Barriere idrauliche: tecniche in situ per rimuovere contaminanti in falda, che consistono in pozzi dai quali si emunge acqua per creare una depressione che richiama a se l’acquifero contaminato
Soil Vapor Extraction: tecnica in situ per rimuovere contaminanti organici volatili che prevede aspirazione di aria tramite pozzi finestrati al fine di richiamare il contaminante in superificie. E' solitamente accoppiato ad altre tecniche di bonifica quando T<70 Pa
Barriere reattive permeabili:tecniche di bonifica in situ per contaminanti (organici e non) in falda. Il materiale piú permeabile (carboni attivi, resine, Feº) dell'acquifero degrada il contaminante; lo scavo in cui si pone puó essere in trincea continua o funnel and gate.
Air Sparging: tecnica in situ per rimuovere contaminanti organici che prevede l'insufflazione di aria tramite pozzi finestrati in falda per fornire ai microrganismi l'O2 che serve per la degradazione del contaminante. Si può inserire altra sost. org. per favorire il cometabolismo
Stabilizzazione e solidificazione: tecniche di messa in sicurezza in situ (trivellazione o jet grouting) ed ex situ (blocchi cementizi). Si miscela il terreno con cemento e acqua per inglobare e stabilizzare il contaminante nei micropori della massa cementizia.
Bioventing: tecnica in situ per rimuovere contaminanti organici poco volatili che prevede l'insufflazione di aria tramite pozzi finestrati in zona vadosa, al fine di fornire ai microrganismi l'ossigeno necessario per la degradazione del contaminante
L' umificazione sfrutta l'azione dei microrganismi per degradare contaminanti organici. Prevede cumuli statici o rivoltati; è necessaria la presenza di aria per garantire i processi aerobici.
Attraverso #biostimulation, #bioaugmentation e strutturanti si favorisce il processo.
Soil Washing: tecnica in situ che prevede un lavaggio fisico - stacciatura del terreno per decontaminare la frazione grossolana - e un lavaggio chimico - miscela di suolo con acqua e soluzione di lavaggio seguita da una sedimentazione per separare il suolo da soluzione esausta. -
Phytoremediation: tecnica di #bonifica, in situ o ex situ, che prevede l'utilizzo di piante per degradare contaminanti organici e inorganici. Tecnica tutta #green, poco impattante ed economica, ma limitata per:
-estensione
-concentrazione del contaminante
-tempo
Degradare le #microplastiche si può! Un team di ricercatori svedesi ha trovato un modo #economico e #sostenibile per farlo: sottoporre frammenti di microplastica ricoperti di un nanorivestimento in ossido di zinco a degradazione fotocatalitica
#plasticfree#CBUnina19
Degradare le #microplastiche si può! Un team di ricercatori svedesi ha trovato un modo #economico e #sostenibile per farlo: sottoporre frammenti di microplastica ricoperti di un nanorivestimento in ossido di zinco a degradazione fotocatalitica
#plasticfree#CBUnina19
L’impatto delle MP nella phytoremedation da metalli attraverso piante in estuari. È stato studiato come il comportamento delle MP sia associato al quello dei metalli all’interno di estuari Marini. Si ipotizza lo stesso metodo di rimozione per entrambi. 🌿
https://t.co/fHLo9yMRKN
In occasione del Green Living Show di Toronto, arriva un'alternativa valida alle #plastiche monouso: posate #biodegradabili in crusca di grano. L'impianto di produzione Biotrem, può produrre fino a 10.000 piatti e ciotole biodegradabili da una tonnellata di crusca.
#CBUnina19
Secondo l' EFSA agenti inquinanti come i policlorofenoli (PCB), gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e il bisfenolo A, anche in elevate concentrazioni, possono accumularsi sulle particelle di #microplastica.
#stopplastics#CBUnina19
Uno studio recente dimostra che il piú grande serbatoio di #nanoplastiche è il suolo; esse hanno un effetto deleterio sui microrganismi che vivono nel terreno e che sono strettamente correlati alla sua fertilità, mettendo a rischio la #biodiversità. 🌱
#CBUnina19@BUnina19
Ocean Array Cleanup: un sistema composto da una catena di barriere galleggianti della lunghezza di due chilometri e poste in favore di corrente, senza reti, che convogliano la #plastica verso piattaforme che fungono da imbuto.
#environment#CBUnina19
https://t.co/AKLRBmA93A
I teli in #polietilene generalmente usati per coprire i campi nelle pratiche agricole rilasciano numerosi frammenti di #microplastiche: una soluzione potrebbe essere usare teli #biodegradabili, che possano essere decomposti dai microrganismi.🌍
#CBUnina19 https://t.co/gw3ralGFj7
È stata esaminata l'efficienza di una tecnologia avanzata, quale il bioreattore a membrana (MBR) che negli impianti di trattamento delle acque riesce a rimuovere fino al 98,3 % delle #microplastiche presenti prima del processo a fanghi attivi.
https://t.co/rXUxnjJWPr