#Bullismo sui #social e dove trovarlo.
Il caso: Carlo The Comunist (@Marooned74).
Bio: " Terzo account… Più forte di prima… Antifa Nella vita nulla è dovuto, tutto si conquista! #ForzaNapoliSempre "
https://t.co/Z5ljFg3SiP
@ScaltritiLab@Marteena84 È da oltre un secolo che nessun ricercatore trova qualcosa da solo, ma si lavora in team, sulla base anche di altrui risultati, anche precedenti.
Scrivi pure sulla tua bio, @ScaltritiLab: "sono un coglione che pensa che tutti siano ignoranti in materia di scienza moderna".
@MiriamGergo @poeticimisti Eh, ma era ora. Io lo avrei fatto prima.
Non servono a niente i buoni discorsi.
Ve lo avevo detto. Avete solo sprecato tempo e parole contro un muro.
@sbuglio@MarioImprotaXIV Sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino, sei un cretino.
@augustamontarul@Antonella_Soldo@FratellidItalia Dategli la #droga leggera: vivono per questo; quasi più lavorano: pensano solo alla droga, a come fumarla senza nascondersi; stanno sui social a chiedere droga, droga, droga!, tutto il giorno: niente interessi, niente altro che li faccia vivere: sono intossicati fino al midollo.
Sto leggendo gli articoli su questa madre che avrebbe lasciato il proprio neonato in quella che oggi si chiama Culla per la vita e prima si chiamava Ruota dell’abbandono. Un luogo sicuro collegato ad un ospedale in cui lasciare un bambino che non si vuole o non si può crescere. Un servizio giusto, se non fosse che nel momento in cui tu offri quel servizio per evitare che una madre, magari incapace di gestire la situazione, magari spaventata all’idea di doversi rivelare o dover dare spiegazioni, sarebbe cosa opportuna rispettare il silenzio. Il silenzio di chi ha preso una decisione cercando l’anonimato. Il chiasso di questi giorni è indelicato e profondamente sbagliato. Il Policlinico ha diffuso la notizia, ha condiviso con la stampa il testo della lettera lasciata dalla madre, ci si è lanciati in identikit parlando di giovane età visto lo slang “giovanile” della lettera. Il primario, addirittura, ha rilasciato un’intervista parlando di sconfitta della società e invitando la madre a ripensarci, se vorrà. Ecco. Se io decidessi di non tenere mio figlio vorrei tutto tranne questo. Leggere sui giornali i titoli sulla mia scelta, il nome del bambino, i giudizi altrui, il testo della mia lettera spiattellato, il primario che ritiene la mia decisione una sconfitta per tutto il paese che non ha saputo ascoltare il mio grido di dolore (ma chi l’ha detto, poi?). Insomma. Non sbandierate queste opportunità come prova di grande civiltà se poi la scelta di una madre anonima la gestite come un lancio stampa di Sanremo. E non stupitevi, soprattutto, se la prossima madre, magari spaventata dall’eventuale clamore, il neonato lo lascia in un cassonetto.
@MediasetTgcom24 Il #carcere lo diamo alla #sanbenedettospa, che si ostina a imbottigliare l'#acqua (producendo #inquinamento con plastica e trasporto); a speculare su una risorsa comune, invece di farla confluire ai cittadini, tramite condotte pubbliche.
@RobertoBlumett5@MediasetTgcom24 Non ci sono danni alcuni ai beni oggetto di protesta: usano vernice lavabile gli #attivisti; chi dovrebbe pulire tali gesti sono i #consumatori di carburante che si spostano in auto invece che con i mezzi pubblici e chi ha monocolture standard, non in linea con la #biodiversità.
@CantiniGiorgio@MediasetTgcom24 L'attuale scarsità d'acqua dipende da edificazione di abitazioni singole in modo spropositato al posto di condomini; dalla cementificazione selvaggia; dalle monoculture, che distruggono i microclimi locali italiani, abbattendo alberi e anche dagli inutili campi da #golf diffusi.