Speciale Enzo Bianchi
Vari articoli in ricordo del fondatore del Monastero di Bose
Gianfranco Ravasi ricorda Enzo Bianchi
Enzo Bianchi. Se ne va un testimone cristiano
Il Monastero di Bose ricorda fratel Enzo
Addio a Enzo Bianchi
#EnzoBianchi#1settembre
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Per coloro che leggono la stampa internazionale.
Oggi sul *New York Times* sono apparse alcune dichiarazioni importanti sulla condotta criminale e genocidaria dell’esercito e del governo israeliano.
Generali Israeliani paragonano le azioni di Israele alla Germania nazista, ad Adolf Hitler e all’Olocausto; tali dichiarazioni saranno sicuramente riprese dalla stampa italiana e condannate dai difensori del genocidio israeliano.
Vorrei sottolineare nuovamente che queste dichiarazioni provengono da generali e ex PM ebrei israeliani.
Israele ha perso l’appoggio mondiale a causa dei propri crimini di guerra, del genocidio a Gaza e della pulizia etnica in Cisgiordania occupata e in Libano e dei bombardamenti illegali verso 5 paesi sovrani… ora lancia una guerra ibrida fatta di propaganda, menzogne, disinformazione per destabilizzare le democrazie occidentali. In primis i paesi europei critici del genocidio coloniale in corso in Palestina.
L’assalto a Ceuta è stato facilitato e istigato dalla propaganda generata da Israele.
Quanti crimini dovrà ancora commettere Israele prima che vengano commissionate sanzioni a questo paese canaglia?
#LeoneXIV al Meeting di Rimini
Gli applausi più forti devono essere per Gesù Cristo: siamo tutti discepoli di Gesù! Ci sono tante opportunità qui per riflettere sulla nostra vita, sulla società, sulla fede. L’amore è la forza che può veramente cambiare il mondo.
MEDIO ORIENTE | Quanto sta avvenendo in Cisgiordania "è inaccettabile". Lo ha detto il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi, a margine dei lavori del Meeting di Rimini. #ANSA
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Non sono un fan dell’attuale Papa (a dir la verità non lo sono mai stato di nessun Papa). Ma ieri, durante la visita a San Marino, Leone XIV ha denunciato una cultura che «riarma le menti, le parole e le nazioni».
E di questi tempi sono parole importanti.
Una riflessione che condivido, al di là della fede e del giudizio che ciascuno può avere sulla Chiesa.
Perché prima si riarmano le menti, convincendoci che il mondo sia diviso soltanto tra buoni e cattivi. Poi si riarmano le parole: traditore, terrorista, invasore, parassita, nemico. Infine si riarmano le nazioni. E quando arrivano le bombe, il terreno culturale è già stato preparato.
La politica alimenta la paura. I media semplificano realtà complesse, strumentalizzano notizie e manipolano la realtà. I social premiano rabbia, insulti e contrapposizione. Così il dialogo viene scambiato per debolezza, il dubbio per vigliaccheria e chi prova a comprendere le ragioni dell’altro viene accusato di stare dalla sua parte.
Ma comprendere non significa giustificare. Significa impedire che qualcun altro scelga al posto nostro chi dobbiamo odiare. E allora, prima di condividere l’ennesimo contenuto che divide il mondo in tifoserie, fermiamoci un istante.
Perché le armi più pericolose non sono sempre quelle impugnate dai soldati. Sono le parole cariche d’odio che accettiamo di far entrare nella nostra testa.
Le bombe distruggono le città, la propaganda, prima ancora, distrugge la nostra umanità. Il Papa ieri, l’ha detto in maniera inequivocabile. È giusto sottolinearlo e fargli eco: le guerre non cominciano quando parte il primo missile; cominciano quando smettiamo di vedere esseri umani dall’altra parte.
🔴+++#PapaLeoneXIV al popolo di Cl: "E' l'ora della responsabilità"
👉#PapaLeone, dopo 44 anni dalla visita dell'ultimo Pontefice (#GiovanniPaoloII, estate '82), parla ai 60 mila presenti al Meeting di Rimini: "Sì, cari amici, è l'ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura. Le diverse edizioni del Meeting, in effetti, hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l'arte, la musica, la letteratura, la scienza, l'economia e con ogni espressione dell'animo umano", ha detto il Pontefice.
📺In diretta su #TV2000 e #Play2000
Speciale @tg2000it
#22agosto #LeoXIV #PopeLeo #PopeLeoXIV #LeonXIV #Pape #Pontefice #Meeting2026 #MeetingRimini #meeting26
@vinmorgante@comunerimini@MeetingRimini@CLiberazione
Essere contro il governo israeliano non mi rende antisemita. Ogni vita conta.
Mi rifiuto di credere che essere ebrea significhi indifferenza alla sofferenza palestinese. Non puoi dirmi non sono abbastanza ebrea perché scelgo di parlare per l'umanità, dignità e libertà per tutti.
Se vieni beccato senza biglietto (€2,20) sulla metro, paghi una multa dai 35 ai 150 euro.
Se sei un politico e crei un danno di 1 milione di euro, con la nuova riforma, sarai costretto a pagare al massimo il 30%.
Ma se la chiami Casta, si offendono.
#governodegliorrori
Il male non si combatte col male. Come in cielo, così in terra l’amore è la legge della vita, il metodo della redenzione, del Messia crocifisso. Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità. #VisitaPastorale #Rimini
A Minister shows off gallows built for Palestinians only: the genocide continues.
Still no sanctions on Israel.
Why?
Because it's under our skin, the system we belong to: ams deals, tech contracts, pension funds, lobbies, abuses, impunity.
Left untreated, apartheid metastasizes.
Il ministro Ben-Gvir non è un’aberrazione: è l’autobiografia del governo criminale israeliano e rappresenta la società israeliana stessa.
L’80% degli israeliani è favorevole alla pulizia etnica dei palestinesi.
Dopo l’annuncio di Ben Gvir di costruire un "braccio della morte" con patibolo e cabine, da cui gli israeliani potranno assistere alle impiccagioni, il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato: “stiamo dando a Ben Gvir ancora più potere!”.
Tentare di minimizzare i crimini di Ben Gvir e descriverlo come l’unica mela marcia o una anomalia significa ignorare che l’intero governo israeliano commette crimini contro l’umanità e crimini guerra, barbarie e atrocità sistematicamente.
E tutti i candidati a sostituire questo governo israeliano regolarmente dichiarano di voler bombardare la Turchia - un paese NATO- la Siria, il Qatar, oltre a dare il loro sostegno per gli insediamenti illegali nei territori occupati palestinesi e l’occupazione e la dittatura militare israeliana che dura da 58 anni.
I veri amici e alleati di Israele dovrebbero sostenere quella minoranza in via di estinzione israeliana, come la nipote dell’ex presidente Shimon Peres, che chiede di sanzionare Israele.
CHIAMATE TUTTI, MA PROPRIO TUTTI!
Tutto il Vangelo è un continuo bussare alla porta della gioia, di cui Gesù possiede la chiave.
Dopo (il) faticare nelle vigne, eccoci invitati ad una festa. Una festa dall’esito incerto, drammatica anche per Dio. Il Dio dalla sala vuota, dalle chiese tristi, il Dio del pane e del vino che nessuno vuole, nessuno cerca, nessuno gusta. Eppure Dio invita: non alla fatica della vigna, ma a nozze, al piacere del vivere.
Festa grande, oggi in città: si sposa il figlio del re.
Succede però che gli invitati, persone serie dai piedi per terra, accampano delle scuse: hanno degli impegni da concludere, non hanno tempo per la leggerezza o la superficialità di una festa. Troppo impegnati, non hanno il tempo di vivere. L'idolo della quantità ha chiesto che gli fosse sacrificata la qualità della vita.
Dio organizza la migliore delle feste, ti invita a una vita buona e bella e felice. Tutto il Vangelo è un continuo bussare alla porta della gioia, di cui Gesù possiede la chiave.
Dopo il rifiuto, i servi partono con l’ordine del re, illogico e favoloso: tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze. Tutti, senza badare a meriti o a formalità. Dio parte dagli ultimi: che entrino prima i cattivi, ne hanno più bisogno, e i buoni a seguire. Ma che siano tutti!
Sala piena, scandalo per il mio cuore fariseo. E quando scende nella calca festosa della sala, vedo Dio entrare nel cuore della vita, come uno cui sta a cuore la mia gioia, e se ne prende cura.
Ed ecco il grande paradosso: tra barboni e mendicanti siede un invitato senza l'abito della festa. Nota stonata e inaccettabile che spinge il re a farlo buttare fuori.
Quell’uomo è l’emblema inconsapevole di quelli che hanno rifiutato l’invito.
Sì. E’ possibile fallire la vita, è possibile non rendersi conto di aver perso ciò che di meglio essa offriva.
Ad ognuno di noi è posta come condizione il vestito di nozze. L’uomo che ne è privo non è peggiore degli altri, buoni e cattivi si confondono nella sala stracolma. Ma lui è isolato, è solo, non può godere la festa perché non porta il suo scampolo di bellezza. Quell’uomo non ha creduto alla festa. Si è sbagliato su Dio! Ha la mentalità di quelli che hanno rifiutato. E’ lì, ma il cuore è assente, è altrove. Sbagliarsi su Dio è un dramma, anche in questi giorni tremendi, perché poi ci sbagliamo sul mondo, sulla storia, sull'uomo, su noi stessi. Sbagliamo la vita (David M. Turoldo).
Di cosa è simbolo quell'abito, il migliore che avrebbe dovuto mettere? Di un comportamento senza macchie? No. L'abito nuziale non è quello indossato sulla pelle, è il vestito di un cuore acceso che desidera credere, perché credere è una festa.
Anch'io ho l'abito un po' rattoppato, un po' consunto. Ma il cuore, quello no: ha fame e sete, come il tuo. E desidera, come te, che gioia e festa, che pace e perdono brillino ancora in tutte le case, in tutto il mondo.
Ermes Ronchi (https://t.co/giWvBehAbh)
Gli italiani, a partire da salentini, pugliesi e tutto il Sud, dovrebbero capire cosa sta accadendo alla Grecia. Difendere la Palestina dall'Apartheid (modello polotico in espansione) non è un gesto di carità, ma di autopreservazione, prima che il pericolo ci sfiati sul collo.
https://t.co/dMKDaeSlFN
'La Coop di Firenze ha deciso di togliere i prodotti israeliani dagli scaffali.
Una decisione eroica, arrivata dopo mesi di pressioni di soci e clienti per promuovere il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Ora si può scatenare un
Soldati franco-israeliani cantano l’inno nazionale francese per celebrare il genocidio a Gaza.
Oltre 4000 franco-israeliani, 1000 italiani israeliani prestano servizio nei territori occupati palestinesi e commettono pulizia etnica e genocidio a Gaza.
Mentre i governi europei criminalizzano i critici del genocidio israeliano e danno la caccia alle voci palestinesi in Europa, migliaia di cittadini europei 🇮🇱 sono liberi di partecipare a un genocidio coloniale in mondo visione.
La complicità dell’Occidente democratico ci ricorda che il fascismo genocida non è un capitolo chiuso. I suoi germi sono metastatizzati in Palestina.
È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia e di minimizzare le atrocità commesse nel passato e che vengono replicate oggi in Palestina.
Sterminio, uccisioni sommarie e massacri sistematici di bambini, fame, malattie e stupri come armi di guerra, arresti arbitrari e processi militari ai bambini, terrorismo dei coloni:
ora i palestinesi vengono marchiati con i numeri e i detenuti vengono torturati e stuprati fino alla morte e i ministri israeliani invocano quote quotidiane di uccisioni a Gaza.