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#Epicoco.
Da leggere.
Non abbiamo bisogno di accusatori, ma di fratelli!
«Se il tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo». Il Vangelo di oggi ci ricorda una pratica che abbiamo quasi completamente dimenticato: la correzione fraterna. Non si tratta di un invito a controllare la vita degli altri o a sentirci moralmente superiori. Al contrario, è una delle forme più autentiche dell'amore. Molto spesso facciamo esattamente il contrario di ciò che Gesù insegna.
Quando qualcuno sbaglia, siamo tentati di parlarne con tutti tranne che con lui. Usiamo gli errori altrui per umiliare, per ferire, per alimentare pettegolezzi o, peggio ancora, per costruire giudizi definitivi sulla persona. Il Vangelo, invece, ci chiede di custodire il fratello, non di esporlo. Correggere fraternamente significa avere a cuore il bene dell'altro. È il coraggio di avvicinarsi con discrezione e carità per aiutare qualcuno a non farsi del male. Chi ama davvero non rimane indifferente davanti agli errori della persona amata, ma sceglie il modo giusto per aiutarla a ritrovare la strada. C'è però una differenza decisiva tra correggere e giudicare. La correzione nasce dall'amore e desidera la guarigione. Il giudizio nasce spesso dall'orgoglio e cerca soltanto una condanna. Noi abbiamo bisogno di persone che ci aiutino a vedere ciò che da soli non riusciamo più a riconoscere. Non abbiamo bisogno di accusatori, ma di fratelli.
Una vera amicizia, una vera comunità, una vera famiglia sono luoghi in cui ci si aiuta reciprocamente a crescere, senza paura della verità e senza rinunciare alla misericordia. Per questo il Vangelo conclude parlando della comunione: «Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». La presenza di Gesù non nasce semplicemente dal fatto che alcune persone si trovino nello stesso luogo. Nasce quando esistono relazioni vere, fondate sulla carità, sulla verità e sul desiderio reciproco del bene.
L. M. Epicoco (https://t.co/kaeHyZNHFc)

#Epicoco.
Da leggere.
Il giudizio chiude, mentre la fede apre.
«Non giudicate, per non essere giudicati».
Questa parola di Gesù, nel Vangelo di oggi, viene spesso fraintesa. A prima vista sembra quasi un invito a rinunciare a ogni forma di discernimento. Ma non è questo che Gesù intende. Noi abbiamo bisogno di giudicare nel senso di valutare, distinguere, comprendere ciò che è bene da ciò che è male. Senza questa capacità non potremmo orientarci nella vita. Il giudizio di cui parla Gesù è un'altra cosa. È quel giudizio che si trasforma in condanna. È l'atteggiamento di chi pretende di racchiudere una persona dentro una definizione, un errore, una caduta, una fragilità. È il giudizio che non lascia spazio alla crescita, al cambiamento, alla possibilità di redenzione.
In questo senso il giudizio chiude, mentre l'amore apre. Forse per questo si può dire che il giudizio accusatorio è il linguaggio del demonio. Nella Scrittura il demonio è chiamato "l'accusatore". Il suo modo di agire consiste nel ridurre una persona al suo peccato, convincendola che non potrà mai essere diversa da ciò che ha fatto. L'accusa imprigiona, schiaccia e toglie speranza. Dio invece guarda le cose in maniera completamente diversa. La sua misericordia non è una forma di ingenuità che ignora il male. Dio vede tutto con estrema lucidità. Vede la verità delle nostre scelte, delle nostre contraddizioni e delle nostre ferite. Ma guarda ogni cosa con l'intenzione di salvare, non di umiliare.
La misericordia è il modo con cui Dio giudica il mondo: uno sguardo che riconosce il male senza identificare la persona con il male che ha compiuto. Per questo Gesù ci invita a una conversione profonda del nostro sguardo. Quante volte siamo severi con gli altri e indulgenti con noi stessi. Quante volte vediamo immediatamente gli errori altrui e fatichiamo a riconoscere i nostri. Il Vangelo ci chiede invece di imparare lo stile di Dio: uno sguardo vero, ma mai senza amore; lucido, ma mai senza compassione. Quando smettiamo di condannare gli altri, non diventiamo meno attenti alla verità. Diventiamo semplicemente più simili al Padre. E la misura della nostra maturità cristiana non è la capacità di trovare gli errori delle persone, ma la capacità di vedere in ciascuno una storia che Dio non ha ancora smesso di salvare.
L. M. Epicoco (https://t.co/kaeHyZNHFc)

RICETTIVI E GRATUITI
Caterina da Siena è stata una donna, in un periodo storico certamente non a favore delle donne, senza istruzione, senza saper leggere e scrivere, eppure è Dottore della Chiesa. Il perché ce lo spiega il vangelo di oggi:
“Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza”.
Non dobbiamo confondere i piccoli con gli ingenui. La piccolezza del Vangelo non è una forma di romanticismo, ma l’atteggiamento attraverso cui Dio effettivamente può parlarci. I piccoli secondo il Vangelo sono totalmente ricettivi e gratuiti. Non vogliono possedere Dio, ne manovrarlo. Al contrario si abbandonano fiduciosamente a ciò che Egli fa nella loro vita e così il Signore riesce a parlare con loro con una chiarezza che gli altri non riescono mai a raggiungere. In questo senso la rivelazione di Dio in loro ha più il sapore di un’esperienza che di una semplice teologia:
“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”.
Tutto ciò che il Signore può dirci, noi riusciamo a recepirlo solo a patto di salire in braccio a Lui, o di portare il peso della vita insieme con Lui. È dal legame che si crea tra noi e Lui che passa anche la rivelazione più significativa per la vita di ognuno. In alcuni casi, come in quello di Caterina da Siena, il legame è talmente forte che il Signore non solo si rivela alla sua anima, ma attraverso di lei parla a tutta la Chiesa e a tutto il mondo. Questo ci ricorda che la santità a volte non è solo un favore a noi stessi ma anche un favore a tutti gli altri. Caterina ci ha mostrato una santità che ha segnato una stagione nuova per la Chiesa e per i secoli a venire. Eppure agli occhi del mondo era solo una donna, incolta, povera e senza nessun mezzo.
L. Epicoco (https://t.co/sOBZyQG3xp)

#Epicoco.
Da leggere.
La forza di cui abbiamo bisogno per vivere autenticamente la vita cristiana è una forza che viene dall’alto e che prende il nome di virtù teologale. Nello specifico questa forza è tripartitica: la fede, la speranza e la carità. Essendo dono non possiamo ritrovarle nelle nostre forze, ma solo in quella gratuità con cui Dio ci ama. Liberi dall’ansia da prestazione che dobbiamo procurarcele da soli, veniamo ricollocati con gioia davanti a un Dio che muore dalla voglia di farci questo dono. È l’intento di Gesù nel Vangelo di oggi quando dice esplicitamente:
“Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”.
Quando pensi di non aver fede non perdere tempo a colpevolizzarti, domandala al Signore. Quando pensi di non avere speranza non perdere tempo a fingere di essere ottimista, domandala al Signore. Quando pensi di non avere amore, non perdere tempo nel sentirti sbagliato domandalo al Signore. In questo domandare Dio risponde attraverso il Figlio. Gesù è la maniera che Dio ha di donarci questi tre doni. I sacramenti sono il Figlio. Soprattutto nell’Eucarestia noi riceviamo una scorta di fede, di speranza e di carità. Riceverla però non ci assicura che la useremo. Per questo la Grazia provoca la nostra libertà, affinché al dono corrisponda una scelta. Alla fede, alla speranza e alla carità corrispondono la fiducia, l’audacia e il saper morire per chi si ama. Ha ragione quindi Sant’Agostino a ricordarci che “il Dio che ci ha fatti senza di noi, non ci salva senza di noi”. La grazia e la nostra libertà diventano il binomio vero su cui si poggia la storia della salvezza, perché la redenzione non è semplicemente Dio che ci salva, ma noi che ci lasciamo salvare da Lui. Non siamo salvi per forza, siamo salvi per dono e per adesione a questo dono. Uno può anche lanciarti un salvagente ma tocca a te aggrapparti e farne buon uso. Siamo chiamati a non sprecare il dono, o in assenza di esso a saperlo chiedere con umiltà. L’umile è colui che chiede senza fingere autosufficienza.
L. Epicoco (https://t.co/sOBZyQG3xp)

#Epicoco.
Da ascoltare.
La conversione. @EpicocoLM
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Il perdono è rinascita: è vita che riparte!
Per quanto ci è possibile sforziamoci di vivere “in grazia di Dio” così non saremo perduti mai e anche quando sbagliamo possiamo chiedere perdono ed essere immediatamente riabbracciati da questo Amore che salva. @EpicocoLM
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Da ascoltare.
“In un mondo pieno di parole e complicate spiegazioni, occorre qualcuno che ci prenda a cuore…”
#Epicoco.
Da ascoltare
“Farsi santi nella vita reale: sono le nostre scelte che rivelano la nostra vera appartenenza. Per capirlo dobbiamo guardare la nostra vita e renderci conto se il nostro modo di vivere è in consonanza con il Vangelo o in contraddizione”. @EpicocoLM
Da ascoltare.
#Epicoco
Il perdono è rinascita: è vita che riparte!
“Per quanto ci è possibile sforziamoci di vivere "in grazia di Dio", e così non saremo perduti mai e anche quando sbagliamo possiamo chiedere perdono ed essere immediatamente riabbracciati da questo Amore che salva…” @EpicocoLM
«Cormac McCarthy sta parlando della condizione umana; non del futuro del mondo».
Se vi può interessare una riflessione sul fuoco de LA STRADA di McCarthy, troverete interessantissima la Vela del sacerdote @EpicocoLM, Per custodire il fuoco.

Con gioia condividiamo che,
👉DOMENICA 4 GIUGNO,
DON LUIGI MARIA #EPICOCO è ospite della nostra comunità.
✅️VI ASPETTIAMO alle 10 presso la Chiesa del Monastero per la catechesi.
Ai fini organizzativi è obbligatorio comunicare la presenza su WhatsApp
❇️sr Barbara: 380.7937055

C'è anche il cantautore #Epicoco (che ha scritto in passato per Irama e Benji & Fede) dietro la realizzazione di questa bellissima canzone 💖
#Amici22
#Aaron #MiPrenderòCuraDiTe

È la nostra testimonianza
l’argomento vincente
per le cose giuste che vogliamo
trasmettere agli altri.....
#Epicoco
Buona giornata!

"La preghiera non per convincere Dio ma è un modo attraverso cui possiamo diventare sempre più consapevoli dell'unica cosa essenziale di cui abbiamo bisogno, e cioè che siamo infinitamente amati da un Dio che è nostro Padre e ha cura di noi fin nel più piccolo dettaglio" #Epicoco

La Fondazione Antognozzi sostiene e promuove le iniziative di formazione umana e spirituale realizzate dalla FCIM, tra cui il Convegno Generale.
#fcim #fondazioneantognozzi #aprile #convegnogenerale #piacenza #formazione #fatima #apostolato
#Epicoco #LuigiEpicoco
@EpicocoLM

Non basta guardare al Vangelo per cercare di comprenderlo, è fondamentale guardare dentro noi stessi e definire chi siamo e cosa vogliamo. Solo così la Parola non andrà sprecata e non rimarrà un bel concetto astratto distante dalla nostra vita Luigi Maria #Epicoco

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