Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine. Laureato con lode in Scienze della Politica presso l'Università di Perugia. Politica, cronaca e attualita'.
Woe to those who manipulate religion and the very name of God for their own military, economic, and political gain, dragging that which is sacred into darkness and filth. #ApostolicJourney#Cameroon https://t.co/bKteFZ3iWE
Il Papa: “La minaccia che è stata fatta all’Iran non è accettabile. Dobbiamo fare tutto il possibile – pregare, ma anche far arrivare ai parlamentari statunitensi la nostra voce – per dire che non vogliamo la guerra”
"يسوع يقبى صامتاً، ليس لأنه لا يملك ما يقوله، بل لأنه لا يريد أن يدخل في منطق العنف اللفظي: صمته هو رفض للمشاركة في لعبة السلطة الساحقة، إنه صمت لا يغذي حلقة الكراهية والشر، ولا يريد أن يسبب الأذى لأحد". - اقتباس من تأمل غبطة البطريرك في أحد الشعانين
🚨🪖🇺🇸🇻🇪🇷🇺🇫🇷 Buongiorno ai più mattinieri. O buonanotte a chi ha preso il ritmo del Blog, a chi è rimasto sveglio come il sottoscritto perché il radar doveva in un modo o nell’altro restare acceso.
🪖🇻🇪🇺🇸 Abbiamo diverse cose da dirci, a partire dal tema probabilmente più caldo del momento: la situazione in Venezuela.
Donald Trump ha smentito che gli Stati Uniti abbiano inviato dei bombardieri B-1 a ridosso dello spazio aereo di Caracas per intensificare la pressione su Nicolas Maduro. E si tratta di una dichiarazione difficile da comprendere:
- la rotta dei velivoli è stata monitorata da migliaia di persone sugli appositi portali di tracciamento;
- la notizia è stata riportata da fonti più che autorevoli come il Wall Street Journal;
- l’accaduto è stato confermato anche dal Pentagono (prima della smentita di Trump) che ha descritto i voli per come aveva fatto il Blog: una “dimostrazione d’attacco” a distanza ravvicinata dalla linea invisibile rappresentata dallo spazio aereo venuezelano.
E allora? E allora non sappiamo cosa sia passato per la testa di Trump, quale sia stato di preciso il suo intento, se - azzardo - il suo “questa notizia è falsa” fosse riferito ad esempio unicamente alla parte in cui si descriveva il volo in questione come uno strumento di pressione nei confronti di Maduro.
Ma nella sostanza cambia comunque molto poco, visto che The Donald ha ammesso che operazioni contro i cartelli del narcotraffico sulla terraferma saranno le prossime a essere autorizzate.
Ora, Trump è Trump. E il suo modo di fare rischia forse di far passare come ordinaria una vicenda enorme. Ma questo punto nave è qui per rimettere insieme i pezzi.
Signore e signori, il presidente degli Stati Uniti d’America ha suggerito poco fa che a breve potrebbero essere condotti dei raid sul territorio del Venezuela. Le implicazioni di una mossa simile sarebbero gigantesche.
Domanda, anzi, domande: come reagirebbe il regime di Nicolás Maduro a un attacco sul proprio suolo? Le Forze Armate venezuelane mostrerebbero lo stesso livello di compattezza e cieca fedeltà al regime di sempre? E l’opposizione, che da anni attende il suo momento, che farebbe?
Per quanto mirati e/o circoscritti, raid sul suolo venezuelano potrebbero dar vita a un effetto domino dalle conseguenze imprevedibili. C’è veramente da restare con il radar acceso: seguiremo questa storia, come sempre, insieme.
🚨🪖🇷🇺 C’è una mossa di Vladimir Putin che rischiava di passare sotto traccia, tanti sono stati gli argomenti di cui parlare in questi giorni. Eppure si tratta di una decisione che, se letta con attenzione, potrebbe rivelarsi una delle più significative delle ultime settimane.
I fatti: il Cremlino ha annunciato l’intenzione di impiegare i riservisti per la difesa delle proprie retrovie, con riferimento particolare alle infrastrutture strategiche interne - centrali energetiche, raffinerie, linee ferroviarie ecc. - prese di mira ultimamente dall’ondata di attacchi ucraini con droni, sempre più frequenti nel territorio russo.
Cosa c’è di strano qui? Semplice: potremmo essere dinanzi a un tentativo di mobilitazione mascherata da parte del Cremlino.
I riservisti in questione fanno parte della cosiddetta “riserva di mobilitazione umana” della Russia, una riserva attiva nella quale i cittadini russi firmano volontariamente un contratto con il Ministero della Difesa, rimanendo civili, salvo essere richiamati in servizio, come in questo caso. Nel caso specifico significa che a comporre la difesa delle retrovie russe saranno spesso e volentieri lavoratori delle stesse imprese finite sotto attacco, persone che conoscono le vulnerabilità e il territorio delle installazioni e che, a detta dello Stato maggiore russo, in passato avrebbero già respinto con successo attacchi con droni.
Ma qui il vero punto è un altro: siamo con ogni probabilità in presenza di un espediente comunicativo da parte di Mosca.
Il Cremlino sta motivando il dispiegamento dei riservisti con la necessità di proteggere le infrastrutture critiche nelle retrovie, dando l’impressione di dover affrontare un problema INTERNO di lungo corso, ma in realtà sembra preparare le condizioni per mobilitare i riservisti in combattimento, anche FUORI dalla Russia.
Si tratta di una mossa molto sottile, che dice del livello di sofisticazione e cinismo del regime. Come dite? Pensate siano solo mie illazioni e vostri cattivi pensieri? Allora è solo una coincidenza che la Duma stia discutendo un disegno di legge promosso dal Ministero della Difesa che, se approvato, consentirebbe all’esercito russo di attingere proprio da questi riservisti per missioni di spedizione al di fuori della Russia? Di più: è casuale che tutto avverrebbe senza una dichiarazione ufficiale di mobilitazione o di stato di guerra da parte del Cremlino? Ecco, adesso capite che i malpensanti non siamo noi.
🚨🪖🇷🇺🇫🇷 Chiusura di punto nave ancora per la Russia, perché non sono parole che si sentono tutti i giorni quelle pronunciate davanti ai parlamentari francesi dal nuovo capo di Stato maggiore parigino, il generale Fabien Mandon, riuniti in Comissione Difesa. Mandon ha detto apertamente di lavorare affinché le forze armate francesi siano “pronte per uno shock entro 3-4 anni”. La stima del generale è infatti che questo possa presentarsi nella forma di un test da parte di Mosca, forse in una forma già esistente, come un attacco ibrido, “ma forse come qualcosa di più violento”. Il generale ha parlato di una situazione internazionale in cui “tutto sta cedendo, dappertutto”.
Perchè conta? Perché c’è il riferimento all’orizzonte temporale che proprio una settimana fa è stato indicato come soglia limite dal capo dei servizi segreti tedeschi, Martin Jäger : “Non dobbiamo riposare sugli allori pensando che un eventuale attacco russo non avrà luogo prima del 2029 al più presto. Oggi siamo già nel vivo dell'azione”.
Domanda: cosa possiamo fare? Vivere nel terrore? No.
In un film che ho molto amato - Il Ponte delle Spie - un avvocato americano difende una spia sovietica durante la Guerra Fredda. L’uomo viene arrestato, processato, minacciato di condanna a morte, ma resta imperturbabile. Ogni volta che il suo avvocato gli chiede se è preoccupato, risponde sempre con la stessa frase: “Servirebbe a qualcosa?”. Quelle parole tornano nelle fasi finali del film, quando non è ancora chiaro se l’Unione Sovietica, che ha ottenuto uno scambio, lo accoglierà come un eroe o gli riserverà la punizione destinata ai traditori. Anche in questo caso, prima di separarsi, l’avvocato gli domanda se ha paura, e lui - con la stessa calma, con la stessa dignità - ripete soltanto: “Servirebbe a qualcosa?”.
Ecco, siamo nella stessa situazione: lasciarsi paralizzare dalla paura, attendere nel terrore il 2029, “servirebbe a qualcosa?”.
Possiamo solo augurarci che chi sta sopra di noi percepisca lo spirito del tempo. Per dirla con il generale Mandon: “Se i nostri potenziali rivali, i nostri avversari, percepiscono che ci stiamo impegnando per difenderci e che abbiamo questa determinazione, allora possono rinunciare. Se hanno la sensazione che non siamo pronti a difenderci, allora non vedo cosa possa fermarli”.
Spero che abbiate apprezzato questo lungo punto nave iniziato a scrivere quando era ancora notte fonda. Chi ha a cuore questo spazio indipendente ha due strade per far sì che resti aperto:
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Nella diocesi di Locri-Gerace è stato respinto il tentativo di chiedere il pizzo per i lavori nella chiesa del SS. Rosario di Caulonia. Il ruolo di don Franco Oliva, da @Avvenire_Nei https://t.co/qi4pJAbiSI
In the past year, #NobelPeacePrize laureate Maria Corina Machado has been forced to live in hiding. Despite serious threats against her life she has remained in the country, a choice that has inspired millions of people.
When authoritarians seize power, it is crucial to recognise courageous defenders of freedom who rise and resist. Democracy depends on people who refuse to stay silent, who dare to step forward despite grave risk, and who remind us that freedom must never be taken for granted, but must always be defended – with words, with courage and with determination.
Read more about the 2025 Nobel Peace Prize: https://t.co/74X9vvuAIB
#NobelPrize
L’esposizione, curata dai Frati Minori di Assisi, ripercorre la vicenda biografica e spirituale del Santo, lontano dalle interpretazioni politiche. Un viaggio nella “conversione del gusto” di un giovane che sognava di essere cavaliere e ha finito per abbracciare i lebbrosi.
In centinaia alla marcia e veglia dalla chiesa del Carmine a San Nicola, a Cosenza. La riflessione del vescovo Giovanni Checchinato:
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#Gaza#Veglia#Peace#chiesa