Top Tweets for #Cgue
🚨Gioco d'azzardo: una sentenza della Corte di giustizia europea dovrebbe:
✅tutelare i consumatori dalla pubblicità occulta
✅responsabilizzare le piattaforme online
✅rafforzare i poteri delle Authority
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@AGCOMunica #CGUE #YouTube #ludopatia

Storica sentenza della #CGUE nelle C-424/24 e C-425/24 (casi Agnelli-Arrivabene). La Corte UE ridisegna i confini tra autonomia della giustizia sportiva e tutela giurisdizionale effettiva. Le inibizioni lavorative impattano gli artt. 45 e 56 TFUE. 👇
#GiustiziaSportiva #DirittoUE
Ho letto tante domande nei gg scorsi dopo sentenza #Cgue: cosa succede a Chiné? Cosa succede alla Procura Federale? Quali sono i prossimi passi? In questo pezzo rispondo alle domande.. e illustro la road map e che cosa accadrà adesso. 👇
https://t.co/G96w7WjETf
🖊️Il collaudo del ponte.
🔗A cura di @_banconab_ , link 1° comento.
⚖️ Dopo la sentenza della Corte di giustizia, il TAR Lazio deve completare il doppio collaudo imposto dall'Unione: verificare se nella giustizia sportiva esista un vero giudice indipendente e valutare se le sanzioni rispettino le libertà europee e la proporzionalità.
✅ Se il Collegio di Garanzia supera il test, il modello italiano può reggere: il TAR non annullerebbe direttamente le inibizioni, ma dovrebbe comunque valutarne la legittimità per decidere sul risarcimento.
🚫 Se invece il Collegio non possiede le garanzie richieste, la legge 280/2003 non potrà più limitare la tutela: il TAR dovrà poter sospendere e annullare la sanzione, perché nessun giudice sportivo avrà offerto una protezione effettiva.
📋 Alcuni effetti sono immediati: le federazioni devono motivare le sanzioni con criteri chiari, spiegare l'interesse protetto, i fatti accertati e la durata scelta; gli organi giudicanti devono rendere trasparente il percorso logico che porta dalla condotta alla pena.
🔍 La Procura federale non decade: resta l'organo che indaga e accusa, ma il sistema deve garantire una separazione credibile tra chi indaga, chi accusa e chi decide.
🌉 Il ponte non è dichiarato inagibile, ma non può più certificare da solo la propria stabilità. Ora il collaudo spetta a un giudice.

Mi sembra chiaro da tante cose che si leggono.. che non sia chiaro cosa sia una sentenza pregiudiziale della #Cgue.. ne quali siano le sue implicazioni.
Qui ho spiegato tutto. 👇
🖊️ Articolo di @_banconab_ , link nel 1°commento.
🖊️Mentre i soliti organi di stampa, insieme ad avvocati poco attenti, giornalisti senza titolo e tifosi che tifano per le truffe più che per lo sport, provano a diffondere disinformazione strutturata su quanto accaduto in questo periodo intenso, @_banconab_ torna, ancora una volta, a fare chiarezza in modo magistrale.
⚖️ La sentenza della Corte di giustizia sulla giustizia sportiva italiana non è una nuova legge che “entrerà in vigore” domani.
📜 È una pronuncia pregiudiziale: la CGUE ha chiarito come devono essere interpretate norme europee già esistenti. Ora spetta al TAR applicare quei principi al caso concreto e verificare se il sistema italiano garantisca davvero un controllo giurisdizionale indipendente, imparziale ed effettivo.
🔍 Qui entra in gioco un concetto spesso frainteso: la disapplicazione.
🏛️ Quando la Corte costituzionale dichiara illegittima una norma, la elimina dall’ordinamento con efficacia generale.
🇪🇺 Nel diritto europeo funziona diversamente: il giudice nazionale non cancella la legge, ma la lascia senza applicazione nel caso concreto, nella misura in cui contrasti con una norma dell’Unione.
❌ Per questo non è corretto dire che la CGUE abbia già disapplicato la legge 280/2003.
📋 La Corte ha stabilito una condizione: limitare il TAR al solo risarcimento può essere compatibile con il diritto UE soltanto se l’ultimo organo della giustizia sportiva offre vere garanzie giurisdizionali.
⏳ Ora il TAR deve effettuare questa verifica. Se la risposta fosse negativa, dovrebbe assicurare esso stesso una tutela effettiva, lasciando senza applicazione il limite nazionale che gli impedisce di sospendere o annullare la sanzione.
❓ Per questo, alla domanda se una futura penalizzazione possa essere annullata dal TAR, un semplice “sì” rischia di essere più rapido del diritto: la CGUE ha indicato il criterio, ma la decisione concreta spetta ancora al giudice nazionale.
⚠️ Non è vero che non sia cambiato nulla. Ma non è vero neppure che sia già cambiato tutto.
📏 La Corte ha fissato il metro. Adesso il TAR deve misurare il sistema italiano.

Berruto dice un'inesattezza: #Cgue non ha sentenziato il diritto di ricorrere ad un giudice ordinario. Cgue ha detto che nel sistema deve esistere un giudice che garantisca tutela giurisdizionale effettiva. Tale giudice può anche essere dentro alla giustizia sportiva.
Allacciare le cinture di sicurezza 🚀 #giustiziasportiva

Nella sentenza è punto che #Cgue ha toccato non in maniera diretta.. ma su cui HA comunque dato indicazioni molto precise che non potranno essere ignorate.
Qui racconto tutto quello che cambia per l'art.4 c.2 Codice di giustizia sportiva. 👇🏻
https://t.co/5GnCs9exCP
🖊️Il collaudo del ponte: la parte delle sanzioni.
A cura di @_banconab_ .
🔗Link articolo nel primo commento.
🌉 Il collaudo del ponte: il famigerato art.4 CGS
⚖️ La sentenza della Corte di giustizia UE del 16 luglio 2026 non ha risolto il caso Agnelli‑Arrivabene, ma ha cambiato il terreno su cui il TAR dovrà giudicare.
🔍 Il "collaudo" riguarda due aspetti: la tenuta della giustizia sportiva e la proporzionalità delle sanzioni.
📋 La Corte riconosce che tutelare la regolarità delle competizioni è un fine legittimo, ma chiede che le pene siano coerenti, trasparenti e proporzionate.
❗ Non basta invocare la "lealtà sportiva": serve dimostrare perché proprio quella misura sia necessaria.
🧑⚖️ Il TAR dovrà verificare se il sistema disciplinare FIGC rispetta criteri oggettivi e non discriminatori, e se condotte simili ricevono risposte simili.
🔄 L'onere della prova si sposta: non è il dirigente a dover dimostrare l'eccesso della sanzione, ma la federazione a giustificarne la durata.
📦 L'articolo 4 CGS non viene abolito, ma la Corte ne restringe l'uso: non può più essere una "scatola vuota" da riempire caso per caso.
🚧 La riforma non è imposta, ma ormai inevitabile: il ponte della giustizia sportiva è sotto collaudo, e il TAR dovrà dire se regge.

Si nega sempre l'evidenza quando la verità è scomoda!
#cgue #Agnelli #Arrivabene #abodi #giustiziasportiva #figc
Il fondamento sono i fatti, Ministro. E i fatti, per ora, dicono una cosa sola: prima la sentenza e poi la vostra reazione.
La cosa di cui nessuno parla è che i principi sanciti dalla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (#CGUE ) sul caso #AgnelliArrivabene si applicano a tutte le federazioni sportive operanti all'interno dell'Unione Europea, non solo alla #FIGC o alla #UEFA.
Questa sentenza spero sia identificata come "Il lodo #agnelliArrivane" come fu per il caso #Bosman
Caso #AgnelliArrivabene , la Corte Ue ridisegna i confini della giustizia sportiva: le sanzioni devono poter essere annullate da un giudice indipendente - Il Sole 24 ORE https://t.co/hLvqkFOeIc
Con la sentenza ottenuta ieri da #Agnelli e #Arrivabene da parte della #CGUE nel 2006 la #Juventus non sarebbe finita in #SerieB.
La "clausola compromissoria" è stata una cagata pazzesca.
Ve lo dico il 17/7.. fate 🔖:
quando sentenza #Cgue sarà "definitiva" non si riaprirà porta del TAR.
Si riformerà giustizia sportiva interna per creare organo che abbia garanzie "giudice europeo" compliant.
La 280/2003 verrà ritoccata e autonomia sportiva responsabilizzata.

Quindi se la sentenza #Cgue che bacchetta ns sistema di giustizia sportiva segue e delinea i principi della Costituzione.. come è stato possibile che lo Stato italiano scrivesse.. approvasse e mantenesse per oltre vent'anni un sistema che non segue i principi della Costituzione?
La sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea offre indicazioni di grande rilievo per l'intero sistema sportivo, che necessitano di una competenza tecnica per comprenderne la portata e le implicazioni. In termini generali, non possiamo che condividere i principi affermati dai giudici europei, che sono poi gli stessi sui quali si basa la nostra Costituzione: a tutti i tesserati, dagli atleti ai dirigenti, deve essere assicurata una tutela giurisdizionale piena ed effettiva, soprattutto quando sono in gioco diritti fondamentali tutelati dall’ordinamento giuridico. Questa pronuncia impone una risolutiva riflessione sulle caratteristiche e sulle prospettive della giustizia sportiva, nella sua autonomia che ho sempre ritenuto relativa e non assoluta, traendo decisivo impulso dal pronunciamento della Corte di Giustizia Europea e facendo tesoro del primo modulo di riforma generale del sistema approvato dal Consiglio Nazionale del CONI alcuni giorni fa, a seguito di un impulso congiunto dell'Ente e del Governo. Il percorso riformatore è tracciato, avendo come faro i principi richiamati dalla Corte e, prima ancora, sanciti dalla nostra Carta costituzionale. L'iter di riforma si svilupperà in modo sinergico con le prossime pronunce della magistratura interna, garantendo un processo decisionale condiviso con tutti i portatori d'interesse del mondo dello sport, per assicurare preliminarmente terzietà, indipendenza e parità di trattamento 🇮🇹
@SportGoverno @Coninews @CIPnotizie @Palazzo_Chigi @SporteSaluteSpA
Approvata dalla Giunta @Coninews la bozza di riforma della #giustiziasportiva va ora al #Dipartimentosport. Impresso c'è solo un marchio: la mano della politica e del #governo sullo #sport italiano. #Buonfiglio lascia fare e #Abodi porta a casa..
https://t.co/JVnyk4Ku5i
Siamo alle solite. Ormai non ci scandalizziamo più, ma a me viene solo una gran rabbia. Indovinate un po’? Ieri, appena saputa la notizia della sentenza della #CGUE su #Agnelli, ho cercato approfondimenti nei principali telegiornali, nel mio caso Rai e Sky TG24 (so che su Sky Sport, ne hanno parlato ma lì parlano solo di sport). Risultato? Il nulla cosmico. Al contrario, il giorno prima la notizia dell’archiviazione dell’Inter è passata come ultim’ora con tanto di servizio dedicato.
E i principali quotidiani sportivi di oggi? Qualcosa avranno messo, direte voi, in fondo è una decisione clamorosa. Ricordo ancora le prime pagine del 2023, quando non si parlava d’altro e la gogna mediatica fu immediata e spietata. Ebbene no, anche oggi i giornali preferiscono aprire sul calciomercato. Sta passando tutto sotto silenzio, una vergogna mediatica senza precedenti.
Nelle stesse ore sono uscite due notizie enormi, ma il giornalismo italiano (tranne rari casi come Tuttosport) ha deciso di girarsi dall'altra parte. Ormai è palese: ci sono corsie preferenziali a seconda della maglia che indossi. Se non fosse per i social e per qualche testata indipendente, il vaso di Pandora non si sarebbe mai aperto. Meno male che oggi ci sono anche le piattaforme digitali e no, non è “fuffa” come qualche giornalista si è affrettato a dire.
Pensiamoci un attimo. Andrea Agnelli vince alla Corte di Giustizia Europea, una sentenza storica che demolisce il funzionamento della giustizia sportiva italiana, e i media la liquidano con un trafiletto. Dall'altra parte c'è il caso “Arbitropoli”. L'Inter viene archiviata a livello penale, d'accordo, ma i magistrati mettono nero su bianco che le pressioni e le interferenze sui designatori degli arbitri ci sono state eccome. Escono intercettazioni assurde, con l'ex designatore Rocchi che sbotta dicendo che l'Inter gli sta rompendo i coglioni pesantemente per condizionare le scelte di alcune partite, o i dialoghi sui direttori di gara che “garbano un mondo” ai nerazzurri.
Tutto normale? Per la TV e i grandi quotidiani sì. Tutto insabbiato. Ma la Procura di Milano ha girato le carte alla FIGC. E qui non parliamo di codice penale, parliamo di giustizia sportiva, di lealtà e correttezza (il famoso Articolo 4). Se le carte dimostrano che i dirigenti facevano pressioni per avere certi arbitri, le sanzioni vanno dai punti di penalizzazione fino alla Serie B. Eppure i soliti esperti in TV stanno già preparando il terreno parlando di “semplice ammenda”.
Facciamo un gioco: se quelle frasi e quelle intercettazioni fossero state della Juventus o di Agnelli, cosa sarebbe successo? Edizioni straordinarie, talk show sul calcio marcio e richieste di radiazione immediata. Invece, siccome c'è di mezzo l'Inter, scatta lo scudo mediatico, si spinge solo sulla parola “archiviazione” e si nascondono i virgolettati imbarazzanti. La gente non è stupida e ha capito il gioco. Il servilismo di questo giornalismo fa molto più rumore del loro silenzio

Vi abbiamo spiegato sentenza #Cgue ricorso #Agnelli #Arrivabene come ponte. Oggi 1° puntata di mini-serie con cui vi spiegheremo concretamente di cosa Corte abbia chiesto collaudo.. e cosa invece è già recepibile. Primo collaudo "su giudice" è online. 👇🏻
https://t.co/e5N2WrRwpE
🔍 Il collaudo del ponte
🖊️ @_banconab_
[🔗 Articolo 1° commento]
📌 La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 16 luglio 2026 non chiude il caso Agnelli‑Arrivabene: ne cambia il terreno.
📌 Non decide sulla legittimità delle inibizioni né sulla natura del Collegio di Garanzia del CONI, ma impone al TAR Lazio di verificare se la giustizia sportiva italiana rispetti i requisiti di indipendenza e proporzionalità richiesti dal diritto dell’Unione.
📌 Il fascicolo torna al TAR, ma su un terreno nuovo: ciò che per vent’anni era dato per acquisito — la legittimità delle nomine, la sufficienza della tutela interna, la proporzionalità delle sanzioni — diventa ora materia di verifica.
📌 Questa prima puntata affronta il primo collaudo, quello sul giudice.
📌 Il TAR dovrà stabilire se il Collegio di Garanzia sia davvero un organo giurisdizionale: precostituito per legge, indipendente da chi lo nomina, dotato di garanzie istituzionali e capace di esercitare una funzione di controllo effettiva.
📌 Non basta il nome, serve la sostanza: un giudice deve essere libero da pressioni, stabile nel suo incarico e capace di assicurare un vero contraddittorio.
📌 La Corte non ha demolito il ponte, ma ha imposto di testarne la solidità.
📌 Da questo collaudo dipenderà la forma della tutela e, nel prossimo passaggio, la legittimità stessa delle sanzioni.
![QuotidianoBN's tweet photo. 🔍 Il collaudo del ponte
🖊️ @_banconab_
[🔗 Articolo 1° commento]
📌 La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 16 luglio 2026 non chiude il caso Agnelli‑Arrivabene: ne cambia il terreno.
📌 Non decide sulla legittimità delle inibizioni né sulla natura del Collegio di Garanzia del CONI, ma impone al TAR Lazio di verificare se la giustizia sportiva italiana rispetti i requisiti di indipendenza e proporzionalità richiesti dal diritto dell’Unione.
📌 Il fascicolo torna al TAR, ma su un terreno nuovo: ciò che per vent’anni era dato per acquisito — la legittimità delle nomine, la sufficienza della tutela interna, la proporzionalità delle sanzioni — diventa ora materia di verifica.
📌 Questa prima puntata affronta il primo collaudo, quello sul giudice.
📌 Il TAR dovrà stabilire se il Collegio di Garanzia sia davvero un organo giurisdizionale: precostituito per legge, indipendente da chi lo nomina, dotato di garanzie istituzionali e capace di esercitare una funzione di controllo effettiva.
📌 Non basta il nome, serve la sostanza: un giudice deve essere libero da pressioni, stabile nel suo incarico e capace di assicurare un vero contraddittorio.
📌 La Corte non ha demolito il ponte, ma ha imposto di testarne la solidità.
📌 Da questo collaudo dipenderà la forma della tutela e, nel prossimo passaggio, la legittimità stessa delle sanzioni.](https://pbs.twimg.com/media/HNak51AWEAEeqqd.jpg)
Un grazie sincero ad @Aldo_DGDM e @YouVentus80 per la loro presenza a OFFSIDE questa sera.
Competenza, lucidità e il coraggio di chiamare le cose col loro nome. Su certi temi non è scontato.
È stato un onore averli con noi. 🤍🖤
#Rocchi #Arbitropoli #CGUE
OFFSIDE — Sentenza CGUE e Arbitropoli | Con YouGufo e Aldo De Girolamo https://t.co/ImDbsQ2Fwx
La sentenza odierna della #CGUE accoglie il ricorso di @andagn e #Arrivabene e stabilisce che la sanzione sportiva della squalifica può essere impugnata davanti al #giudice.
Finisce la giustizia sportiva autoreferenziale che aiuta gli amici e punisce i nemici

1. Eccallà. Ho già beccato l’analfabeta funzionale di turno che mi scrive: non hai letto il punto 2) del dispositivo della #CGUE che dice che il sistema italiano non è incompatibile con la normativa europea. Sticazzi, l’ho letto eccome.
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