It’s hard to believe but this is a picture of the United States reflecting pool before the revolution happened. The US was once a very westernized country
Fifty years ago today, Air France Captain Michel Bacos showed the world what true moral courage looks like.
When Flight 139 was hijacked by Palestinian and German terrorists and flown to Entebbe, the non-Jewish passengers were eventually released. Bacos and his crew were also offered their freedom.
However, Bacos, who also served in the French army under DeGaulle, refused to leave his Jewish passengers. All his crew also refused, without exception.
Instead, they chose to remain alongside the 94 Jewish hostages, fully aware of the danger they faced. As Bacos later said, abandoning his passengers was simply "unimaginable."
Days later, they were freed in the legendary Israeli rescue mission, Operation Entebbe, led by Yoni Netanyahu, who would die in the battle.
For his extraordinary courage, Bacos was honoured by both France and Israel. Yet his greatest legacy was not the medals he received, but the example he set: that decency, duty and humanity must never yield to terror or antisemitism.
Michel Bacos was a true hero. May his life, his courage and his memory forever be a blessing and an inspiration.
Pina Picierno ha avuto il coraggio di affermare una verità che molti vedono e pochi osano dire. La vera divisione oggi non è tra destra e sinistra: è tra chi vuole un’Europa potenza e chi resta prigioniero di populismi. È tempo di costruire una grande forza europea di governo.
Una volta avevano un partito grande e unito. Poi cominciò ad andare via gente, e tutti se ne rammaricarono. Poi diventò persino un tormentone, l’auto commiserazione sulle divisioni interne.
Adesso va via gente e se ne rallegrano. Quando ne rimarrà uno solo sarà felicissimo.
Voglio mandare un pubblico, grande abbraccio a @pinapic, perché so quanto le è costata questa decisione, e quanto avrebbe preferito non prenderla.
Ho condiviso con lei molte battaglie e continuerò a farlo, a prescindere dalla maglia che ci troveremo ad indossare.
Quanto al Pd, spero ci sia consapevolezza del problema che queste uscite segnalano.
In bocca al lupo cara Pina.
Il nostro “giornalismo d’inchiesta” si fonda sul protervo rifiuto di una regola elementare: le notizie non verificate non si possono e non si debbono pubblicare. Non basta che “una fonte” abbia detto che Tizia reclutava prostitute, o che il Ministro Caio frequentava Sempronio. Bisogna verificarne l’attendibilità soggettiva, l’assenza di interessi a dire il falso o a manipolare il vero, e soprattutto occorre acquisire riscontri “esterni” alle dichiarazioni della fonte. Il che costa molta fatica, e autentica capacità investigativa. Tutto qui
Grazie Dani.
Vorrei dirti con la stessa amicizia che buona parte delle reazioni pietose che sono arrivate, anche da alcuni dirigenti del Pd -ho letto una Braga onestamente imbarazzante- sono solo la conferma che non c’è proprio più nulla da salvare. Il Pd è ridotto alla ostentazione della sua nuova identità, quella di un partito massimalista, dove le differenze non sono più ricchezza ma casematte da cui escludere gli altri per essere certi della propria presunta superiorità morale.
Quanto al resto: mi troverai come sempre in ogni battaglia in difesa della libertà e sarà come sempre bello abbracciarti e condividere un pezzo del cammino. Ti voglio bene.
Non dirò nulla sullo sventurato autore di questo testo. Mi chiedo solo quali e quanti argini etici, istituzionali e comunicativi siano ormai caduti per far sì che un quotidiano nazionale possa pubblicare questo testo senza vergognarsene e senza scatenare un ripudio nei lettori.
If your anti-fascist march has people holding the image of the Ayatollah who slaughtered thousands of peaceful protesters then you’re on a fascist march.
C’è qualcosa di profondamente sbagliato quando un movimento nato per difendere le minoranze comincia a decidere quali minoranze siano moralmente ammesse e quali no.
Una democrazia liberale non può chiedere a nessuno un “esame politico” sulla propria identità per poter manifestare in piazza. Si possono criticare il governo Netanyahu e le scelte di Israele, come qualsiasi altro governo. Si può descrivere l’orrore di Gaza con parole diverse e avere visioni diverse sulle responsabilità politiche e militari del conflitto.
Ma escludere una realtà ebraica LGBTQ+ dal Roma Pride perché non conforme a una linea politica significa oltrepassare un limite pericoloso.
La purezza ideologica è sempre stata una pessima organizzatrice di libertà collettive.
Solidarietà a Keshet Italia e Keshet Europa, non accettati prima nel coordinamento politico del Pride e successivamente esclusi dal corteo del prossimo 20 giugno. Quando agli ebrei viene chiesto di dimostrare di essere “politicamente accettabili” per poter partecipare a uno spazio pubblico, il problema ha un nome preciso: antisemitismo. E va contrastato sempre, senza ambiguità e senza doppi standard.
@DavidKeshet@EUAntisemitism
On Europe day, spare a thought for Georgians
For the 𝟓𝟐𝟖𝐭𝐡 𝐝𝐚𝐲 𝐫𝐮𝐧𝐧𝐢𝐧𝐠, day in, day out, they turn out on the streets of Tbilisi, insisting they are part of Europe, not Putin's Russia
🇬🇪🇪🇺
Les femmes en Afghanistan ont officiellement perdu tous leurs droits :
- Elles n’ont plus le droit d’aller à l’école après la 6e.
- Elles ne peuvent pas quitter leur domicile sans être accompagnées d’un homme de leur famille.
- Il leur est interdit de parler en public, et il est désormais illégal que leur voix soit entendue par d’autres femmes.
- Elles ne peuvent pas recevoir de soins médicaux sans la présence d’un tuteur masculin.
- Interdiction d’entrer dans certains parcs, salles de sport et lieux de loisirs.
- Restrictions sur les voyages longue distance sans accompagnateur masculin.
- Réduction massive de la présence des femmes dans les médias et la télévision.
- Certaines journalistes et présentatrices ont été contraintes de couvrir leur visage à l’écran.
- Manifestations féminines fortement réprimées dans plusieurs villes.
- Ségrégation renforcée entre hommes et femmes dans de nombreux espaces publics.
- Difficulté accrue pour obtenir certains emplois, créer une entreprise ou participer à la vie politique.
- Certaines écoles ou formations professionnelles réservées aux femmes ont été fermées.
- Restrictions sur la musique, les activités artistiques et culturelles impliquant des femmes.
- Contrôles renforcés sur les réseaux sociaux et la prise de parole publique des Afghanes.
Sympa d'être une femme par là-bas en 2026... Et la liste est encore très longue !