vige un indistruttibile “perché io?”, perché un tale candore, una tale serenità bianca, a me? Non so a prescindere cosa farmene. Datela a qualcun altro, intera com’è, non guardatevi indietro—lui almeno saprà cosa farsene
Mi sono dato tregua perché ho imparato che per me il tempo non rivela le cose e non le trasforma nemmeno. In me vi è già quella convinzione, quella rigidità intuitiva del fatto che la fine è già prevista. Posso confidare nella mia grandezza, ma sotto l’indistruttibile “io”
Il disincanto non è un male. Ti colpisce perché prova affetto, forse, ti prende sotto la sua ala, rendendosi conto di quanta realtà sia necessaria affinché tu smetta di essere il nemico di te stesso
Tutto quel che provo e dico è menzogna finché non precipita contro l’influsso dell’eternità. Quando un sentimento perisce, porta con sé l’autenticità che sosteneva di possedere. Dunque tutto è menzogna, salvo che duri in eterno