🤡🇺🇦 IL VERME TOSSICO #zelenskyy, SCOPRE IL VERO NEMICO DELL’#UCRAINA:
LE ELEZIONI
Signore e signori, dimenticate missili, droni, crisi economica, corruzione, miliardi che evaporano e una guerra che sembra non finire mai.
Il vero pericolo per l’#ukraine è stato finalmente individuato.
LA SCHEDA ELETTORALE.
Quel coglione Zelensky ha spiegato che andare alle urne adesso sarebbe addirittura «uno tsunami» capace di dividere il Paese.
Meraviglioso.
Il Narcoclown della democrazia europea è arrivato al livello successivo:
👉🏻 per difendere la democrazia bisogna evitare le elezioni;
👉🏻 per proteggere il popolo bisogna evitare che il popolo scelga;
👉🏻 per salvare l’unità nazionale è meglio non chiedere agli ucraini cosa ne pensino di chi li governa.
Una costruzione teorica talmente raffinata che probabilmente Montesquieu, dopo averla ascoltata, avrebbe chiesto di essere rimesso nella tomba.
Naturalmente esistono la guerra, la legge marziale e problemi enormi nell’organizzare una consultazione nazionale.
Ma il punto politico è un altro.
Se la guerra dura ancora uno, due, cinque anni, quando torna esattamente il momento in cui gli elettori possono giudicare chi governa?
Perché altrimenti abbiamo inventato una democrazia meravigliosa:
il mandato scade, le elezioni no, i miliardi occidentali continuano ad arrivare e il presidente rimane dov’è.
E guai a fare domande.
Adesso arriva persino l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov a proporre di trovare un meccanismo per tornare al voto.
Risposta del nostro Cocaicomico™:
🌊 TSUNAMI!
Capito?
Non sarebbe uno tsunami perdere uomini.
Non sarebbe uno tsunami vedere milioni di persone lontane dalle proprie case.
Non sarebbe uno tsunami vivere per anni sotto legge marziale.
Lo tsunami sarebbe mettere una croce su una scheda.
A questo punto manca soltanto Bruxelles che istituisca la nuova materia obbligatoria nelle scuole:
EDUCAZIONE ALLA DEMOCRAZIA SENZA ELEZIONI
Con Zelensky docente unico e l’Unione Europea che paga i libri di testo.
Poi continueranno a raccontarci, serissimi, che tutto questo viene fatto “per difendere i valori democratici”.
Certo.
E Topolino difende la zoologia.
Don Chisciotte
@RobertoBurioni La golosa cupidigia con cui scegli le parole, beandoti del loro suono, incurante dello schifo che susciti nel vederti tripudiante davanti ad una bambina morta ti rende repellente.
Contento tu. Io dormo eccome. La bambina è morta con obbligo vigente.
Non scenderò al tuo livello.
Giuseppe Salamone:
Qua siamo davanti all'apoteosi, allo schifo più assoluto.
Il governo ha prorogato lo sconto sul gasolio per soli due giorni. No, non è uno scherzo.
Lo sconto scadeva il 24 agosto, questi fenomeni lo hanno prolungato fino al 26 agosto. Ripeto: non è uno scherzo, è tutto vero!
Contestualmente, sapete cosa stanno facendo sotto il silenzio generale? Stanno preparando il 13esimo pacchetto di armi per il verme tossico Zelensky.
E dentro, assieme ad altre armi che, ovviamente, nella nostra democrazia, vengono tutte secretate, ci dovrebbe essere un sistema missilistico SAMP/T.
Sapete quanto costa un sistema del genere?
All'incirca 1 miliardo di euro. Sapete quanto costa la riduzione di 17 centesimi al litro per il gasolio?
Circa 250/300 milioni di euro al mese. Con quello che Zelensky si pappa per un SAMP/T perché deve prolungare la guerra, si potrebbe (a spanne) ridurre il gasolio di 17 centesimi per 4 mesi. O di 34 centesimi per due mesi.
Ma loro preferiscono continuare a sovvenzionare Zelensky e continuare a prendere per imbecilli gli italiani. Ovviamente, con i soldi delle nostre tasse.
Giuseppe Conte dice basta al woke. Ma dietro la decisione della sinistra cosa si nasconde davvero? A imporre le nuove regole è la loro nuova cultura dominante, quella dell’islamismo
Giuseppe Conte dice basta al woke. Ma dietro la decisione della sinistra cosa si nasconde davvero? A imporre le nuove regole è la loro nuova cultura dominante, quella dell’islamismo
Giuseppe Conte dice basta al woke. Ma dietro la decisione della sinistra cosa si nasconde davvero? A imporre le nuove regole è la loro nuova cultura dominante, quella dell’islamismo
@barabeke_it Non c'è bisogno di identificarli, sappiamo benissimo chi sono. Sono le èlite finanziarie occidentali. Son quelli del WEF, quelli della open society, quelli di Epstein, da Gates alle famiglie aristocratiche. Quelli lì.
@Peoplekeyk Ma figurati. Certe persone vivono solo per il gusto del livore. Poco importa. A me basta fare bene il mio lavoro di rappresentante. Come avete visto sono arrivato prima io delle "categorie interessate".
Dovrebbe essere la normalità per un Parlamentare. Anche in Agosto.
"Un Italiano Stanco di questa Guerra!"
#giorgiameloni#Italia#Russia#ukraine#Putin
🔥 MELONI, QUESTO È IL MOMENTO: PARLA CON PUTIN E RIAPRI LA VIA DELLA PACE.
@GiorgiaMeloni se credi davvero che l’#Europa debba tornare a dialogare con #Mosca, allora è arrivato il momento di trasformare le dichiarazioni in iniziativa politica.
L’Italia potrebbe compiere un gesto coraggioso: aprire un canale diretto con Vladimir Putin e provare a riportare la diplomazia al centro della scena internazionale.
Parlare con Putin non significa schierarsi con la Russia. Significa comprendere una verità tanto semplice quanto spesso dimenticata: la pace non si costruisce parlando soltanto con chi è già dalla nostra parte.
Per fermare una guerra bisogna confrontarsi anche con chi si trova dall’altra parte del fronte.
Sul tavolo non ci sarebbero soltanto gas e petrolio, ma questioni decisive per il futuro di tutti: la sicurezza dell’Europa, l’energia, il commercio, i rapporti economici e, soprattutto, una possibile soluzione politica al conflitto in Ucraina.
Per troppo tempo l’Europa ha lasciato ad altri il compito di cercare una strada verso i negoziati. Ma se l’Italia vuole tornare a contare davvero, deve avere il coraggio di assumere un ruolo da protagonista.
Perché non potrebbe essere proprio Giorgia Meloni ad aprire un nuovo percorso diplomatico?
Non tra mesi. Non quando sarà troppo tardi. Adesso.
Un incontro diretto tra Meloni e Putin, preparato seriamente e fondato su obiettivi concreti, potrebbe rappresentare un segnale politico fortissimo: l’Italia non si limita a seguire le decisioni altrui, ma prova a costruire una via europea verso la pace.
Sarebbe una strada difficile, certamente. Ma le svolte della storia non nascono quasi mai dalle scelte più comode.
Per continuare una guerra servono armi.
Per costruire la pace servono coraggio, diplomazia e persone disposte a sedersi allo stesso tavolo.
Meloni potrebbe avere davanti a sé un’occasione storica.
La colga. E non la lasci andare sprecata.
"Un Italiano Stanco di questa Guerra!"
Perché votare la sinistra? Una domanda legittima che merita risposte concrete, non slogan
Ascolto spesso Elly Schlein e il campo largo ripetere sempre le stesse quattro frasi: “stipendi da fame”, “sanità a pezzi”, “prezzi alle stelle”, “Italia in sfacelo”. Va bene. Ma allora la domanda è semplice e onesta: chi dovrebbe risolvere questi problemi? La sinistra? Il PD? Il campo largo?Perché loro hanno governato. Anche quando non vincevano le elezioni a maggioranza, sono stati al governo per anni (Letta, Renzi, Gentiloni, poi i governi Conte con PD e 5 Stelle, e Draghi con ampio appoggio). Vediamo cosa hanno fatto (o non fatto) sui temi di cui oggi si lamentano.
1. Salario minimo
Mai introdotto. L’Italia rimane uno dei pochi Paesi europei senza un salario minimo legale. Il PD ne ha parlato più volte (già con Veltroni nel 2008, con la delega nel Jobs Act di Renzi nel 2014, nei programmi elettorali), ma quando era al governo non l’ha mai fatto diventare legge. Solo all’opposizione, nel 2023, si è svegliato con la proposta dei 9 euro l’ora. Coerenza zero.
2. Sanità
I tagli reali (in termini di risorse rispetto all’inflazione e al PIL) e le chiusure di ospedali e posti letto sono avvenuti soprattutto tra il 2010 e il 2019, sotto governi di centrosinistra e tecnici (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni). Centinaia di strutture ridimensionate o chiuse, posti letto tagliati a decine di migliaia, personale ridotto. Oggi si grida allo scandalo, ma i nodi vengono da lontano. Nessuno ha invertito davvero la rotta quando poteva.
3. Lavoro e disoccupazione
Sotto i governi di centrosinistra la disoccupazione era più alta di quella attuale. Con Meloni il tasso è sceso intorno al 5-5,7% (livelli più bassi da quasi vent’anni) e il tasso di occupazione ha toccato massimi storici (oltre il 62-63%). Non è un miracolo e restano problemi strutturali (precarietà, giovani, Sud), ma dire che “prima si stava meglio” sui numeri del lavoro è semplicemente falso.
4. Immigrazione e sbarchi
Con Renzi (2016) si toccò il record storico di oltre 181.000 sbarchi. L’unico tentativo serio di ridurre i flussi da sinistra fu quello di Marco Minniti (governo Gentiloni), con gli accordi con la Libia. E venne attaccato duramente proprio da larga parte della sinistra. Oggi gli stessi che allora urlavano “porti aperti” accusano Meloni di non risolvere tutto, dimenticando i numeri del passato.Lo stesso discorso vale per i 5 Stelle: grandi promesse, reddito di cittadinanza, ma risultati concreti su lavoro, sanità e salari molto scarsi.
E con Meloni?
Nessuno può dire che abbia “risolto tutto”. Gli stipendi italiani restano bassi rispetto alla media europea, la sanità ha liste d’attesa infinite, l’inflazione ha mangiato potere d’acquisto (anche se ora è rientrata), e i problemi strutturali (bassa produttività, demografia, burocrazia) sono ancora lì.
Nel 2023 gli sbarchi sono stati altissimi (~157.000), poi sono scesi nettamente nel 2024-2025 e nel 2026. Qualcosa si è mosso, ma non è il paradiso.
Allora perché votare a sinistra?
Qui la domanda diventa seria. Se il giudizio si basa sui risultati concreti sui temi di cui parlano (salari, sanità, lavoro, immigrazione), i precedenti non sono brillanti.
Si può votare sinistra per altre ragioni: una visione diversa sui diritti civili, sull’ambiente, sull’Europa, sulla redistribuzione, o semplicemente perché non si condivide la cultura e lo stile del centrodestra. Sono motivazioni legittime. Ma se il motivo è “perché con loro si stava meglio” o “perché risolveranno i problemi di cui parlano”, allora i fatti degli ultimi 10-15 anni dicono il contrario. Gridare allo sfacelo mentre si è stati al governo per anni, senza aver risolto quei problemi, è retorica. Non politica.L’Italia ha problemi seri e strutturali che nessun governo ha ancora affrontato fino in fondo. Votare dovrebbe basarsi su risultati e proposte credibili, non su slogan ripetuti in tv.
#sinistra #campolargo #Schlein #PD #Conte #5stelle #governo
🔴 Sondaggio – Chi dovrebbe guidare la Lega?
Secondo te, Matteo Salvini dovrebbe lasciare la leadership della Lega a favore di Luca Zaia?
#Lega#Salvini#Zaia
@radente1@LegaSalvini Nient'altro che le tesi congressuali!
Forse è il caso di rivedere il video del Congresso.
Questo è il nostro programma, questa è l'idea della Lega.