Un errore grammaticale può dirci qualcosa sulla lingua.
Non sono sicuro che possa dirci tutto il resto sulla persona.
Nuovo pezzo di "Lingue. Attrito incluso".
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Oggi vi presento GSG 🤎
Ho riunito in un solo posto ciò che faccio da tempo e i nuovi progetti in arrivo: corsi e consulenze linguistiche, scrittura, traduzioni, journal e store online.
Da oggi tutto questo ha un nome: GSG.
#GSG
Mercoledì sera ho partecipato a #VivaVivaldi all'@arenadiverona: un incontro tra la musica di Vivaldi, l’Orchestra di Fondazione Arena e le immagini immersive di @marcobalich_bws.
Ne ho scritto qui:
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Cambiare frase per dirla meglio a volte cambia anche quello che si dice.
Nuovo pezzo nella mia newsletter LinkedIn “Lingue. Attrito incluso”.
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"Come si chiama una guerra prima di chiamarla guerra?" https://t.co/qRAvp9KKEn via @LinkedIn
La violenza non è mai tollerabile, né che si tratti di un uomo, né che si tratti di una donna!
Emerge con forza la doppia morale della nostra società: Belén Rodriguez, ospite a Belve, ammette candidamente di aver “menato” tutti i suoi fidanzati, incluso De Martino “che ne ha prese di più”. Scandaloso? Assolutamente no.
Se quelle frasi fossero state pronunciate da un uomo, sarebbero bastate a fargli indossare il braccialetto elettronico prima ancora che finisse la clip.
In un momento storico in cui si chiede tolleranza zero contro la violenza maschile sulle donne, sentire una donna vantarsi di aggressività fisica viene mediaticamente derubricato a “storielle da belva”, quasi ironico e niente di grave.
Ecco l’inferno delle disuguaglianze patriarcali: un’aggressione maschile è un crimine, quella femminile, una performance quasi simpatica. Nel frattempo, mentre Belén rivendica la sua manesca sudamericana, si perde il senso vero del rispetto e della parità, perché l’unico metro di giudizio resta il genere.
Così la cultura della violenza resta impunita, a doppio standard, e la società non si evolve davvero. Un pericoloso gioco di specchi, dove l’indignazione cambia colore a seconda del sesso di chi usa il pugno.
Nella realtà, se un uomo fosse stato così esplicito, sarebbe già ai domiciliari.
Ma una donna che racconta di aver “tirato un cactus” ai fidanzati? È solo un dettaglio di folklore sudamericano ormai digerito dal mainstream. Il problema non è solo l’aggressività, ma chi la esercita e come viene percepita. E questa doppia morale è la vera sconfitta culturale di oggi.
Quello che è accaduto stanotte a Sigfrido #Ranucci non riguarda solo lui, ma il clima che stiamo accettando. Quando si decide che un giornalista può diventare un bersaglio, significa che qualcuno vuole stabilire che certi argomenti non si devono toccare.
La delegittimazione — che è cosa ben diversa dalla critica — mira ad attaccare non le idee o il lavoro, ma la persona. E quando si trasforma qualcuno in un bersaglio pubblico, prima o poi qualcuno penserà di poter colpire anche fuori dallo schermo.
A Sigfrido va la mia solidarietà. Continuare a raccontare, oggi, è già un atto di resistenza civile.
Il 5 novembre 2025 torna “Scriverò di te” in una nuova edizione digitale con fotografie e contenuti inediti.
Un piccolo libro di memoria, radici e tempo.
#ScriveròdiTe#nuoveuscite
Mario Stival, fundador de Moletto, una vida entre viñedo y comunidad (1930–2025)
Fallece Mario Stival, fundador de la bodega Moletto
https://t.co/amrJ0FM9Zm
Pubblicata su #ReNudo la mia riflessione più personale finora: “La parola che non salva”.
Un testo scritto senza obiettivi, solo con il bisogno di stare dentro a certe domande.
Grazie alla redazione per aver creduto in questo pezzo così sincero.
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Giorgia a Villa Manin, tra cielo schiarito e voci che resistono al tempo. Un concerto che è sembrato una lezione di canto e presenza.
Ne parlo qui 🫶🏼 https://t.co/EX1hykXK81
#FVGLive