Questo grafico - fatto dall’Osservatorio Conti Pubblici - ci fa capire come funziona la nostra imposta principale, l’Irpef.
Fino a 12 mila euro annui (circa 900 euro al mese), si paga zero IRPEF.
Nel primo scaglione (0-28 mila euro, cioè fino a circa 1.600 euro netti al mese) si paga in media circa 100 euro al mese.
Vuol dire che qualsiasi cosa fai, dai un beneficio ridottissimo. Ma per il motivo più semplice di tutti: già si pagano pochissime imposte.
Ecco perché il mantra “riduciamo le imposte ai redditi bassi” non ha alcun senso.
Il problema di questi redditi non sono le tasse: il problema è che è basso il lordo (e allora le politiche per risolvere il problema sono altre).
Come vedete chiaramente dal grafico, il problema del sistema fiscale italiano è che massacra il ceto medio: quando guadagni 2.500/3.000 euro al mese, un terzo del tuo reddito se ne va in IRPEF.
E se ti viene la malaugurata idea di lavorare un po’ di più, su ogni 100 euro lordi, circa la metà se ne va in Irpef : un gentile trattamento che negli altri paesi europei riservano solo a chi guadagna 9/10 mila euro netti al mese.
Questa è la battaglia principale del @Partito_Libdem : riduciamo la spesa pubblica per dare respiro ai “muli da soma” di questo paese.
Ieri ho pubblicato un video di @Giorgioaki. In sostanza i figli di 12, 13, 16 anni dei miliardari, anche i figli di quelli che miliardari lo sono diventati grazie alla tecnologia, non hanno tecnologia.
Giocano con pastelli, acquerelli, fogli da disegno, insomma giochi manuali, non Smartphone.
Sotto quel video sono arrivati i soliti quattro fenomeni a commentare che il problema non è il dare lo smartphone a un tredicenne, ma “spiegargli come si usa”.
Per voi, c’è questo articolo che scrissi mesi fa.
https://t.co/Q7ujzS6Vqi
Rispetto al 2001, i dipendenti hanno un reddito dichiarato minore del 9% (aggiustato per l'inflazione), mentre i pensionati in crescita del 37%. Nel 2001, il reddito da pensione era il 61% di quello da dipendente e ora è il 92%.
Oggi #Moggi, radiato dalla @FIGC e riconosciuto dalla Corte di Cassazione il promotore di una associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, scrive (?) su “Libero” per commentare il recente scandalo arbitrale, questa sera il TG1 mette nei titoli di apertura “DeSantis (radiato dalla @Figc) il Var é un flop”. Attesa per gli editoriali di Gianluca Soncin sui femminicidi, di El Chapo sulla tossico dipendenza, e di Adolf Hitler sul genocidio #repubblicadiCialtronia
Nessun club è indagato, stavolta non c'è Fofana perché la notizia è positiva
C'è Lautaro che esulta come dopo un gol
Lo sponsor ora si può fare vedere
Fantastici
Ad aprile, quando escono i dati sulle dichiarazioni dei redditi, tutti si lamentano che “11 milioni di italiani” non pagano l’Irpef (cosa che accade semplicemente perché nel corso del tempo tutti i tagli fiscali sono andati esclusivamente a vantaggio dei redditi bassi).
Poi ad ottobre, quando si presenta la Legge di Bilancio e qualcuno prova anche solo a proporre di tagliare le tasse solo o soprattutto a chi guadagna 2500 euro al mese, tutti gridano contro “il taglio delle tasse ai ricchi!” e chiedono che il beneficio vada invece solo ai redditi bassi.
Poi arriva aprile, e ricomincia tutto daccapo.
🚨 Diego Simeone on Lamine Yamal after Atlético Madrid eliminated Barcelona on aggregate despite Yamal’s early goal:
“He is a good kid with a lot of talent. He asked for a one-on-one yesterday, he scored in the third minute, and the media wants to crown him the king of Europe. But in football, the only thing that matters is who is in the draw tomorrow morning. The press wants me to be terrified of a teenager because he does stepovers and gives confident interviews. Please. For a decade, I had to stand on the touchline and watch Cristiano Ronaldo score hat-tricks to actually knock my team out of this competition. That is real terror. Lamine played a beautiful game tonight, but the reality is we are going to the semi-finals, and he is going home to watch us on television. There is a big difference between playing a pretty game and being a nightmare.”
Sto vedendo dei video in cui un gruppo di persone festeggia per la vittoria del NO intonando cori da stadio (“chi non salta … è”, laddove a posto dei puntini mettete nomi di politici o di loro colleghi) e cantano le canzoni della Resistenza contro il nazi-fascismo.
E ho pensato che è comunque bello vedere militanti politici festeggiare, anche se nella fattispecie sostengono un’opinione diversa dalla mia.
Poi ho guardato meglio: quelle persone sono magistrati della Repubblica, ovviamente in servizio.
Persone che, con le proprie inchieste, hanno il potere di privare una persona della propria libertà o comunque rovinarle la vita.
Che strano paese che siamo.
@imolexandra@ArtemiosMi Confermo che la residenza conta poco, conta l’ISEE
Le borse guardano il nucleo familiare e i redditi. Se lo studente dipende ancora dai genitori, spostare la residenza non cambia nulla.
@imolexandra@ArtemiosMi Ho studiato fuori sede. Non conosco le regole delle borse di studio perfettamente ma tra le centinaia di studenti che ho conosciuto solo uno prendeva una borsa di studio. Non è questo il motivo per cui non si sposta la residenza (che è dove risiedi, ripeto)