Top Tweets for #Musicalmind
Nicklas Barker - Anedokten
Il 9 luglio del 1969 nasce Nicklas Barker (già Berg) polistrumentista e cantante svedese fondatore della band progressive rock Anedokten
#Anedokten #NicklasBarker #Yesterdaypills #RockandOthers #Progrockpills #ProgRock #Musicalmind

RanestRane - Shining
Il 27 giugno del 2011 i romani RanestRane pubblicano il lp Shining opera ispirata all’omonimo capolavoro di Kubrick. Un bel disco
#Yesterdaypills #RockandOthers #Progrockpills #ProgRock #Musicalmind #ItalianProg

Guy Evans
Il 17 giugno del 1947 nasce Guy Evans batterista da sempre nei Van der Graaf Generator. Grande strumentista anche se non lo ci cita quasi mai tra i migliori.
#VDGG #GuyEvans #Yesterdaypills #RockandOthers #Progrockpills #ProgRock #Musicalmind

Magma - Zëss
Il 14 giugno del 2019 i francesi Magma pubblicano il lp Zëss, ovvero Zëss: Le Jour du Néant. Si tratta in realtà della registrazione di musiche composte fin dal 1970 #Magma #Yesterdaypills #RockandOthers #Progrockpills #ProgRock #Musicalmind

Hawkwind - The Machine Stops
Il 15 aprile del 2016 gli Hawkwind pubblicano il lp The Machine Stopsdisco capace di arrivare al n. 29 delle classifiche inglesi.
#Hawkwind #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

UK – Danger Money
Nel marzo del 1979 gli Uk (Jobson Wetton Bozzio) pubblicano per la E.G. / Polydor il lp Danger Money, un grande disco di rock prog. tutto da ascoltare.
#Uk #Yesterdaypills #RockandOthers #Progrockpills #ProgRock #ItalianProg #Musicalmind

Doug Ferguson
Il 4 marzo del 1947 nasce Doug Ferguson, bassista inglese noto per essere stato membro dei Camel fino al 1977
#DougFerguson #Camel #Canterbury #Yesterdaypills #RockandOthers #Progrockpills #ProgRock #ItalianProg #Musicalmind

Tony Banks - Five
Il 23 febbraio del 2018 Tony Banks pubblica per la BMG il lp Five disco composto di composizioni classiche del tastierista dei Genesis.
#TonyBanks #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Peter Hammill -Gary Lucas – Other World
Nel febbraio del 2014 Peter Hammill ed il chitarrista Gary Lucas (ha suonato con Captain Beefheart) pubblicano il lp Other World
@Sofa_sound #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Jon Anderson - Toltec
Il 30 gennaio del 1996 Jon Anderson pubblica Toltec. Musicalmente è un disco rock progressivo con elementi di new age, world music, elettronica e jazz. @TheJonAnderson #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Il 2 Gennaio del 1948 nasce Kerry Minnear polistrumentista (suona tastiere batteria chitarra basso flauto vibrafono e violoncello) che ha militato nei Gentle Giant
@GGIANTMUSIC #KerryMinnear #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Il 15 Dicembre del 1999 gli svedesi Anedokten pubblicano il lp From Within disco che segue gli ottimi Vemod e Nucleus
#Anedokten #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Il 14 Dicembre del 2020 i progger scozzesi Pallas pubblicano il lp Fragments Of The Sun, seconda raccolta di rivisitazioni di brani dal vasto catalogo di pezzi e rarità della band
#Pallas #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Il 10 dicembre del 1990 viene pubblicato, se non si erra solo in Uk, il lp Live at Hammersmith '84 dei Jethro Tull, disco registrato nel 1984, durante il tour di Under Wraps @jethrotull #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Il 4 Novembre del 2003 i Transatlantic pubblicano Live in Europe secondo album dal vivo del gruppo. Riproduce il concerto tenuto dal gruppo il 12 novembre 2001 a Tilburg
#Transatlantic #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Il 4 Novembre del 2016 la Globe Music pubblica il cofanetto Ultimate Collector's Editiondegli UK che contiene anche la versione rimasterizzata dei due album in studio della band Uk e Danger Money. #Uk #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

Il 25 Ottobre del 1982 i Marillion pubblicano per la Emi il singolo Market Square Heroes a lungo cavallo di battaglia live della band prog. inglese.
@MarillionOnline #ProgRock #ProgRockpills #RockandOthers #Yesterdaypills #Musicalmind

📗 Dopo la bellissima recensione di Maurizio Galli del libro su David Bowie… ora tocca a voi!
Quali sono i vostri album preferiti del Duca Bianco?
Ancora meglio: mandateci le copertine dei vostri dischi del cuore! 💿
#DavidBowie #Musica #Rock #Yesterdaypills #Musicalmind

📖 #musicadaleggere a cura di Maurizio Galli (@GalliMaurizio69) direttore di Musicalmind
David Bowie – Tutti gli album
David Bowie – Tutti gli album è un’analisi album per album del Duca Bianco, compresi i live memorabili, le antologie, i box set retrospettivi e le emissioni speciali.
Riccamente illustrato, come è tradizione per la collana Musica del Castello, il volume ripercorre l’incessante attività di un artista che non ha mai smesso di sperimentare e inventare.
Un ritratto a 360 gradi di una tra le figure più imprevedibili e affascinanti della storia del rock a cura di Francesco Donadio.
“Questo volume […] è dedicato in primis a loro, a quelli […] che hanno bisogno di qualcuno che li aggiorni – parafrasando un’altra canzone – su “where we are now”: sul punto in cui ci troviamo, oggi, nella vicenda bowiana (che non si è certo conclusa con la sua morte). E poi, naturalmente, alle nuove generazioni. A chi magari ha appena scovato in casa un vecchio Lp con in copertina un tizio dai capelli color carota e dopo esserne rimasto folgorato ha urgente necessità di saperne di più.”
Cantautore, attore, polistrumentista, David Robert Jones è stato tra gli artisti più influenti del XX secolo e ha occupato per almeno cinque decenni un ruolo di assoluto protagonista nella scena rock internazionale.
Questo libro celebra il percorso artistico del Duca Bianco, ripercorrendo tutta la sua produzione musicale, album dopo album, in un’analisi che procede per decadi, partendo là dove tutto ebbe inizio: quei primi anni ’60 in cui un Bowie appena adolescente si unì ai Konrads prima e ai King Bees poi, affascinato dal bagliore di miti assoluti quali Elvis e Little Richard, ma anche jazzisti come John Coltrane, al cui ascolto fu indirizzato dal fratellastro Terry Burns, morto suicida nel 1985.
Correndo spedito tra i primi tentativi, gli insuccessi e i capolavori degli anni a venire, il libro regala un ritratto dell’uomo, ma soprattutto ripercorre in modo puntuale tutte le tappe della carriera di Bowie.
Opera corale e completa, vede la collaborazione di molte firme importanti del giornalismo musicale italiano, dal curatore Francesco Donadio, coadiuvato da Maurizio Becker, a Mario Giammetti, passando per Antonio Bacciocchi, Eleonora Bagarotti, Jacopo Benci, Paolo Bertazzoni, Marco Braggion, Giandomenico Curi, Mario Giugni, Federico Guglielmi, Renzo Stefanel ed Ernesto Tangari.
Il curatore del volume, Francesco Donadio, è ricercatore e scrittore, collabora con Classic Rock ed è caporedattore della testata Extra! Music Magazine. Ha pubblicato diversi libri su tematiche musicali ed è uno dei più accreditati esperti italiani di David Bowie, al quale ha dedicato altri tre volumi.
#DavidBowie #MaurizioGalli #Musicalmind #Yesterdaypills
![yesterdaypills's tweet photo. 📖 #musicadaleggere a cura di Maurizio Galli (@GalliMaurizio69) direttore di Musicalmind
David Bowie – Tutti gli album
David Bowie – Tutti gli album è un’analisi album per album del Duca Bianco, compresi i live memorabili, le antologie, i box set retrospettivi e le emissioni speciali.
Riccamente illustrato, come è tradizione per la collana Musica del Castello, il volume ripercorre l’incessante attività di un artista che non ha mai smesso di sperimentare e inventare.
Un ritratto a 360 gradi di una tra le figure più imprevedibili e affascinanti della storia del rock a cura di Francesco Donadio.
“Questo volume […] è dedicato in primis a loro, a quelli […] che hanno bisogno di qualcuno che li aggiorni – parafrasando un’altra canzone – su “where we are now”: sul punto in cui ci troviamo, oggi, nella vicenda bowiana (che non si è certo conclusa con la sua morte). E poi, naturalmente, alle nuove generazioni. A chi magari ha appena scovato in casa un vecchio Lp con in copertina un tizio dai capelli color carota e dopo esserne rimasto folgorato ha urgente necessità di saperne di più.”
Cantautore, attore, polistrumentista, David Robert Jones è stato tra gli artisti più influenti del XX secolo e ha occupato per almeno cinque decenni un ruolo di assoluto protagonista nella scena rock internazionale.
Questo libro celebra il percorso artistico del Duca Bianco, ripercorrendo tutta la sua produzione musicale, album dopo album, in un’analisi che procede per decadi, partendo là dove tutto ebbe inizio: quei primi anni ’60 in cui un Bowie appena adolescente si unì ai Konrads prima e ai King Bees poi, affascinato dal bagliore di miti assoluti quali Elvis e Little Richard, ma anche jazzisti come John Coltrane, al cui ascolto fu indirizzato dal fratellastro Terry Burns, morto suicida nel 1985.
Correndo spedito tra i primi tentativi, gli insuccessi e i capolavori degli anni a venire, il libro regala un ritratto dell’uomo, ma soprattutto ripercorre in modo puntuale tutte le tappe della carriera di Bowie.
Opera corale e completa, vede la collaborazione di molte firme importanti del giornalismo musicale italiano, dal curatore Francesco Donadio, coadiuvato da Maurizio Becker, a Mario Giammetti, passando per Antonio Bacciocchi, Eleonora Bagarotti, Jacopo Benci, Paolo Bertazzoni, Marco Braggion, Giandomenico Curi, Mario Giugni, Federico Guglielmi, Renzo Stefanel ed Ernesto Tangari.
Il curatore del volume, Francesco Donadio, è ricercatore e scrittore, collabora con Classic Rock ed è caporedattore della testata Extra! Music Magazine. Ha pubblicato diversi libri su tematiche musicali ed è uno dei più accreditati esperti italiani di David Bowie, al quale ha dedicato altri tre volumi.
#DavidBowie #MaurizioGalli #Musicalmind #Yesterdaypills](https://pbs.twimg.com/media/G2opkbUXsAA6pIe.jpg)
Grazie a @claudio_olmeda per il bellissimo omaggio a Steve Winwood, ai Traffic e anche a @CarloMassarini, indimenticabile volto di Mister Fantasy, uno dei programmi più innovativi della tv italiana.
#Musicalmind #Yesterdaypills
🔊
#musicadaleggere a cura di Maurizio Galli (@GalliMaurizio69) direttore di Musicalmind
“Le nove vite di Steve Winwood”
Ben pochi sono stati gli artisti, o forse è l’unico, che hanno saputo attraversare ad altissimi livelli la storia della musica inglese come Steve Winwood con tre gruppi davvero epocali: lo Spencer Davis Group (dal 1963 al 1967), i Traffic (dal 1967 fino al 1974) e last but not least il supergruppo Blind Faith: nato dall’idea di Eric Clapton, ex chitarrista dei Cream, Ginger Baker e per l’appunto Steve Winwood, ex chitarrista e tastierista dei Traffic.
Steve Winwood è senza dubbio una delle figure di maggior talento, eleganza e visione che il pop abbia mai partorito. Ragazzo prodigio nello Spencer Davis Group (co-autore di un grande classico come Gimme Some Lovin’ alla tenera età di 18 anni), leader dei Traffic e mattatore nei Blind Faith, resta anche in seguito da solista un autore ricco di inventiva, un versatile polistrumentista, intrattenitore di lusso, musicista provetto, abilissimo nel giocare su più tavoli. Concede poco a chi sogna genialoidi impennate ma le sue canzoni sono sempre coinvolgenti, talvolta levigate ma di grande spessore. Il suo è l’universo di un musicista tra i più completi e fertili nel panorama della rock internazionale con quell’organo Hammond suonato con rara maestria e quella voce inossidabile da “negro bianco” che ha saputo fondere con naturalezza il soul black e il rock white.
In “Le nove vite di Steve Winwood” Pasquale Boffoli (in alcune parti sapientemente affiancato dal fratello Ciro) ripercorre con passione, in modo dettagliato e puntuale l’intera fluviale carriera dell’artista, oggi splendido settantenne amato e riverito da ogni collega e da tutti i veri appassionati di musica. Il libro, di 120 pagine, è arricchito oltre dalla dettagliata discografia di ogni band in cui ha gravitato l’artista anche dall’utilissima traduzione di alcuni significativi brani che ne hanno costellato la carriera. La prefazione del libro è curata da Aldo Pedron.
Un libro, “Le nove vite di Steve Winwood”, che non deve assolutamente mancare nella biblioteca di qualsiasi appassionato di musica che si fregi di tale titolo.
PASQUALE BOFFOLI
Barese, giornalista freelance e cantante/armonicista in vari gruppi, ha scritto per numerose webzine, tra cui Ondarock, MusicLetter e CoolClub. È autore dei volumi Bari Rock Days (2016) e Distorsioni sonore del terzo Millennio (2019). Ha diretto il premiato webmagazine Distorsioni fino al 2019 e ora scrive per https://t.co/WYPHRcgEz1.

Ma siete proprio sicuri che le più grandi band siano quelle inglesi e non quelle americane?
di Aldo Pedron di #Musicalmind
Si dice sempre che i più grandi gruppi di tutti i tempi siano gli inglesi, veri mostri sacri, i migliori in assoluto, formazioni che sono passate alla storia per i loro contenuti, i loro dischi e la loro bravura. Gruppi leggenda… Grazie.
Come si fa a non riconoscere agli inglesi di essere la patria di: Beatles, Rolling Stones, Yardbirds, Who, Kinks, Eric Burdon And The Animals, John Mayall And Bluesbreakers, Manfred Mann, The Hollies, Small Faces, Procol Harum, Deep Purple, Fairport Convention, Spencer Davis Group, Traffic… e ho citato alcuni dei miei preferiti!
Potremmo concludere con i gruppi amati soprattutto dagli italiani (ma non solo intendo) la magnifica triade: Led Zeppelin, Pink Floyd, Queen!
Bingo! Scateniamo una polemica, speriamo di no, ma il sottoscritto non cambia idea…
Eppure sì, c’è qualcuno che la pensa diversamente da voi (io) e giorno e notte penso solo ai gruppi californiani, già alla West Coast e niente, nulla può farmi cambiare opinione...
Ecco alcune formazioni, diciamo una trentina (bastano a sconvolgere il mondo) che forse nemmeno sapete che sono californiani…
Gruppi di Los Angeles, San Francisco e Bay Area e che hanno iniziato la loro carriera nel Golden State.
Non sono in ordine di tempo, classifica o altro, ad uno ad uno o a due a due
QUICKSILVER MESSENGER SERVICE (John Cipollina, yes my hero and company, happy trails to you)
LITTLE FEAT (formed in Los Angeles in 1969),
CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL (from 1967)
DOOBIE BROTHERS (San Josè, from 1970),
GRATEFUL DEAD (acid rock),
MOBY GRAPE (San Francisco),
LOVE di Arthur Lee,
GUN’ N’ ROSES (Los Angeles since 1985),
GREEN DAY (from Berkeley since 1985),
THE DOORS (Los Angeles),
SPIRIT (Randy California from L.A.),
MOTLEY CURE (Los Angeles, early ’80),
THE MAMA’S AND THE PAPA’S (Los Angeles)
THE BYRDS (David Crosby, Roger Mc Guinn, Chris Hillman, Gene Clark, etc…)
JEFFERSON AIRPLANE / GRACE SLICK / JEFFERSON STARSHIP (San Francisco)
BUFFALO SPRINGFIELD (Neil Young, Stephen Stills, Richie Furay, Jim Messina, etc.)
COUNTRY JOE AND THE FISH, SLY AND THE FAMILY STONE,
BLUE CHEER (from Sacramento, la capitale della California),
BIG BROTHER AND THE HOLDING COMPANY plus JANIS JOPLIN
METALLICA (heavy metal from L.A.),
RED HOT CHILI PEPPERS ( since 1983)
IRON BUTTERFLY (San Diego), SOPWITH CAMEL, YOUNGBLOODS (New York, San Francisco e Bay Area),
CANNED HEAT (Los Angeles),
JOURNEY (San Francisco, since 1973),
SANTANA (San Francisco (since ’60)
VAN HALEN (from Pasadena, L.A. since 1972),
THE BEACH BOYS (Hawthorne, Los Angeles),
THE EAGLES (L.A. since early ’70),
KALEIDOSCOPE (David Lindley, Chris Darrow, etc)
FLYIN’ BURRITO BROS. ,
IT’S A BEAUTIFUL DAY with David Laflamme (San Francisco),
THE STEPPENWOLF (half canadian, half californian, singer John Kay from Germany)
STEVE MILLER BLUES BAND (San Francisco e Chicago),
ELECTRIC PRUNES,
FLAMIN’ GROOVIES (San Francisco) …
DICK DALE AND THE DELTONES (Dick Dale alias Richard Monsour, l’inventore della musica surf strumentale) …
e per non citare alcuni oriundi e non: Commander Cody And His Lost Planet Airmen, Dan Hicks And His Hot Licks, Charlatans, Crosby Stills Nash Young (il primo nato a L.A. il secondo in Texas, il terzo in Inghilterra e il quarto in Canada) ma nascono a L.A. e dove se non altrove?
Hot Tuna, Sons Of Champlin, New Riders Of The Purple Sage… etc. etc.
Jackson Browne, Randy Newman, Tom Waits, Ry Cooder (sorry… ma non sono gruppi) e molti altri che oggi, per un solo momento, li ho dimenticati.
Ma siete sempre sicuri che le più grandi band siano quelle inglesi e non quelle americane?
#AldoPedron #Beatles

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