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Garlasco, l’audio che può ribaltare tutto: “Aspetta, lì c’era pure lui”. La frase di Sempio che ora pesa come un macigno
Non è una confessione, ma per la Procura di Pavia quel frammento audio potrebbe raccontare molto più di quanto sembri: un’attesa, una presenza sgradita, forse un’ossessione rimasta sotto traccia per anni nella casa di via Pascoli.
di
Luca Arnau
29 Maggio 2026
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C’è un audio che adesso torna a pesare come un macigno nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Non una confessione. Non la prova regina. Ma un frammento registrato nel 2017 che, riascoltato oggi dagli inquirenti, potrebbe cambiare il modo di leggere i rapporti tra Andrea Sempio e Chiara Poggi. Una frase, soprattutto, rimbalza dentro gli atti e nelle ricostruzioni giornalistiche: «Aspetta, lì c’era pure lui». Poche parole, ma sufficienti a riaccendere una domanda che da mesi attraversa il nuovo fascicolo della Procura di Pavia: che cosa rappresentava davvero Sempio nella vita quotidiana della famiglia Poggi?
Chiara Poggi, 26 anni, fu uccisa la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, mentre i genitori e il fratello Marco erano in vacanza. Per quel delitto Alberto Stasi, allora fidanzato della ragazza, è stato condannato in via definitiva a 16 anni. Ma a quasi diciannove anni dall’omicidio, il caso è tornato a muoversi con forza: Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, è oggi al centro del nuovo filone investigativo.
L’audio del 2017 e la frase su Chiara
Il cuore della vicenda è una registrazione del 2017. Secondo la lettura degli inquirenti, in quell’audio Sempio parlerebbe da solo e rievocherebbe una scena domestica precisa: Chiara che rientra a casa dal lavoro e si mostra infastidita nel trovarlo ancora nell’abitazione. Una frase attribuita alla ragazza, o comunque imitata nel parlato, suonerebbe più o meno così: «Ma c’è anche Andrea Sempio? ».
È questo il passaggio che la Procura considera rilevante.
Perché non descriverebbe soltanto una presenza casuale, ma forse una presenza percepita come insistente, ingombrante, sgradita. Una permanenza dentro la quotidianità della casa Poggi che oggi viene riletta come possibile indizio psicologico. Non la fotografia di un delitto, ma il fotogramma di un rapporto forse meno neutro di quanto apparisse.
Perché per gli inquirenti è un tassello importante
La forza dell’audio, nella nuova ricostruzione, starebbe proprio nel non essere una frase preparata per una deposizione o un’intervista. Sarebbe un parlato libero, un soliloquio, una sequenza catturata anni dopo l’omicidio. Ed è qui che per gli investigatori il rumore di fondo diventa materia d’indagine: non tanto per ciò che Sempio direbbe esplicitamente, quanto per il modo in cui rievoca Chiara, la casa, l’attesa, il suo ritorno.
Secondo l’ipotesi accusatoria, quella scena potrebbe illuminare un rapporto fatto di abitudini, presenze e possibili tensioni rimaste nell’ombra. Una lettura che però la difesa contesta e che dovrà essere verificata anche sul piano tecnico, perché gli audio dei cosiddetti soliloqui sono già uno dei terreni più delicati dello scontro tra accusa e avvocati.
La difesa contesta gli audio
I legali di Andrea Sempio stanno lavorando proprio sulle registrazioni. La linea difensiva punta a mettere in discussione la qualità dei file, la loro intelligibilità e soprattutto l’interpretazione attribuita a frasi pronunciate in modo non sempre chiaro. Per la difesa, prima ancora di costruire significati investigativi, bisogna stabilire con precisione che cosa si senta davvero.
Ed è un punto decisivo.
Perché in un caso come Garlasco, dove ogni parola viene sezionata, isolata e rilanciata, il rischio è trasformare un frammento ambiguo in una certezza apparente. Gli inquirenti, invece, ritengono che quelle frasi vadano lette dentro un quadro più ampio: frequentazioni, spostamenti, testimonianze, vecchi appunti, nuove consulenze e tracce mai del tutto esaurite.
Il nodo del “c’era pure lui”
La frase «lì c’era pure lui» diventa così una chiave narrativa e investigativa insieme. Perché rimanda a una presenza. A qualcuno che forse non avrebbe dovuto esserci, o che almeno veniva notato proprio perché c’era troppo spesso. È questo il punto che oggi interessa alla Procura: non soltanto dove fosse Andrea Sempio la mattina dell’omicidio, ma quale ruolo avesse nella vita ordinaria che ruotava attorno alla casa dei Poggi.
La nuova inchiesta si muove esattamente su questo crinale: non cancellare ciò che è già stato stabilito dai processi, ma cercare se dentro le pieghe lasciate aperte ci sia qualcosa che all’epoca non venne visto, ascoltato o approfondito fino in fondo. E l’audio del 2017, per quanto non definitivo, oggi diventa uno di quei dettagli capaci di spostare l’attenzione.
Garlasco resta un labirinto giudiziario e mediatico. Ogni elemento sembra aprire una porta, ma dietro quella porta ce n’è sempre un’altra. Stavolta la porta è una voce registrata anni dopo il delitto. Una voce che non confessa, ma ricorda. E a volte, nelle indagini, anche un ricordo può diventare pericoloso.

#LaCapitale
CASO GARLASCO
Garlasco, l’audio di mamma Poggi riapre il caso del video intimo: «A Marco ho chiesto del filmato»
Una vecchia intercettazione del 2007 torna al centro del delitto di Chiara Poggi e riaccende il nodo del presunto filmato
di
Luca Arnau
3 Giugno 2026
Rita Preda – madre di Chiara Poggi, Ipa
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Nel caso Garlasco basta una frase rimasta per anni sullo sfondo per riaprire un intero capitolo. Non una nuova prova regina, non il colpo di scena capace da solo di ribaltare una sentenza definitiva, ma un frammento di voce che torna oggi a fare rumore: Rita Preda, madre di Chiara Poggi, che in una conversazione con l’allora comandante dei carabinieri di Vigevano, Gennaro Cassese, parla del presunto video intimo tra la figlia e Alberto Stasi. E dice di aver chiesto spiegazioni al figlio Marco.
Il passaggio è delicatissimo, perché tocca uno dei punti più sensibili della nuova fase dell’inchiesta: chi sapeva dell’esistenza di quel filmato, chi lo aveva visto davvero e quale peso possa avere avuto nella ricostruzione del movente oggi ipotizzato dagli investigatori.
L’audio di Rita Preda e la domanda a Marco Poggi
Secondo quanto emerso, Rita Preda avrebbe manifestato preoccupazione per Marco Poggi, sentito dagli investigatori proprio sul tema del video. La madre di Chiara avrebbe riferito di avergli chiesto conto di quella vicenda, ricevendo una risposta netta: Marco avrebbe negato di aver visto il filmato.
È un dettaglio che non va forzato oltre il suo significato, ma nemmeno liquidato come marginale. Se gli investigatori chiesero chiarimenti, significa che già nel 2007 quel materiale era considerato abbastanza importante da meritare verifiche precise.
E se quella richiesta agitò la famiglia, significa che il tema non era affatto secondario.
Il presunto filmato e il possibile movente
Il nodo del video è tornato centrale con la nuova inchiesta su Andrea Sempio. Secondo la linea investigativa rilanciata negli ultimi mesi, il materiale intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi potrebbe inserirsi nella ricostruzione del movente. La difesa di Sempio, però, respinge questa lettura e nega che l’indagato abbia mai visto quei video.
Il punto vero non è soltanto stabilire se il filmato esistesse, ma capire chi ne fosse a conoscenza e quando. Nel corso degli anni sono emersi riferimenti a un file, a un download, a una conversazione su Msn Messenger e a un successivo colloquio al cimitero tra Marco Poggi e Alberto Stasi. Ma tra vecchi verbali e dichiarazioni più recenti gli investigatori avrebbero individuato passaggi non perfettamente sovrapponibili.
Attenzione a non confondere i piani
Il rischio, nel caso Garlasco, è sempre lo stesso: trasformare ogni audio, ogni frase e ogni memoria in una sentenza parallela. Ma i piani restano distinti. La verità giudiziaria oggi dice che Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Le nuove indagini puntano invece su Andrea Sempio e provano a rileggere tracce, intercettazioni, impronte e movente.
L’audio tra Rita Preda e Cassese non dimostra da solo chi vide il filmato, né quale ruolo ebbe nella dinamica del delitto.
Però documenta che quel tema era vivo, discusso e fonte di apprensione già nelle prime fasi investigative.
La memoria di Chiara e il confine da non superare
C’è poi un punto che resta fondamentale: Chiara Poggi non può essere trasformata, ancora una volta, in oggetto di curiosità morbosa. File privati, video, chat e dettagli intimi hanno senso giornalistico solo se servono davvero a chiarire un omicidio. Altrimenti diventano una seconda esposizione della vittima.
Per questo l’audio va raccontato per quello che è: un frammento importante, non una prova definitiva. Una voce che riporta al centro il tema del presunto video, ma anche la pressione enorme vissuta dalla famiglia Poggi dopo il delitto.
A quasi diciannove anni dall’omicidio, Garlasco continua a funzionare così: ogni vecchia traccia sembra nuova, ogni documento dimenticato torna a pesare, ogni frase riapre una stanza rimasta chiusa troppo a lungo. E quel «a Marco ho chiesto del filmato» oggi basta per far capire che il video non era un dettaglio laterale. Era, già allora, una delle zone più oscure dell’intera vicenda.

#LaCapitale.it
ADDIO ALLA RAI
Milo Infante lascia la Rai, pronta offerta scandalosa a Mediaset tra ruoli da boss e prima serata. Ecco i retroscena dell’addio
di
Redazione Attualità
9 Giugno 2026
Milo Infante, trasmissione Rai “ore 14”
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Il telemercato estivo si infiamma con una notizia che scuote i vertici di Viale Mazzini: Milo Infante lascia la Rai. Il conduttore di Ore 14 e vicedirettore dell’Approfondimento avrebbe già presentato le sue dimissioni all’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Un addio che arriva dopo una stagione trionfale e che vede all’orizzonte l’ombra del “Biscione”, pronto a soffiare alla tv pubblica uno dei suoi volti più redditizi in termini di share.
L’indiscrezione di Davide Maggio
Secondo le indiscrezioni lanciate da https://t.co/NtPl6P55F7, Pier Silvio Berlusconi avrebbe messo sul piatto un’offerta difficile da rifiutare. Non si parla solo di una conduzione prestigiosa in prima serata (forse su Italia 1 o addirittura al posto di Gianluigi Nuzzi a Quarto Grado), ma di un vero e proprio ruolo dirigenziale apicale.
A convincere Infante sarebbe anche la questione economica: in Rai, come dirigente, il giornalista è vincolato al tetto dei 240 mila euro, un limite che a Mediaset non esiste. La Rai, dal canto suo, starebbe tentando l’impossibile per trattenerlo, consapevole di perdere un uomo capace di portare Ore 14 vicino al 10% di share, battendo spesso la concorrenza interna ed esterna.
I motivi dell’addio alla Rai
Perché Infante ha deciso di andarsene proprio ora?
Nonostante i record d’ascolto, il giornalista sembra aver pagato i giochi di incastri della prossima stagione. Con il possibile trasloco di Alberto Matano a Domenica In (dopo l’addio di Mara Venier), si era ipotizzato per Infante il salto nel pomeriggio feriale di Rai 1.
Tuttavia, le caselle non si sono spostate come previsto e Infante sarebbe rimasto confinato nella sua, seppur fortunata, fascia pomeridiana su Rai 2. Un “declassamento” percepito che, unito al corteggiamento serrato di Mediaset, ha spianato la strada verso Cologno Monzese. Già nell’ultima puntata, il saluto di Infante aveva il sapore di un addio: “Ci sono altri mondi al di fuori di questo”, aveva detto citando Stephen King.
Scontro con Bruno Vespa e la Bruzzone
L’ultimo anno di Milo Infante in Rai non è stato di certo privo di tensioni. Tra i fatti, celebre è stato lo scontro a distanza con Bruno Vespa, che si era lamentato in diretta per la sovrapposizione tra Porta a Porta e Ore 14 di Sera. Ma la vera rottura, anche legale, è quella con la criminologa Roberta Bruzzone.
Dopo anni di collaborazione, il rapporto tra il conduttore e la criminologa è degenerato in una battaglia a colpi di segnalazioni al Comitato Etico. Infante ha presentato un vero e proprio dossier sugli insulti che la Bruzzone gli avrebbe rivolto sui social. Un caso spinoso che coinvolge indirettamente anche la politica: la Bruzzone collabora infatti con la società di produzione di Francesca Verdini (compagna di Matteo Salvini), proprio mentre Infante è storicamente considerato un giornalista vicino alla Lega. Un groviglio di tensioni che potrebbe aver spinto il conduttore a cercare aria nuova lontano da Roma.

Le royaume n’a pas pu arrêter le Corner Fc mais je sais que mes gars de Paris ont quelque chose pour moi @PSG_inside #ensemble #together #lacapitale 😌😌
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Tu rt un truc sur Vitry tu sais d’avance que Solène et Kenza vont faire de même.. peut etre c 113
La nuova illuminazione ai Mercati di Traiano uno spettacolo ! #roma #rome #lacapitale #History #storia

je cherche une place en fosse pour le concert "La capitale" au zénith pour demain (mardi 20 mai) je rachète à n’importe quel prix tant qu’il y a une preuve !!
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La Gironde n'est placé en vigilance .. #leGrandFroid était-il bien présent dès le réveil et va-t-il se plaire au .. ? . #BassindArcachon à #laCapitale .. #LaTestedeBuch .. les journées à venir seraient-elles + ou - glaciales , malgré le soleil ... ?? ..
https://t.co/5HaU0sd028
@ManuelGach Je me demande si des étudiant·es en communication ou en sociologie vont analyser et comparer les couvertures de GLouB par les divers médias francophones, et aussi entre les diverses éditions de #SudPresse, #LaCapitale aka la #PravdaBleue me semble le plus engagé pro-MR du réseau.
Lire et relire le grand entretien de Robert Menasse dans @humanite_fr :
« Tous les grands défis auxquels nous sommes confrontés, qu’il s’agisse de crises ou d’opportunités, sont depuis longtemps transnationaux.»
#robertmenasse
#lelargissement
#lacapitale
#europe
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Dopo #Lacapitale, romanzo vincitore del Deutscher Buchpreis, Robert #Menasse torna a ritrarre con perfidia e realismo il faticoso progetto politico europeo.
#lallargamento #unioneeuropea #ue
https://t.co/hGzpI0ZsBx

Non sans manquer de respect à ceux passés sous nos couleurs… que dire de ce duo et de ce qu’il vient d’amener à notre Canton !! Ils ont contribué à continuer de faire de Genève une place forte du sport !!
#Geneve #MaVille #MonCanton #Laplusbelledumonde #LaCapitale

@Foreverdeng @zena_edos @LD_sports @ctvottawa @iciottgat Ils reviendront dans l'équipe pour une troisième saison à la fin de leurs obligations internationales. 🔥 #Lacapitale
The wait is over, here’s our 2024 halftime show lineup ‼️
Who are you coming to see?
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L’attente est terminée, voici nos performances de la mi-temps de 2024 ‼️
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SIGNATURE DE JOUEUR 🖊️
Bienvenue à l'ailier de Brampton, Alonzo Walker.
Walker vient de terminer sa quatrième saison professionnelle en Slovaquie, enregistrant des moyennes de 11,9 points et 6,2 rebonds. 🔥
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