Chi fa politica sui territorio ha poco tempo per trastullarsi come spesso succede a livello nazionale. Cerca di fare, invece, cose concrete e pratiche.
E lo fa in nome di un’idea di società. Nella fattispecie, quella che una società liberale abbia bisogno di un binomio inscindibile: quello fatto da certezza della pena, e dall’umanità delle condizioni carcerarie.
Complimenti al @Partito_Libdem di La Spezia e alla sua segretaria provinciale Laura Porcile.
Uno dei leader del centrosinistra - @NFratoianni - è tornato a parlare di patrimoniale.
Ma lo ha fatto con un video populista e fuorviante.
In meno di due minuti e mezzo vediamo il perché.
Il @Partito_Libdem pensa che in Italia la priorità sia abbassare le tasse. Non metterne di nuove.
Alla fine di un surreale dibattito alla Camera sul Patto di Stabilità, ho chiesto - sconsolato - di intervenire a nome del @Partito_Libdem.
E’ un intervento di 3 minuti. E inizia con “vi voglio bene, tutti”.
*Ieri sera 1,7% nel sondaggio EMG per il TG3.*
Non è un punto di arrivo. È un segnale politico.
Il Partito Liberaldemocratico sta costruendo, giorno dopo giorno, il percorso verso le prossime elezioni politiche: con il lavoro dei territori, dei dirigenti, dei militanti e di una comunità che cresce.
Non da soli, ma insieme a chi crede e lavora per una vera alternativa: liberale, democratica, europea, seria.
C’è uno spazio politico per chi non si rassegna ai populismi, alle rendite di posizione e alle finte contrapposizioni.
Noi quello spazio lo stiamo costruendo.
Con metodo. Con idee. Con responsabilità.
*La strada è lunga. Ma è iniziata.*
Oggi al Question Time alla Camera ho rivolto al Ministro degli Esteri Antonio Tajani una semplice domanda.
Visto che questa maggioranza - finalmente - ha dato il via libera al trattato di libero scambio col Mercosur , non sarebbe ora di procedere con la ratifica parlamentare di un altro trattato di libero scambio (il CETA col Canada) che è in vigore provvisoriamente da quasi 10 anni e che ha fatto decollare le nostre esportazioni?
Oggi il quotidiano nazionale @tempoweb ha pubblicato una lettera del nostro segretario nazionale, On. Luigi Marattin, in risposta all'editoriale del Direttore @Capezzone .
Tasse, Fisco, immigrazione e sicurezza sono temi troppo importanti per essere affrontati a colpi di slogan.
Per questo abbiamo portato nel dibattito pubblico le nostre proposte: meno tasse attraverso la riduzione della spesa pubblica improduttiva, immigrazione basata su integrazione e legalità, più sicurezza con una migliore organizzazione dello Stato e una giustizia più rapida.
Continueremo a fare quello che dovrebbe fare ogni forza politica seria: discutere di soluzioni, non di tifoserie.
Il mio intervento - di 7 minuti - ieri all’iniziativa di Milano organizzata da https://t.co/Hl36wFuaui.
Trovate ciò che noi del @Partito_Libdem pensiamo su come, se davvero lo si vuol fare, debba essere costruita un’offerta politica nuova e in grado di sconfiggere i populismi.
I modi per fregare gli elettori sono tanti.
Uno di questi è dire che una cosa X la vogliono solo alcuni partiti della coalizione, mentre altri la considerano sbagliata: così si prova a prendere i voti sia dei favorevoli che dei contrari alla cosa X.
Ma il bipolarismo - che tanto vi piace - non funziona così. Attraverso i meccanismi maggioritari (oggi i collegi uninominali, domani il premio di maggioranza) i due schieramenti chiedono il voto agli italiani per legittimare un futuro governo e il relativo programma.
Che su alcune cose-chiave (come il modo e l’intensità in cui si mettono le mani nelle nostre tasche) deve essere molto chiaro, e dichiararlo prima del voto: in modo che gli italiani possano scegliere consapevolmente.
La domanda che il Partito Liberaldemocratico rivolge al Campo Largo, a difesa di quel bipolarismo che a voi piace così tanto (mentre a noi no) è quindi estremamente semplice.
Questa.
Ci hanno detto che @zdizoro e @makkox a Propaganda Live hanno ironizzato sui solo 4 mila iscritti al @Partito_Libdem.
Giusto e sano canzonare la politica e non solo, aiuta tutti a non prendersi troppo sul serio.
Ma ci teniamo a dare un’informazione, che può essere utile anche per capire altre cose.
Quando si fanno le tessere cartacee (e gratuite) o addirittura le adesioni per email - i partiti o movimenti sparano sempre cifre mega galattiche… 30 mila, 50 mila, 100 mila iscritti. Lo abbiamo visto anche con Vannacci, per esempio.
Noi, anche su questo, abbiamo scelto un’altra strada: al nostro partito ci si iscrive solo online, dando tutti i propri dati e pagando 25 euro con carta di credito.
Così siamo sicuri che ogni persona sia reale e sia un militante vero.
Non aiuta nello sparare cifre roboanti, ma aiuta molto nel costruire una comunità vera!
Grazie a @welikeduel per l’attenzione!
Io e tutto il @Partito_Libdem accogliamo con piacere la decisione di @pinapic di fondare uno #SpazioPubblico contro i conservatorismi, i sovranismi e i populismi.
Noi non siamo mai stati per il “meno siamo meglio è” per paura di perdere “centralità” o presunta tale, ma abbiamo sempre auspicato la costruzione di un’offerta politica ampia, autorevole, contendibile e non proprietaria.
Se #SpazioPubblico confermerà di essere alternativo al Campo Largo, sarà un piacere rimboccarci le maniche e costruire insieme.
Ciao @pier_falasca, bella iniziativa.
Ma possiamo chiederti perché non siamo stati invitati ?
Noi siamo europeisti e vogliamo costruire un’offerta politica liberale, unitaria, radicata sui territori, autorevole e contendibile.
Sicuramente non vogliamo mettere l’ego (ipertrofico) di nessuno davanti a questo progetto. Sbagliamo ?
Grazie per la cortese risposta.
In Italia appena un problema arriva (o anche solo minaccia di arrivare) da destra e sinistra si alza unanime un solo coro: “Fateci spendere più soldi pubblici!”
Ma se la crescita arrivasse dalla spesa pubblica, saremmo il paese che cresce di più al mondo.
Siamo, invece, da 30 anni quello che cresce meno.
Noi del @Partito_Libdem siamo, in fondo, gente semplice.
Quando entriamo in liste civiche, lo diciamo, senza truffare la gente sulla presunta grandezza delle nostre “case” (o casupole).
E quando andiamo da soli col nostro simbolo, pure.
Sono entrambe le coalizioni che, volendo avere dentro tutto e il suo contrario, pongono le premesse per governi poco incisivi.
A destra, già la presenza della Lega ha fatto commettere gravi errori nell’ultima legge di bilancio. Ma se includeranno anche Vannacci, sarà pure peggio: replicheranno anche a destra la contraddizione fondamentale della sinistra, quella in politica estera.
L’unica soluzione è prendere atto che in Italia ci sono molteplici culture politiche, che non possono essere forzate in uno scontro a due: altrimenti l’unica cosa che li unisce è evitare che vinca l’altro.
Ma così non si producono cambiamenti: come dimostrano questi terribili 30 anni, in cui siamo stati il paese che è cresciuto meno al mondo.
La posizione del @Partito_Libdem sulla legge elettorale è - come su qualsiasi altro tema, dal fisco alla scuola, dalle pensioni all’energia, dal welfare agli affitti e tutto il resto - la stessa da quando siamo nati.
Questa.
Le tre priorità - esposte ieri al Corriere della Sera - su cui Elly Schlein baserà la coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni sono tre cose che non servono a risolvere i problemi italiani (e provo a spiegare bene perché).
E la coalizione di centrodestra (scossa da litigi e inerzie) si appresta probabilmente ad affidarsi ad una “quarta gamba” di estrema destra anti-atlantica, sovranista e populista.
Chi può, faccia qualcosa.
Il prossimo governo avrà una missione cruciale: far tornare la crescita in Italia per evitare una nuova crisi del debito, dopo che ben 200 miliardi di Pnrr non ci sono riusciti.
Il mio editoriale di oggi su L’Altra Voce -Il Quotidiano Nazionale.
Se in questo paese siamo arrivati a ministri che dicono che le Brigate Rosse uccisero Piersanti Mattarella (e, prima ancora, Presidenti del Consiglio che non ne conoscevano il nome) non è un caso.
È accaduto perché in Italia non interessa a nessuno ricordare cosa è avvenuto in quegli anni: ne parliamo solo svogliatamente negli anniversari (con parole vuote e rituali come quelle che leggerete oggi) e non ci sogniamo neanche lontanamente di parlarne nei programmi scolastici o di affrontare il tema apertamente nel dibattito pubblico.
E men che meno interessa scoprire cosa realmente accadde.
Su quello che è successo oggi 48 anni fa, ad esempio, il Parlamento italiano (e non Napalm 51 o noncelodicono!) ha votato all’unanimità una relazione che spiega che no, Moro non fu ucciso in un garage di Via Montalcini e non era rannicchiato nel bagagliaio quando arrivarono i colpi.
Ne deriva che ancor oggi, quasi mezzo secolo dopo, in realtà non sappiamo ancora nulla su come avvenne il più importante delitto politico della storia d’Italia, e forse la “sliding door” principale della nostra avventura collettiva.
Ma non ce ne frega nulla. Non ne parliamo mai, non ci interessa, non serve a salire nei sondaggi.
E il paradosso è che forse è meglio così: se emergessero nuovi elementi su cosa è realmente accaduto in Italia negli Anni 60 e 70, non saremmo abbastanza maturi da leggerli con gli occhiali della storia. Li useremmo, probabilmente, per attaccare l’avversario politico o (peggio ancora) nel dibattito di oggi sulla situazione internazionale.
Ed è anche così - ignorando il proprio passato e non essendo pronti a guardarlo in faccia- che un paese lentamente muore.
Per il 48esimo anno intanto, il fantasma di Aldo Moro - l’uomo così distante dalla politica di oggi ma che, fosse rimasto in vita, forse l’avrebbe cambiata - saluta, ringrazia e se ne va.
Il cuore del “Piano Casa” varato dal governo sostanzialmente sta in una semplificazione normativa concessa per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica e sociale.
Cioè, realizzi una “casa popolare?” E io faccio in modo che tu abbia molta meno burocrazia.
In particolare, non sarà più necessario il “permesso di costruire” (che ha bisogno del controllo ex-ante) ma solo la “Scia”: la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, con cui intanto inizi, poi semmai i controlli arrivano dopo.
Il principio è giusto ma vi ricorda qualcosa?
E’ il cuore dell’inchiesta penale avviata a Milano nei mesi scorsi. Dove alcuni magistrati hanno contestato esattamente questa pratica al Comune di Milano e ai costruttori, infilandosi all’interno dell’ambiguità normativa.
Tutta l’ambiguità - dentro a cui si infila l’azione penale - sta sempre nell’aspetto che il @Partito_Libdem sottolinea dalla sua nascita: la legge urbanistica è del 1942, e finché non viene riformata organicamente adeguandola a questo secolo (e non a due secoli fa) avremo sempre confusione e incertezza, all’interno della quale spesso si infila l’azione della magistratura . O comunque si rallentano gli investimenti, per paura di essa.
Dove vogliamo arrivare?
Ad un semplice domanda.
Ma perché in Italia si è ormai rinunciato ad affrontare i problemi (e quello della casa lo è) riformando alla radice il sistema invece di governare l’emergenza con le deroghe specifiche?
Lo vedete anche da un altro elemento: ormai per tutti gli interventi che si fanno si nomina un commissario straordinario in deroga.
Ma l’Italia non cambia con i commissari straordinari: cambierà quando sarà l’ordinario a essere reso semplice e veloce, senza più bisogno di deroghe.
Ma l’impressione è che chi governa (a dx come a sx) abbia accettato che l’Italia è ormai irriformabile, e tanto vale procedere con singoli interventi in deroga sui singoli temi.
Se la separazione delle carriere è stata bocciata sul piano penale, noi la proponiamo sul piano… fiscale!
Nei giorni scorsi noi del @Partito_Libdem abbiamo proposto come rendere il nostro fisco PIÙ SEMPLICE.
Poi abbiamo proposto come renderlo PIÙ LEGGERO.
Oggi proponiamo come renderlo PIÙ GIUSTO.
Lo Statuto del Contribuente è la norma più violata della Storia: perché lo Stato è allo stesso tempo giudice e parte in causa.
Allora serve qualcosa per far sì che il cittadino non sia un suddito fiscale.
Noi proponiamo due soluzioni alternative.