In response to the deteriorating security situation, 🇨🇭 has three objectives: strengthen resilience, improve protection and enhance defence capabilities. The Federal Council has adopted Switzerland’s Security Policy Strategy 2026. https://t.co/VzEujnJzNr @vbs_ddps
C’è un dato diffuso in questi giorni che racconta bene una parte delle difficoltà dei giovani italiani nel mercato del lavoro: nel 2025 hanno lasciato la casa dei genitori, in media, a 30,2 anni. La media europea è 26,3. Peggio dell’Italia fanno soltanto Croazia, Grecia e Slovacchia; la Spagna è sullo stesso livello.
Preso da solo, il dato potrebbe essere letto come un fatto culturale, familiare o legato al mercato della casa. Ma Eurostat lo mette accanto a un altro indicatore che cambia parecchio la lettura: il tasso di occupazione dei 20-29enni.
Nel 2025 nell’Unione europea lavora il 65,5% dei giovani di questa fascia di età. In Italia siamo intorno al 48%, che corrisponde al valore più basso dell’UE. Per capirci, nei Paesi Bassi il tasso arriva all’84%, in Germania al 77%.
La relazione non dimostra, naturalmente, un nesso causale automatico. Ma la geografia europea è abbastanza netta e emerge come nei Paesi nei quali i giovani lavorano di più, tendono anche a lasciare prima la famiglia di origine; dove l’occupazione giovanile è più debole, l’uscita avviene più tardi.
Questo aiuta anche a leggere diversamente la discussione sull’autonomia dei giovani italiani e quando si costruiscono le sue condizioni economiche.
Diversi studi della Banca d’Italia e dell’Istat mostrano che il ritardo nell’uscita dalla famiglia di origine dipende dall’intreccio tra condizioni del mercato del lavoro e accesso alla casa. Contano l’ingresso tardivo nell’occupazione, la discontinuità lavorativa, i redditi insufficienti e il costo dell’abitazione. La famiglia finisce così per svolgere una funzione di protezione economica molto forte, assorbendo una parte del rischio che altrove viene sostenuto maggiormente dal mercato del lavoro e dal welfare.
Questo non significa che cultura e modelli familiari non contino ma ridurre tutto all'Italietta significa ignorare una parte importante del problema.
L’occupazione continua a crescere, ma nel secondo trimestre 2026 abbiamo l'1,3%
di ore lavorate in più e circa l'1% di PIL in più. Vuol dire che, mediamente, ogni ora di lavoro genera meno rispetto a un anno fa e, infatti, la produttività è diminuita dello 0,3%.
Una dinamica che continua ormai da diversi anni.
Sarebbe troppo facile spiegare la
debole produttività semplicemente con una crescita di lavoro precario o a poche ore. I dati non raccontano questo: aumenta il tempo pieno e aumenta il lavoro permanente. La questione è più profonda e riguarda dove si crea occupazione, come vengono organizzati lavoro e produzione, gli investimenti, la tecnologia e la capacità delle imprese di generare valore aggiunto.
Il problema diventa ancora più evidente se lo guardiamo in prospettiva demografica. L'Italia può ancora sostenere la crescita aumentando i tassi di occupazione, soprattutto tra donne, giovani e lavoratori più anziani. Ma la popolazione in età da lavoro sta diminuendo e una crescita fondata prevalentemente sull'aggiunta di persone e ore incontra quindi un limite strutturale.
Se non torna a crescere la produttività, diventerà difficile sostenere insieme crescita economica, salari e sistema di welfare.
Soldat de la Résistance, militant et affranchi, écrivain et penseur du siècle, défenseur de la nature et des peuples, Edgar Morin était l’humanisme fait personne. Avec sa bienveillance, sa curiosité, il ne cessait de nous éclairer. Pensée complexe, vie féconde, esprit universel. J’adresse à ses proches les condoléances de la Nation.
46% - La #Juventus ha subito gol nel 46% dei casi al primo tiro nello specchio subito nella partita in questa Serie A (16 gol subiti su 35 tiri), la percentuale più alta tra tutte le squadre nel massimo campionato. Perforata.
#JuventusFiorentina
Mario Draghi hat den Euro in bedrohlichen Zeiten stabilisiert – mutig, entschlossen und gegen Widerstände. Europa verdankt Ihnen viel, lieber Mario Draghi. Herzlichen Glückwunsch zum Internationalen Karlspreis zu Aachen 2026.
Europe’s trade problem is not industrial collapse.
In 2025, the EU still ran a €128B goods trade surplus. Without energy dependence, Europe’s goods surplus would be roughly €427B.
The U.S. is the opposite with a massive structural goods deficit — around $1.2T in 2025.
Europe still exports machinery, vehicles, chemicals, pharmaceuticals and industrial goods at scale.
Its weakness is dependence: imported oil, gas and LNG
Europe does not need America’s deficit model.
Europe needs to keep investing heavily in renewables, storage, cross-border grids, nuclear and hydrogen to reduce energy dependence
Unia Europejska jest niedoskonała, irytująca, nudna, ale niczego lepszego w naszej historii nie wymyśliliśmy. Czas pokoju, dobrobytu, wolności, demokracji i solidarności między narodami przez wieki walczącymi ze sobą to cud. Niech trwa jak najdłużej.
La Unión Europea es la segunda mayor potencia económica y la región socialmente más avanzada del mundo.
Es también nuestro hogar y nuestro futuro. Nuestro privilegio y nuestra responsabilidad.
Feliz día de Europa a todas y todos.
C’est la journée de l’Europe.
L’Europe est aujourd’hui une évidence qui pourtant n’allait pas de soi. Elle est un héritage arraché aux ruines, un trésor façonné par le courage de celles et ceux qui ont refusé que le nationalisme et la guerre soient notre destin.
Face aux crises, l’Europe n’a cessé de nous protéger et d’agir vite, fort et en solidarité quand l'Histoire frappe à notre porte. Dans la pandémie, dans les turbulences économiques, face à la menace russe et à la guerre en Ukraine sur le sol de notre Europe, nous résistons, toujours.
L’Europe est bien plus que les bénéfices de son grand marché unique : elle soutient notre agriculture, notre jeunesse et nos universités, notre recherche, nos territoires et nos emplois, notre diversité culturelle, nos exportations, nos frontières, notre sécurité et notre indépendance dans un monde de périls.
Bien sûr, l’Europe peut et doit encore s’améliorer. Il y a tant à faire encore.
Mais nous devons être fiers d’être Européens. Fiers de bâtir le continent le plus écologique, le plus exigeant sur le numérique, celui qui investit dans l’innovation et la technologie pour produire en Europe et sortir de nos dépendances stratégiques, celui qui défend partout les valeurs démocratiques et humanistes.
Depuis 2017, j’y consacre mon énergie, pour les Françaises et les Français, parce qu’une partie significative de notre avenir et de notre souveraineté se joue là : l’Europe respecte et renforce nos nations.
À chaque génération revient le devoir immense de faire vivre l’Europe, l’aimer, la transformer, pour qu’elle soit forte, puissante, indépendante, qu’elle nous serve tous et qu'elle protège ce que nous avons en partage : une certaine idée de l'Homme et une capacité à agir pour assurer nos choix libres et souverains.
C’est encore plus important dans un monde qui aujourd’hui vacille où notre trésor de paix, d’unité et de souveraineté européenne a une valeur inestimable.
En ce 9 mai, en Européen convaincu, déterminé et fier, je dis très simplement :
Vive notre Europe !
Abbiamo partecipato alla V edizione della Fiera Nautica di Sardegna insieme al nostro Direttore Human Resources and Real Estate, Luciano Sale, intervenuto al talk “La Repubblica Marinara: studio sull’industria nautica e navale in Italia e Sardegna” del Centro Studi CipnesGallura/UniOlbia, arricchito dal report del Centro Studi Il Sole 24 Ore.
Oggi, la vera sfida è attrarre e valorizzare profili qualificati, capaci di muoversi tra manifattura, digitale e automazione. Per questo la formazione è un investimento strategico, per cui abbiamo erogato oltre 672.000 ore nel 2025, coinvolgendo più di 22.000 persone.
Grazie poi al progetto “Maestri del Mare” formiamo professionisti che integrano tradizione e competenze digitali, lavorando, allo stesso tempo, per garantire un continuo aggiornamento anche di chi è già parte del Gruppo.
È attraverso le persone, la loro formazione e la loro capacità di evolvere che Fincantieri continua a costruire il proprio futuro e quello dell’industria italiana, un futuro che si crea insieme.
Guarda un estratto dell'intervento👇
@fieranauticasrd@CipnesG@sole24ore
🛢️📈 118 dollari al barile.
A causa del record di esportazioni americane, anche negli Stati Uniti le scorte di greggio, benzina e diesel stanno iniziando a diminuire.
Ora lo possiamo dire: è ufficialmente cominciata.
Leonardo shares fell the most in nearly eight months as the Italian government prepared to oust CEO Roberto Cingolani, who has led a turnaround at Italy’s largest defense contractor https://t.co/Lj7WrlpoyB
BREAKING : UK 🇬🇧 PM Kier Starmer has publicly belted Trump 🔥
🇺🇸 Trump –– "I want European Countries to send their warships at Strait of Hormuz. This is last ultimatum"
🇬🇧 Starmer –– 😂🔥 "I am fed up of Trump, because of him, the world is suffering, the businesses and economy are suffering so much"
Man is not hesitating at all 🫡
🛢️📉 La crisi energetica è globale.
Sei petroliere cariche di diesel, dirette verso l’Europa, cambiano rotta e si dirigono verso l’Asia.
Prezzo: 230 $/barile.
Come vi spiego da settimane, la crisi petrolifera è globale. Appena saremo noi europei ad aver più bisogno di diesel, forse “vinceremo” quei carichi.
Ma a un prezzo ancora superiore.