Il trailer di The Echo Chamber, il nuovo film di Andrea Pallaoro con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Soggetto e sceneggiatura sono stati scritti da Bernardo Bertolucci, Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.
Il film è una coproduzione internazionale tra Italia e Belgio: Indigo Film con Rai Cinema per l'Italia e Versus in associazione con O'Brother Distribution per il Belgio. The Echo Chamber, prodotto da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori e Viola Prestieri e co-prodotto da Jacques-Henri Bronckart e Tatjana Kozar, arriverà al cinema il 10 settembre con 01 Distribution.
La sinossi ufficiale: "Una storia d'amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto".
The Echo Chamber sarà in concorso all'83ª edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Cinque anni fa, oggi, se ne andava Libero De Rienzo. Credo che sia importante scriverne e ricordarlo per ragioni diverse. Innanzitutto per l'attore straordinario che era e che, grazie ai film in cui ha recitato, è ancora: questa sua indolenza leggera, mai morbosa, questa sua ironia sospesa e caustica; questa sua capacità straordinaria di evocare con un gesto, una strizzata d'occhio o una scrollata di spalle, una sofferenza enorme, inclassificabile, impossibile da contenere con le parole; e poi la saggezza pratica della messa in scena, dell'essere sé stesso mentre era chiamato a interpretare qualcos'altro.
De Rienzo era un talento raro, fumantino, irrequieto. Ed elegantissimo. Mi ricordo di certe chiacchierate, dopo una presentazione di diversi anni fa del primo Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, in cui si parlava di lui e del modo in cui fumava e teneva la sigaretta. Sembrano piccole cose, e forse lo sono. Eppure danno un'idea più o meno precisa del fuoco che si celava sotto i carboni ardenti e che lo riempiva. È importante ricordarlo e parlarne perché De Rienzo, con la sua carriera, era riuscito a tracciare un percorso preciso, forse per certe cose altalenante, fatto di libertà e consapevolezza, di carica emotiva e padronanza fisica.
Era un fuoriclasse, De Rienzo. Un fuoriclasse di movimenti e intenzioni, di poesia e ferocia. Potrei fare l'ennesimo elenco dei film in cui ha recitato e delle cose che ha fatto, ma non credo che sia il caso. E non perché siano film e cose che non meritano di essere citati. Ma perché oltre a tutto, oltre al singolo progetto e alla singola interpretazione, rimane sempre lui, sempre De Rienzo, sempre Picchio.
Un bravo attore è quell'attore che si infila tra le pieghe della storia, si affida alla regia e alla sceneggiatura, crede in quello che fa, e ciò nonostante riesce a rimanere sé stesso. Non completamente nascosto ma comunque riconoscibile. Perché ci mette del suo, in quello che dice e nei gesti che compie. Perché attinge alla sua vita prima ancora che al copione. E può sembrare un miracolo, una specie di magia. Ma alla fine la verità è solo una: la recitazione è un gioco. E De Rienzo era un grande, grandissimo giocatore.
- Secondo lei, queste manifestazioni sono la spia di un clima d'odio o possono essere utili a Gaza?
- Ma lei l'avrebbe fatta questa domanda a chi cercava di irrompere nei ghetti durante il fascismo? #RealPolitik#Flotilla
Per quelli che ancora stanno in silenzio, quelli che balbettano, quelli che fanno i distinguo, quelli che gridano allo scandalo, quelli che si rimangiano le parole…
Michele Riondino dice tutto ciò che c’è da dire.
#FreePalestine#StopIsraeliGenocide#MostradelCinemadiVenezia
"Una donna deve avere la stessa dignità di un uomo, un nero la stessa dignità di un bianco, un italiano la stessa dignità di uno straniero e un palestinese la stessa dignità di un israeliano."
Così Elio Germano ha concluso il suo discorso ai #David70