Operativo nel campo degli appalti di lavori pubblici, marito di Monica e BABBO di Lorenzo e Alessandro, amante dell'Inter. Con un 👁️ al mondo della finanza.
@elonmusk In Italy, voting requires both an identity document (ID, passport or driver's license) and a voter's card, which is dated and stamped. If someone at the polling station knows the voter personally, they can avoid showing an ID. The cost of an electronic ID card is €22 (about $26)
Another angle of federal agents killing a Minnesota legal observer, which appears to come from the direction of the woman in pink filming from the sidewalk.
Obtained by Drop Site News
@MAGAB2035@Microinteracti1 I hope your democracy survives and you continue to be a beacon for the free world. In Europe we are not dominated by Islamists. Don't listen to the propaganda on social media. We have some problems, just as you had in the past with immigration, and you still have them today.
@MAGAB2035@Microinteracti1 I've lived my life with the myth of the United States, when my parents were supporters of the USSR (they were socialists...). You have so much power, but I hope you continue to use it well, even internally. Many empires have fallen after an authoritarian drift.
«Intervento USA sull’Iran? Io non sono mai per le azioni militari unilaterali. Abbiamo delle sedi multilaterali da far funzionare, abbiamo le Nazioni Unite».
La supercazzola di @ellyesse serve a dire che il Pd, al contrario della somma urgenza per Gaza, la partita iraniana la rimanda volentieri alle calende greche.
RIcordiamocene, alle prossime elezioni. E speriamo che Trump invece intervenga subito: per chi vive nel buio del terrore di Teheran è già tardi.
#FreeIran #Iran #IranRevolution2026
Un lezione per l’Italia e l’Europa.
Il Canada, invece di diventare il 51^ stato USA, abbatte tutte le barriere interne tra province e diventa (finalmente) un mercato unico e un unico sistema infrastrutturale per energia, logistica e tecnologie.
Chi ostacola questo processo in Europa fa il gioco dei nostri nemici.
Putin può essere racchiuso nella giornata di ieri.
1. Fa attendere Trump per ore, beffandosi di lui mentre continua a conversare con gli oligarchi.
2. Tiene Trump al telefono per oltre 2 ore e accetta un cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche.
3. Mette giù il telefono e dà l’ordine di attaccare le strutture energetiche.
In breve, Putin ha fatto vedere al mondo che il presidente degli USA non conta nulla e che lui lo ha in pugno.
Detto questo, lasciando perdere le opposizioni (perché fatta eccezione per @CarloCalenda, @pinapic e pochi altri sembra che tutti vivano in una realtà parallela fatta di fantasiosi e inesistenti eserciti europei armati di colombe della pace) ma la posizione che conta, ovvero quella di @GiorgiaMeloni è inquietante.
E passi la cautela, passi la volontà di mantenere dei buoni rapporti con Trump e la propria base, passi pure il non voler rischiare di far cadere il governo con un Salvini che le mette un cappio intorno al collo, ma discorsi delusionali come quelli al Senato di ieri, in cui ancora si parla di realtà fittizie di un Trump volenteroso della pace, un Trump “mente indipendente”, un Trump alleato non è solo inquietante: è pericoloso.
In Italia i media sono stati compromessi al punto da avere in 3 anni coinvolto una larga fetta del Paese in questa illusione di massa.
E in pieno clima populista, i politici si adeguano al pensiero della massa, creando un circolo vizioso di illusionismi e inettitudine, davanti al più instabile e pericoloso dei momenti storici.
La Storia è implacabile. Quando le crisi arrivano, chiama i leader all’appello. È da quelle decisioni che dipende il futuro.
Responsabilità è anche fare cose impopolari ma necessarie. Ma certe cose non le si possono fare se si segue un’opinione pubblica che da 3 anni è incessantemente condizionata dalle interferenze di Mosca.
Sono tra quelle persone che credono che cambiare la rotta dell’informazione in Italia sia non solo necessario ma doveroso.
Tutti a InOltre lo pensiamo. È la nostra missione.
Questa sera alle 21.00 apriremo uno Space qui su Twitter, con @partigggiano@Tonytruante e @carmelopalma per trattare questo tema.
Più siamo e meglio è.
Ritengo inutile aggiungermi al coro dei commenti costernati o schifati in merito al voto a Strasburgo sul Rearm Act, ma non posso non prendere atto dell’italietta che ne emerge e dell’irrilevanza cui questa scellerata classe politica ci condanna. Con esempi da manuale di putinian-populismo come Salvini e Conte entrambi a caccia dell’ultimo analfabeta funzionale al quale raccontare la frottola che “meno armi” vuol dire “meno guerre”. E anche con la sinistra di AVS, che si batte il petto per la lotta partigiana e antifascista, ma non ne sa riconoscere una nemmeno quando la ascolta tutti i giorni ai tg. Fino alla tragicommedia del condominio che è oggi il PD, il quale però, a differenza dei vari cerchi magici dei già menzionati arruffapopoli, non punta solo a restare a galla, ma vorrebbe candidarsi a guidare l’Italia, sebbene oggi non saprebbe nemmeno dire in quale direzione, nella malaugurata ipotesi in cui venisse eletto per farlo. Il tutto mentre la segretaria, pur dopo aver incassato la milionesima figuraccia europea su guerra e Ucraina, invece di pretendere per prima un chiarimento interno, ribadisce che “la linea del partito non cambia”, senza voler accettare che quella linea nella migliore delle ipotesi ha più curve di una strada di montagna e nella peggiore non è mai esistita
Giletti dice che nella prossima puntata il suo ospite sarà Solovyev. Esiste un altro paese europeo che invita in diretta sulla TV pubblica @RaiTre un giornalista sanzionato dall’UE per i continui appelli a quella che può essere considerata un genocidio del popolo ucraino?
L’Europa politica nasce dall’Europa della #difesa. Chi dice no oggi al piano Von der Leyen per populismo o calcolo elettorale - #Schlein, #Salvini, #Fratoianni, #Conte, #Gualtieri - tifa per la dissoluzione dell’Europa.
Noi siamo da un’altra parte.
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