Top Tweets for #GELLI
@GiorgiaMeloni A proposito di Terra dei Fuochi ricordo che #Schiavone parlò di "protezione" da parte di #Gelli che era un #fascista che nel dopoguerra sembra si sia riciclato come referente dei servizi segreti #USA ed #UK e di sicuro e stato vicino all'estrema #destra italiana...
Gelli Print #2 #515 #gelliprint #Grabado #gelliplate #gelli #gelliarts #kidliart #gelplateprinting #print

La #Toscana è un’immensa montagna di merda 👇ci ha pure “regalato” #Gelli #Renzi #Boschi …#Massoneria…ha venduto tutto alla #Cina…👇e ora si coccola gli assassini di #Israele!
BOICOTTARE LA #TOSCANA 👇È COMPLICE DEL #GENOCIDIO!

Gelli Print #2 #511 #gelliprint #Grabado #gelliplate #gelli #gelliarts #kidliart #gelplateprinting #print

Gelli Print #2 #510 #gelliprint #Grabado #gelliplate #gelli #gelliarts #kidliart #gelplateprinting #print

Gelli Print #2 #507 #gelliprint #Grabado #gelliplate #gelli #gelliarts #kidliart #gelplateprinting #print

🚨 Excl. - #Koutsoupias resta in uscita dal @Frosinone1928: il club ciociaro sta provando a trovare una soluzione in queste ultime ore di mercato. Inoltre, il club è al lavoro per chiudere #Gelli al #Bari . Per quanto riguarda #Ghedjemis, la società sta valutando il rinnovo del contratto. Il #Frosinone aveva pensato anche a Roberto #Pereyra, attualmente svincolato, ma non si è trovata la quadra sull'ingaggio. @CalcioBoxIt @FrancescoI63983
Calciomercato Bari, trattativa per #Gelli del Frosinone: attesa la risposta su un triennale https://t.co/HG5JD2tNPI

#Ranucci dichiara di avere 78.000 dossier in archivio. Questo immenso schedario è legale?Parlarne ora sembra quasi una minaccia,mi chiedo se sia normale giornalismo creare un #dossieraggio del genere.
Nell'80 scoprirono un tizio che ne aveva 1000/2000 e fu scandalo P2 di #Gelli
Gelli Print #2 #492 #gelliprint #Grabado #gelliplate #gelli #gelliarts #kidliart #gelplateprinting #print

#Andreotti, #Anello #P2 #Gelli
2/2
Diversi pentiti di mafia (tra cui Francesco Marino Mannoia) hanno descritto Andreotti come l'autorità politica suprema, posizionata al di sopra delle logge massoniche e dei gruppi finanziari legati a Calvi e Sindona.
Verità storica e verità giudiziaria
Nonostante la rilevanza di queste ricostruzioni, occorre tracciare una distinzione netta tra l'analisi storico-giornalistica e i verdetti giudiziali. La Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla P2, presieduta da Tina Anselmi, e le sentenze dei tribunali hanno individuato in Licio Gelli il vertice organizzativo formale della loggia massonica Propaganda 2.
In sede penale non è mai stata provata l'appartenenza formale di Giulio Andreotti né alla Loggia P2 né all'Anello. Tuttavia, la convergenza delle deposizioni di Clara Calvi, delle inchieste di Pecorelli e delle analisi sulle strutture clandestine d'intelligence lascia aperto uno dei dibattiti più profondi della storia italiana: se la P2 e l'Anello fossero facce diverse di un medesimo sistema di potere giunto fino ai più alti livelli delle istituzioni.

#Andreotti, #Anello #P2 #Gelli
1/2
Per decenni la storiografia e le cronache giudiziarie hanno identificato in Licio Gelli il "Venerabile Maestro" e il vertice incontestato della Loggia Propaganda 2. Tuttavia, uno degli interrogativi più complessi e persistenti della storia repubblicana riguarda la vera catena di comando sopra la massoneria deviata: Gelli era davvero il burattinaio supremo, oppure il braccio esecutivo di un potere politico ed eversivo ancora più alto e intangibile?
Nel corso degli anni, testimonianze di prima mano, memoriali, deposizioni giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno convergentemente puntato l'attenzione su Giulio Andreotti, delineandolo come l'eminenza grigia attorno a cui ruotavano i servizi segreti, la finanza d'ombra e, soprattutto, l'Anello (noto anche come Noto Servizio), una struttura d'intelligence clandestina e parallela attiva in Italia durante i decenni della Guerra Fredda.
L'Anello (o Noto Servizio) è stato descritto dalle inchieste giudiziarie e dalle indagini storiche come una rete d'informazione e operazione occulta, fondata nel secondo dopoguerra dal generale Mario Roatta e successivamente guidata dall'ex agente segreto Aldo Michisanti. A differenza della P2, che operava come una loggia massonica coperta con elenchi di affiliati, l'Anello era un'organizzazione ancora più riservata e snella, pensata per gestire "operazioni sporche", mediazioni delicate e contatti inconfessabili tra apparati dello Stato, criminalità e forze straniere.
Nella geografia dei poteri invisibili, l'Anello e la P2 hanno spesso agito in modo complementare: mentre la P2 condizionava le istituzioni, l'editoria e l'alta finanza, l'Anello interveniva sul campo per operazioni riservate d'intelligence.
Numerosi collaboratori e testimoni hanno collocato proprio Giulio Andreotti al vertice o come principale referente politico di questa rete parallela.
La tesi di Clara Canetti, moglie di Calvi: "Gelli era solo un esecutore"
Tra le testimonianze più emblematiche che ricollegano la finanza d'ombra della P2 alla regia politica di Andreotti vi è quella di Clara Canetti, vedova di Roberto Calvi, il presidente del Banco Ambrosiano trovato morto a Londra nel 1982. La Canetti ha dichiarato a più riprese, di fronte ai magistrati e ai media, quanto le confidava il marito:
"Licio Gelli era soltanto un esecutore. Il vero capo della P2, la mente decisionale e il referente politico assoluto sopra mio marito e sopra la loggia, era Giulio Andreotti."
Secondo la vedova Calvi, le garanzie istituzionali e i salvataggi finanziari tentati per l'Ambrosiano ruotavano attorno a un sistema di potere integrato dove Gelli gestiva gli aspetti operativi, ma la direzione strategica e le decisioni di fondo spettavano ad Andreotti e alla rete di protezione dell'Anello.
Mino Pecorelli: Il giornalista e direttore di OP (Osservatorio Politico), anch'egli iscritto alla P2, sostenne nei suoi articoli che Gelli fosse la facciata visibile di un comitato politico più potente. Pecorelli fu tra i primi a documentare le attività dell'Anello e il legame diretto tra questa struttura riservata e la corrente andreottiana, prima di essere assassinato nel 1979.
Licio Gelli e le sue ammissioni: In diverse occasioni, lo stesso Venerabile della P2 ha rilasciato dichiarazioni provocatorie o sibilline riguardo al proprio ruolo, arrivando a definire se stesso, Francesco Cossiga e Giulio Andreotti come un "trio" al vertice della gestione riservata del Paese, lasciando intendere che il potere reale risiedesse nell'Anello e nella regia politica istituzionale.
Massimo e Vito Ciancimino: Nel contesto dei processi sulle complicità tra mafia e politica, Massimo Ciancimino ha riferito le ricostruzioni del padre Vito, indicando Andreotti come il perno centrale attorno al quale convergevano le istanze della mafia, i progetti eversivi della P2 e le operazioni dell'Anello.👇

#OlofPalme #P2 #Gelli #TG1 #CIA #Brenneke #EnnioRemondino #NuccioFava
1/2
In questi giorni è in hype il caso #Ranucci , oggi vorrei raccontare come un giornalista ed in suo direttore potevano essere rimossi dalla loro posizione perché raccontavano verità scomode.
L’immagine che la magistratura svedese ha tentato di consegnare agli archivi nel giugno 2020 è rassicurante e quasi bucolica: Olof Palme, il premier simbolo della democrazia sociale scandinava, sarebbe stato ucciso il 28 febbraio 1986 da un grafico pubblicitario frustrato e solitario, Stig Engström, morto suicida vent’anni prima. Una soluzione comoda e molto nota agli schemi depistatici americani, per chiudere un fascicolo diventato un incubo burocratico durato 34 anni.
Ma le carte dell’inchiesta e le inchieste giornalistiche europee raccontano un’altra storia. Una storia in cui Engström non è che un tassello di superficie, e dove il vero regista dell'operazione fu la Loggia P2 di Licio Gelli, guidata a sua volta dalle direttive e dai finanziamenti della CIA.
Il terremoto del TG1: le confessioni dell'agente Richard Brenneke
Il punto di svolta mediatico e politico su questo intreccio esplose nell’estate del 1990. In uno storico ciclo di servizi curati dal giornalista d'inchiesta Ennio Remondino per il TG1, comparve sullo schermo un testimone chiave: Richard Brenneke.
Brenneke si presentava non come un mitomane qualunque, ma come un ex "contract agent" (un agente a contratto della CIA), forte di una clamorosa sentenza del tribunale federale di Portland che lo aveva assolto a formula piena dall'accusa di spergiuro mossegli dal governo USA. Davanti alle telecamere della RAI, Brenneke rilasciò dichiarazioni e diede documenti che scossero i vertici delle istituzioni italiane e internazionali.
Brenneke dichiarò che la CIA aveva finanziato direttamente Licio Gelli e la Loggia P2 con decine di milioni di dollari per finanziare operazioni coperte, eversione di destra e attività di destabilizzazione politica in Italia e in Europa nell'ambito della Strategia della Tensione. I finanziamenti arrivarono anche a 10 milioni di dollari al mese e fin dagli 60.
Gelli come "uomo di paglia": Nelle parole dell'agente americano, Licio Gelli non era il vertice supremo della piramide, ma un efficace braccio operativo locale. Un "burattinaio" a sua volta manovrato da Langley e integrato con le reti coperte NATO (Gladio / Stay-Behind).
Il mandato sull'omicidio Palme: Brenneke collegò direttamente la CIA e la rete internazionale della P2 all'assassinio di Olof Palme. Secondo l'ex agente, l'eliminazione del premier svedese rientrava in un piano d'azione congiunto per neutralizzare un leader politico considerato sgradito e pericoloso per gli equilibri della Guerra Fredda.
L'impatto di quelle puntate del TG1 fu devastante: scatenò l'ira dell'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, portò alla rimozione del direttore del TG1 Nuccio Fava e al trasferimento d'urgenza dello stesso Remondino all'estero come inviato di guerra.
A conferma dell'ipotesi del ruolo della P2 come tramite delle direttive americane, emerse la vicenda del telegramma inviato il 25 febbraio 1986 — tre giorni prima del delitto — da Licio Gelli a Philip Guarino, influente esponente del Partito Repubblicano statunitense legato all'entourage di George H. W. Bush:
«Informa i nostri amici che la palma svedese verrà abbattuta.»
Un messaggio cifrato, e neanche più di tanto, che, nell'architettura delineata da Brenneke al TG1, dimostrava come l'ordine e il preavviso dell'attentato viaggiassero lungo l'asse Roma-Washington-Sud America.👇
Video con servizio tg1
https://t.co/ghOg2RtsNY

Last Seen Hashtags on Sotwe
snapchat
ukchav
Seen from United Kingdom
mgai()()() + filter:native_video
Seen from United States
黄火短剧
Seen from Vietnam
Sissy4BBC
Seen from Netherlands
diyarbakırtravesti
Seen from Turkey
Asian only bwc
Seen from Germany
aidesi
Seen from Netherlands
minichatt
Seen from Denmark
MGAI
Seen from Turkey
Most Popular Users

Elon Musk 
@elonmusk
241.5M followers

Barack Obama 
@barackobama
118.8M followers

Cristiano Ronaldo 
@cristiano
114.6M followers

Donald J. Trump 
@realdonaldtrump
111.8M followers

Narendra Modi 
@narendramodi
107.1M followers

Rihanna 
@rihanna
98.7M followers

NASA 
@nasa
92.3M followers

Justin Bieber 
@justinbieber
91.8M followers

KATY PERRY 
@katyperry
90.1M followers

Taylor Swift 
@taylorswift13
84M followers

Lady Gaga 
@ladygaga
75.5M followers

Virat Kohli 
@imvkohli
73.5M followers

Kim Kardashian 
@kimkardashian
70.9M followers

YouTube 
@youtube
68.8M followers

Neymar Jr 
@neymarjr
66.5M followers

Bill Gates 
@billgates
65.3M followers

Selena Gomez 
@selenagomez
63.1M followers

The Ellen Show
@theellenshow
62.2M followers

CNN 
@cnn
61.7M followers

X 
@x
60.7M followers











