@AlessandroTCFI Unica scusante per questa cosa, verissima, è che in Italia abbiamo subito direttamente il fascismo, e ancora ci lecchiamo le ferite, mentre il comunismo non ce l'abbiamo avuto in casa e quindi lo idealizziamo.
Ma è solo una incapacità infantile di immedesimarsi nella pelle altrui
@camillo_tarocci@AlessandroTCFI Qui c'è della carenza di comprensione logica.
Ma ha ascoltato cosa ha detto?
La frase "per essere comunisti è sufficiente essere iscritti al PCI ma non necessario" la capisce?
Ma daaiii!
@PatriciaNPino@ChrisPacia@AusMMT Isn't it obvious that it won't work?
Since when the state is able to provide socially needed jobs?
How can an entity the operates outside the market provide a job that makes sense in the market?
When does a guaranteed job ends?
Pure statalism this is.
Volete essere informati sulle cose importanti che impattano la vita vostra e di tutti? Ascoltate Mario!
Se volete sapere ogni dettaglio sulla caverna alle maldive o quante volte vanno in bagno i calciatori ci sono Corriere e Repubblica.
https://t.co/OZXTR9unlz via @PodcastAddict
Sull’ipotesi di ingresso di Kyiv nell’UE si è scatenato un circo che la dice lunga su quanto il nostro paese resti fondamentalmente un’Italietta senza visione, fatta di piccole bottegucce e orticelli da proteggere, gestita da venditori di pentole di varia fatta che si atteggiano a statisti.
Salvini ad esempio ha fienili e trattori a cui dover rendere conto, quindi non dice che l’eventuale ingresso di un colosso agricolo come l’Ucraina sarebbe inevitabilmente accompagnato da norme di adattamento che impedirebbero di dirottare a est tutti i fondi del PAC.
Conte ha la scusa della “pacieh” e spiega che tirare dentro un paese in guerra ci trascinerebbe tutti nel conflitto. Ma lo può dire chi non ha mai letto l’articolo 42 del Trattato sull’Unione Europea, che parla, si, di mutua assistenza, ma lasciando ai governi la scelta dei mezzi, che possono consistere anche in un supporto economico, umanitario e militare, cioè quello che facciamo già.
L’uscita più interessante, però, mi pare quella di @StefanoFassina, il quale al @fattoquotidiano (e a chi sennò?) dichiara che far entrare l’Ucraina ed altri, immetterebbe sul mercato 70-80 milioni di lavoratori sottopagati che rischierebbero di creare un gigantesco dumping sociale.
Ovviamente, si tratta di numeri completamente campati in aria. Le uniche candidature immaginabili al momento si limitano infatti all’Ucraina e ai paesi balcanici, che in totale contano 56 milioni di abitanti. Il che significa tra i 22 ed i 24 milioni di lavoratori. Lo stipendio medio in questi paesi non è di 400, ma di 600-850 euro. Ora, faccio presente a Fassina che tra il 2004 ed il 2007 sono entrati a far parte dell’UE 12 paesi, che hanno portato in dote 45 milioni di lavoratori (cioè il doppio di quelli degli stati in attesa), con un gap stipendiale di gran lunga superiore a quello degli attuali candidati. Nonostante questo la mobilità interna negli anni successivi si è limitata a circa 4-5 milioni, i quali hanno per lo più occupato posizioni scoperte. Inoltre Fassina dimentica che 6 milioni di Ucraini si sono già spostati all’estero nei primi mesi di guerra e molti di loro si sono integrati. È dunque probabile che a seguito di un ingresso nell’UE, con le nuove opportunità che gli investimenti comporterebbero, si determinerebbe semmai un esodo al contrario, cioè un rientro di milioni persone in patria. Quelli di Fassina sono quindi numeri sparati a caso che servono a giustificare la chiusura antieuropeísta dell’intervista, nella quale spiega che l’idea di ammettere Kyiv è un modo con cui le élite politiche di Bruxelles puntano a sopravvivere attraverso uno status di guerra permanente. Il fatto che si ritrovi a dire roba tipo “prima gli italiani” e “Europa guerrafondaia” come un Vannacci qualsiasi non sembra sembra destare in lui alcun turbamento.
Un cenno lo meritano infine anche le parole del Ministro @GuidoCrosetto, che devo dire sono state per me la delusione peggiore di tutte. Non perché i timori legati alle sfide che un ingresso dell’Ucraina siano infondati, ma per l’approccio opportunista e la totale mancanza di strategia che le sue parole rivelano. Affermare che Kyiv non può entrare ma può fare con noi accordi sulla difesa vuol dire semplicemente tenere un intero paese fuori dalla porta e pretendere che ti dia solo quello che ti serve. Inoltre dire che la guerra è un ostacolo anziché immaginare che l’Europa sia il mezzo migliore per concluderla lancia un messaggio pericoloso a Vladimir Putin. E cioè che se vuole impedire che paesi come l’Armenia e la Moldova entrino nell’UE è proprio la guerra lo strumento che deve utilizzare, perché è l’unico in grado di arrestare il processo. Sarebbe inoltre la vera ricompensa per i 12 anni di aggressione all’Ucraina, iniziata proprio per impedire l’avvicinamento all’UE. Chiedo a Crosetto: se ancora una volta confermiamo allo zar che aggredire, uccidere e bombardare paga, come possiamo pretendere che smetta di farlo?
Spero agli elettori del PD sia chiaro che esistono solo 3 scenari:
- primarie, Conte vince: il PD regala i propri voti al peggior politico italiano
- primarie, Conte perde: M5S tradisce o passerà il tempo a minare il PD dall'interno
- niente primarie: PD e M5S vanno separati.
@MassaroRoberto_ Io direi l'Italia li ha bruciati.
Questa è l'unica cosa certa.
Poi quanta parte abbia avuto la Meloni è argomento di dibattito.
Addossate tutto a lei è la solita politica da stadio.
@CCFCattaneo@RiccardoTrezzi Vivi in un mondo parallelo che ti costruisci te per la tua comodità.
Capisco che vivere nel mondo reale è dura.
Un po' ti invidio.
@NicolaMelloni "un estremista di destra?"
Ma si può essere così sfigati che l'unica posizione politica che si ha è la politica da stadio.
Posa il fiasco dai