#dimartedi Elly Schlein: "Se l'Italia sta peggio non è colpa della Costituzione, ma dell'incapacità del Governo". Poi attacca la manovra. https://t.co/l92jKuDhkm
Grazie di cuore ai 6000 volontari del @pdnetwork accorsi con le vanghe e i secchi per aiutare le popolazioni alluvionate dei nostri territori martoriati. Da queste cose semplici si vedono i valori autentici di una comunità politica. @ellyesse@emifossi#alluvionetoscana
Il Ministro #Lollobrigida torna oggi all’attacco, annunciando che l’Italia sarà il primo Paese a varare un divieto assoluto sulla #carnecoltivata, compreso quello di importazione.
Al netto della legittimità in ambito europeo di questo divieto, Lollobrigida definisce la carne coltivata un prodotto “finto” perché realizzato “in laboratorio”: di questo passo vieterà anche i farmaci?
Ne discuteremo da lunedì alla Camera, ma quella della maggioranza sarebbe una (ennesima) scelta reazionaria destinata a penalizzare l’Italia, ad escluderla dalla frontiera della produzione alimentare, ad impedire che le imprese italiane possano fare ricerca e innovazione su quello che, ad oggi, appare un settore innovativo e promettente anche dal punto di vista economico.
La sfida non è quella di obbligare qualcuno a mangiare carne coltivata o a evitare i prodotti tradizionali italiani, come sembrerebbe nella visone provinciale di chi vuole una proibizione ideologia e pregiudiziale alla carne coltivata, bensì quella di una produzione su larga scale di proteine per l’alimentazione di una popolazione che ha già superato gli 8 miliardi. E di farlo senza ricorrere alla macellazione e riducendo l’impatto ambientale, anche sul clima.
Imporre agli scienziati e alle imprese italiane di non partecipare, almeno in patria, a questa sfida è insensato e antitaliano.
È inaccettabile che nella manovra di bilancio si preveda un meccanismo di ricalcolo che porterà ad una significativa riduzione delle pensioni dei medici.
Da eroi della pandemia allo scippo sulle pensioni. È una vera e propria vergogna a cui porre al più presto rimedio.
Contro una destra predatoria, bugiarda e ideologica, l'alternativa c'è.
È il Paese che vuole il salario minimo, scuola e sanità pubbliche, garanzie per il presente e opportunità per il futuro.
E scenderà in piazza sabato 11 novembre, alle 14, a Roma. Per un futuro più giusto.