non può avere tutto sempre l’entusiasmo della prima volta, il segreto sta nel trovare la bellezza nelle abitudini, in quelle strade che percorri centinaia di volte imparandole a memoria, in quel corpo che ogni sera si addormenta nella stessa posizione, accanto al tuo
quella paura immobile sul fondo, costantemente pronta a prendere il sopravvento una volta tornati a vivere quei giorni comuni che hanno lasciato le porte aperte
brutto come vedere una delle persone più brillanti ed intelligenti che tu possa mai incontrare persa dietro al cliché dell'esposizione costante di contenuti porno in un mondo virtuale e a quattro puttane senza arte ne parte come l'ultimo esemplare del maschio medio comune
il feeling tra sconosciute al banco frigo dopo che un branco di zingari finalmente se ne va: lei bofonchia "stanno sempre n mezzo al cazzo e non se levano" lei mi guarda, io la guardo: "ma davero oh, assurdi" *sorrisi complici*
"tanti cari auguri!"
"auguri anche a lei signora!"
- non pensarci - che porto stasera? - ma lo sai che avrei proprio voglia di incontrarti? - ah il burro per le tartine - fuoco - cambio per nano sia mai che si sporca - e se non fosse l'unica? - mezzanotte arriva presto
una miriade di pensieri costanti, tarli che ti scavano rotte pericolose nella testa, e tu li a dirti "stupida, non pensarci" quando, più facile a dirsi che a farsi, l'unica da incolpare per questo tracollo non sei certo tu
oggi mi domando se l'aver abbandonato questa me alla fine non abbia compromesso quella felicità stessa divenuta subito realtà prepotente ed immensa, ma che forse a distanza di tempo ricercava ancora quello che ho lasciato qui che quello che sono fuori.
questo per me è sempre stato il luogo in cui lasciar pascolare liberi dolore, aspettative e illusioni, finché non ci ho trovato dentro una felicità dai contorni nitidi e gli occhi grigi.