“La libertà non consiste nel fare ciò che ci piace, ma nell’avere il diritto di fare ciò che dobbiamo”.
Il 2 aprile 2005 ci lasciava Giovanni Paolo II. È il Papa con cui sono cresciuta.
Ho avuto la fortuna di incontrarlo, e una cosa mi è rimasta impressa più di tutte: il suo sguardo. E quella forza tranquilla di chi sa indicare una strada senza imporla.
In fondo, quello che ha insegnato è molto semplice quanto potente: la libertà non è scegliere ciò che conviene, o ciò che è più comodo. È avere il coraggio di fare ciò che si ritiene giusto. Anche quando costa. Anche quando non è la strada più facile. È un insegnamento che torna, ogni volta che bisogna tenere la rotta. Con serietà, senza scorciatoie.
A distanza di 21 anni, il suo esempio continua a parlare. Non solo nella fede, ma nel modo in cui affrontiamo le sfide di oggi, con ancora più di coraggio e più responsabilità.
@salvatorebrizzi Se dovessi trovare un motivo che non sia quello squisitamente biologico, direi che siamo nati per pagare le bollette e le tasse, cioè per fare da schiavi a chi detiene un potere talmente coercitivo da indurci a nascere in questa valle di lacrime che è il mondo materiale.
@Tanja91827@salvatorebrizzi Era Anima già prima di nascere, quindi che si incarna a fare?
Per me è a causa di un incantesimo malvagio di qualche entità che ci costringe nella materia a servirlo.
@ZemellaFrances1 A sto punto meglio Yogananda come guida, di Cristo non sai neppure se è esistito nè quanti racconti veri o falsi ci siano stati in 2000 anni su di lui, di Yogananda invece ci sono almeno le foto.
@valevishak6831 Ti affidi a Cristo sperando (o illudendoti) che renda leggero il tuo carico, finché un giorno scopri che non è mai neppure esistito.
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