkov).Le député @OferCassif m’a appelée désespéré. Reconnaître la Palestine implique la protéger
Alla San José State University c’è una scultura che raffigura la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi del Messico 1968.
Ci sono Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno guantato al cielo in segno di protesta per le condizioni degli afroamericani negli Stati Uniti.
E’ questo che mi fa più rabbia.
Siamo ancora al punto di partenza.
I diritti umani ancora calpestati in molte parti del mondo.
E all’orizzonte non si vedono più nemmeno eroi.
Come Tommie Smith e John Carlos.
Come il sottoscritto, Peter Norman, l'eroe invisibile.
STOP -
CALLING -
IT -
A-
WAR!!
You, public figures: photographed with your mouths twisted, your eyes wide open, condemning me for words never uttered...
and then staying absolutely silent on the butchers of Gaza!
Aiding and abetting crimes?
May justice come after you soon.
La notizia, se si avesse il coraggio di darla per intero, non è che a Bari sono stati condannati dodici componenti di Casapound. Non è nemmeno che cinque di loro siano accusati di ricostituzione del disciolto partito fascista ai sensi della legge Scelba. Quella è la cronaca giudiziaria.
La notizia, se il giornalismo facesse il giornalismo, è che i membri di un’organizzazione che ha sostenuto la campagna elettorale di questo governo siano stati certificati come fascisti di ritorno. Gente condannata per «aver partecipato a pubbliche riunioni, compiendo manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ed in particolare per aver attuato il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica».
La notizia è che il ministro dell’Interno Piantedosi, che ama mostrarsi sempre intento a brigare per scovare terroristi veri e presunti, continui a farsi sfuggire un’organizzazione eversiva, forse perché composta da maschi adulti di razza bianca (come direbbe qualcuno) che esultano per i decreti securitari partoriti in fila.
La notizia è che perfino le reti Mediaset, e non il governo, si sono accorte che quegli eversori occupano abusivamente un immobile nel cuore di Roma. La notizia è che i giornalisti che ricordano al governo e al ministro la persistente illegalità vengano identificati dalle forze dell’ordine e invitati a non disturbare la pax tra fascisti e istituzioni.
La notizia è che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha trovato il tempo di intervenire su un comico che si è autocensurato non abbia trovato il tempo di dirci di Casapound.
Questa è la notizia.
Buon venerdì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/QjKIUgFGVe
Trentotto studenti palestinesi vincitori di borse di studio italiane restano intrappolati nella Striscia di Gaza. Hanno superato selezioni, ottenuto preiscrizioni su Universitaly, ricevuto lettere di accettazione dagli atenei. Attendono un visto che tarda. Il governo italiano aveva annunciato corridoi universitari, impegno diplomatico e tutela del diritto allo studio. Oggi restano telefonate che nessuno fa.
Vite da studenti palestinesi
Mohammed Al-Ashi, portavoce del gruppo, ha raccontato a Fanpage che ai ragazzi viene chiesto di «restare vicini al telefono» in vista di una partenza imminente. L’attesa dura da mesi. Nel frattempo Gaza è senza università: secondo i dati raccolti nel dossier che ricostruisce la crisi dei visti, il 100% degli atenei della Striscia risulta distrutto e oltre 625 mila studenti hanno perso l’anno accademico 2023-2024. A rendere tutto più brutale c’è la logistica: Erez e Rafah restano chiusi, chi riesce a spostarsi verso Il Cairo o Amman spesso resta senza status legale utile per completare pratiche consolari.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha più volte rivendicato l’arrivo di studenti palestinesi con voli speciali dalla Giordania. I numeri ufficiali parlano di 49 ingressi attraverso i corridoi universitari. Restano centinaia di pratiche sospese, comprese quelle dei 38 bloccati a Gaza. Fa rumore anche il silenzio della sede consolare competente per graduatorie e borse Iupals: chi aspetta resta appeso a una reperibilità trasformata in procedura.
Tra promesse e i fatti
Nel maggio 2025 la ministra dell’Università Anna Maria Bernini definiva gli atenei italiani «semi di pace». A ottobre 2025 una nota ministeriale confermava la prosecuzione dei corridoi. Nello stesso periodo, secondo il progetto Iupals coordinato dalla Crui, venivano messe a bando 97 borse distribuite in 35 università, con appena 12 destinate specificamente a Gaza.
Le università hanno fatto la loro parte. Siena, Milano-Bicocca, Palermo hanno deliberato proroghe e iscrizioni con riserva. L’Asgi ha richiamato il Dpr 394/1999: se il ritardo dipende dal mancato rilascio del visto per cause imputabili agli uffici, l’ateneo può perfezionare l’iscrizione fino al 30 giugno. Alcuni rettori hanno applicato questa interpretazione ma i consolati restano fermi. Nel frattempo vari atenei si trovano a coprire costi di vitto e alloggio cercando fondazioni bancarie e donatori, perché la catena istituzionale si interrompe sempre allo stesso punto: il visto.
Il Tar è intervenuto più volte tra giugno e ottobre 2025 ordinando il rilascio dei visti in casi di diniego privo di motivazioni individualizzate. Le tre studentesse ammesse a Siena sono arrivate dopo una pronuncia favorevole. In altri casi l’amministrazione ha insistito sulla presenza fisica a Gerusalemme anche davanti a decisioni giudiziarie e ostacoli materiali. È emblematico il caso di Heba Alnajjar, ammessa a un master in Piemonte, respinta di nuovo dopo una procedura online e richieste impossibili da soddisfare.
Il diritto trasformato in concessione
Il governo ha spiegato in Parlamento che le evacuazioni dipendono dal nulla osta israeliano ed egiziano. Resta però un altro fatto: l’Italia decide come trattare le pratiche di visto, come interpretare il rischio migratorio, come applicare procedure d’urgenza. Le organizzazioni Yalla Study e Asgi hanno proposto colloqui a distanza, raccolta posticipata dei dati biometrici, accettazione di garanzie economiche fornite da enti terzi, visti di emergenza educativa.
Ora quelle soluzioni attendono una direttiva politica. Ogni giorno che passa, le borse rischiano di scadere, le preiscrizioni di decadere, le graduatorie di svuotarsi. Le università italiane competono nel mondo per attrarre talenti. In questo caso i talenti li hanno selezionati loro.
Resta un elenco di nomi in attesa. Resta una promessa pubblica. E mentre si celebrano i corridoi nei comunicati si lasciano trentotto studenti a Gaza a controllare il telefono.
(il mio articolo per @lanotizia_giornale)
https://t.co/oZsbS1BsHJ
È chiaro a tutti che Israele sta pressando per fare dimettere @FranceskAlbs che è già da tempo sotto pressione sopportando, insieme alla sua famiglia, minacce e violenze psicologiche.
È chiaro a tutti però che la gente perbene la sostiene contro criminali, pedofili ed assassini.
Israele ha approvato la reintroduzione della pena di morte su base etnica, esclusivamente per i palestinesi…I difensori del genocidio negano che Israele sia un apartheid basato sulla supremazia ebraica, paragonata da un ex ministro della difesa israeliano, alle teorie naziste.
Israele ha restituito i corpi di 54 palestinesi. A molti dei cadaveri mancavano gli organi, mostravano segni di tortura e ferite da arma da fuoco.
Inoltre, sono state restituite 66 scatole pieni di teschi ed altre ossa.
Nessuna era etichettata con i nomi. Solo numeri. #GENOCIDIO