Nato a Napoli, impegnato per @UilmNazionale,esprimo opinioni personali, scrivo di industria su #Fabbricasocietà , ospite di @StartMagNews e @Formichenews
Zelensky scrive a Putin per proporre un incontro faccia a faccia. La risposta è arrivata dopo poche ore: 11 morti e 68 feriti. Ma i guerrafondai siamo noi
L'uscita d Pina Picierno dal Pd è una storia drammatica, una donna che è cresciuta tantissimo in tutti questi anni e constata - penso con molto dispiacere - che il Pd non serve più a fare le battaglie importanti nell'età delle guerre e dell'Europa aggredita
Il casco blu in Libano ucciso due volte, dai terroristi (Hezbollah) e da chi non ha il coraggio di pronunciare il nome dell’assassino (perché non ha la Stella di David)
di @claudiovelardi
https://t.co/HbAfJtpnM8
Sui tremebondi organizzatori di Salerno Letteratura dediti alla censura valgano le parole di Erri De Luca: “non sono stato escluso dal Festival , il Festival si è escluso da me “ . Un grande scrittore e i quaquaraqua
Ora che è stata provata l’origine russa del drone Geran-2 caduto in Romania, propagandisti e disinformatori italiani quali scuse o provocazioni inventeranno?
I particolari sulle sevizie alla piccola Bea sono illeggibili. Bambini in mano a due tossici squilibrati e poi però ci sono quelli de la casa nel bosco....mah
«I russi ci hanno proposto di scambiare i bambini ucraini che hanno rapito con i soldati prigionieri. È fuorilegge, come si può fare una cosa del genere? Ed è la dimostrazione del fatto che la Russia ha rubato i bambini». (Volodymyr Zelensky)
Tentativi di manipolazione cognitiva perseguiti con la complicità della destra radicale francese.
In Italia la situazione è molto più compromessa per mancanza di consapevolezza e di analisi e perché la contiguità con la propaganda del Cremlino riguarda anche ambienti di sinistra. Destra radicale e sinistra rossobruna sono felicemente e appassionatamente insieme strumenti di destabilizzazione di Putin.
Scrittore e cantautore attaccati solo perché non si sono accodati ai mantra progressisti. E così gli amici sono diventati dei fascisti.
di @Apndp
https://t.co/ZZ7I2Z4kxB
Anche Edoardo Bennato la pensa come De Gregori (peraltro da sempre): "Gli artisti non facciano comizi, parlino con le loro opere". ➡️ https://t.co/IqogB9xbM4 @edoardo_bennato#DeGregori#Bennato#politica#Arte
Con la preghiera di ascoltare e leggere. Grazie!
Fate girare, diffondete, per favore!
"Cari amici,
@RadioRadicale è stata imbavagliata in #Turchia.
Il governo turco ha deciso di silenziare Radio Radicale.
Gli ha messo la mordacchia, nel silenzio assordante dei media italiani, tranne pochissime eccezioni, e nel silenzio assordante di una Unione europea e del mondo democratico in generale, tutti impegnati a celebrare i droni turchi e le esportazioni di armamenti.
Radio Radicale è silenziata in Turchia e silenziata in #Italia.
Il suo corrispondente in Turchia, da 16 anni, ha contribuito quotidianamente con le sue cronache a far conoscere agli italiani e agli europei lo spaventoso arretramento dello stato di diritto e della democrazia in questo paese con il tramonto della giustizia e della libertà di espressione; arretramento in corso da tempo, ma oggi con il brutale attacco della polizia alla sede del principale partito di opposizione e con la destituzione del suo presidente, siamo all’atto finale che sancisce definitivamente la fine dell'inganno dell’esistenza di un barlume di democrazia in questo Paese.
Molti di voi e vi ringrazio, mi avete espresso solidarietà anche per avermi pubblicamente riconosciuto il merito di aver tenuto acceso il faro dell’informazione sugli orrori compiuti dalla Repubblica islamica contro la sua popolazione civile.
Ora il mio profilo X è stato oscurato per decisione del governo turco proprio mentre la magistratura turca veniva denunciata, da me e dai media dell’opposizione, come eterodiretta dalla presidenza della Repubblica che ha destituito il leader dello storico partito laico, socialdemocratico, fondato da #Atatürk, che aveva sconfitto, per la prima volta nel 2024 - seppur nelle elezioni locali - la macchina da guerra dell’Ak Parti di #Erdoğan.
Il mio profilo X è stato oscurato proprio mentre il presidente Recep Tayyip Erdoğan sta ridisegnando un'opposizione a lui leale, addomesticata, insediando un “perdente cronico elettorale” come capo dell'opposizione: un personaggio innocuo che gli permette di dormire tranquillo e di prepararsi a vincere le prossime presidenziali che molti prevedono che saranno anticipate.
Aspettarsi elezioni libere in Turchia oggi è pura fantasia. Resistere a questa recita meticolosamente orchestrata, trasmessa quotidianamente in diretta dai media filogovernativi, è un diritto di tutte le organizzazioni di massa, le organizzazioni della società civile, le persone che difendono la democrazia e naturalmente anche dei giornalisti che hanno il dovere deontologico di smascherare tale recita.
E io continuerò a smascherarla.
È noto che utilizzo i social esclusivamente per veicolare la mia attività di corrispondente per Radio Radicale conducendo la mia rigorosa e quotidiana attività di corrispondente senza alcuna pavida autocensura mettendo appunto in rilievo lo spaventoso arretramento dello stato di diritto in Turchia, attività, come spesso mi viene riconosciuto, svolta con rigoroso equilibrio e completezza di informazione, supportata sempre da una adeguata quantità di fonti qualificate e autorevoli.
Non chiedo e non mi aspetto solidarietà dai media di informazione in Italia, non mi aspetto solidarietà per la mia attività di corrispondente in Turchia, per la mia dignità e la mia stessa incolumità personale, ma mi aspetterei, soprattutto dal mondo dell’informazione radio-televisiva una mobilitazione che chieda che sia posto fine al bavaglio dei giornalisti nell’esercizio della loro preziosa e indispensabile attività di informazione, soprattutto per coloro che operano sul campo in condizioni estremamente difficili e rischiose con mezzi e risorse spesso molto precari e in regimi fortemente autoritari.
Mi rivolgo in particolare ai colleghi giornalisti e ai loro direttori:
È in gioco la libertà di tutti noi e il diritto dei cittadini ad essere informati; è in gioco la libertà del giornalismo indipendente non disposto a piegarsi alla propaganda dell’autocrate di turno."
“È tutto tragicamente chiaro. Gli omosessuali ebrei vengono esclusi in quanto tali. Il #RomaPride ha tradito la sua natura, quella di difendere i diritti di tutti».
La mia intervista con @DavidDS___ per @tempoweb
C’è qualcosa di profondamente sbagliato quando un movimento nato per difendere le minoranze comincia a decidere quali minoranze siano moralmente ammesse e quali no.
Una democrazia liberale non può chiedere a nessuno un “esame politico” sulla propria identità per poter manifestare in piazza. Si possono criticare il governo Netanyahu e le scelte di Israele, come qualsiasi altro governo. Si può descrivere l’orrore di Gaza con parole diverse e avere visioni diverse sulle responsabilità politiche e militari del conflitto.
Ma escludere una realtà ebraica LGBTQ+ dal Roma Pride perché non conforme a una linea politica significa oltrepassare un limite pericoloso.
La purezza ideologica è sempre stata una pessima organizzatrice di libertà collettive.
Solidarietà a Keshet Italia e Keshet Europa, non accettati prima nel coordinamento politico del Pride e successivamente esclusi dal corteo del prossimo 20 giugno. Quando agli ebrei viene chiesto di dimostrare di essere “politicamente accettabili” per poter partecipare a uno spazio pubblico, il problema ha un nome preciso: antisemitismo. E va contrastato sempre, senza ambiguità e senza doppi standard.
@DavidKeshet@EUAntisemitism